Plastica: se non la puoi battere, alleati con lei.

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di Alberto Aiuto

La plastica è un materiale che può essere robusto, leggero, sottile, rigido, elastico, gommoso, profumato, colorato, ignifugo, isolante, impermeabile, soffice, trasparente.

Può essere stampata, modellata, piegato, fusa e spalmata, e assumere qualsiasi forma possiamo immaginare.

È riciclabile, eco-sostenibile, con un unico grande difetto: è economico!

Costasse come l’oro, la volontà e gli sforzi per riciclarla non sarebbero un problema a nessuna latitudine.

Nelle discariche, nei fiumi e nei mari non ci sarebbe un sacchetto, un copertone o una maledetta cannuccia. 

Abbiamo visto che non basta eliminare le buste di plastica.

Dovremmo mettere radicalmente in discussione il nostro modello culturale politico e sociale oltre che il nostro stile di vita. Inoltre il cambiamento dovrebbe coinvolgere miliardi di persone, probabilmente in meno di un decennio.

Cina, Filippine, Thailandia, Vietnam e Indonesia sono responsabili per il 60% della plastica che ogni anno finisce negli oceani e minaccia l’ecosistema marino di tutto il mondo.

Ad esse si aggiungono Malesia, Nigeria, Egitto, Sri Lanka e Bangladesh.

Sperare in una soluzione capace di metter fine rapidamente all’emergenza globale è utopistico.

Attualmente a livello globale la quantità di plastica riciclata corrisponde al 14-18% del totale.

Il resto finisce nei termo-valorizzatori (24%) oppure è lasciato nelle discariche o disperso nell’ambiente (58-62%).

Nell’Unione Europea le cose vanno un po’ meglio:

è riciclata circa il 20% della plastica; viceversa negli Stati Uniti è poco più del 10%.

I risultati del riciclo della plastica sono miseri soprattutto se messi a confronto con altri materiali:

i principali metalli industriali (ferro, alluminio, rame) e la carta hanno tassi di riciclo che superano il 50%.

Cosa fare in pratica?

Sun Zu nel libro “L’arte della guerra” suggeriva:

“Se non puoi battere il tuo nemico, alleati con lui”.

Oggi gli esperti di marketing consigliano di trasformare una debolezza in una opportunità.

Ciò significa trasformare un rifiuto pericoloso in una risorsa inesauribile.

Dunque, l’idea è di far acquisire valore alla plastica di scarto, cosa che consentirebbe di aumentare la raccolta differenziata per il riciclaggio e diminuirne la dispersione nell’ambiente.

Ebbene, sul piano della riciclabilità si stanno compiendo passi significativi.

È recente la notizia che Dow Chemical (uno dei maggiori produttori di plastica al mondo) ha sviluppato un utilizzo di plastica riciclata per la produzione di asfalti alternativi;

In Olanda il progetto Plastic road mira a produrre le strade che integrano cablaggi e reti idriche, totalmente dagli scarti recuperati dagli oceani e dagli inceneritori di rifiuti.

La Gjenge Makers, una piccola startup kenyana, che ha conquistato il premio Young Champions of the Earth 2020 delle Nazioni Unite, guidata dall’imprenditrice Nzambi Matee riesce a trasformare la plastica in:

  • mattoni,
  • piastrelle per pavimentazione e
  • coperture per tombini,

tanto resistenti da competere con quelli classici realizzati in calcestruzzo, mescolando la plastica con la sabbia.

In due anni sono state riciclate oltre 20 tonnellate di rifiuti di plastica, offrendo lavoro a più di 110 persone.

La BioCellection e la Loop Industries promettono di convertire su scala industriale, grazie a particolari catalizzatori, in poche ore e a costi ambientali ed economici contenuti, la plastica delle pellicole industriali o il PET delle bottiglie delle acque minerali in una nuova resina plastica stampabile.

La Carbios, invece, ottiene risultati analoghi, grazie ad un enzima batterico individuato nel compost delle foglie, in grado di degradare una tonnellata di bottigliette di plastica in circa 10 ore.

“take home message”

Usiamo la plastica con rispetto e buon senso; trattiamola come una risorsa e non come un rifiuto, senza sprechi ed eccessi, esattamente come dovremmo fare con l’acqua, il cibo e tutte le risorse naturali a cui attingiamo.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 2’30”

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