Post-Covid – Pronti a tornare alla “normalità” ?

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Si fa presto a dire “Torniamo alla normalità!”

Abbiamo tolto le mascherine, per ora solo all’aperto, e, complice la campagna dei vaccini, l’estate con le sue alte temperature e la vita che si sposta perlopiù all’aperto, anche le attività stanno piano piano riaprendo: arene, teatri, ristoranti, attività sportive, etc. Ma arrivare preparati alla ritrovata normalità non è così semplice: dentro di noi siamo provati, svuotati, come dopo la tappa dello Zoncolan, la temuta salita del Giro d’Italia. Solo che i chilometri non li abbiamo nelle gambe, ma nell’animo

La fatica a dimenticare il fronte

A contraddistinguere questa fase della pandemia è un generale e profondo senso di smarrimento, una specie di annebbiamento mentale. La voglia di ripartire c’è, ma c’è anche tanta paura. Forse c’è anche stanchezza a ritrovarsi a fare le cose di “prima”. Qualcuno si aspettava cose nuove li fuori:

DOPO QUESTI MESI DI PRIGIONIA, POTEVATE ALMENO VENIRCI A PRENDERE CON UNA LIMOUSINE ALL’USCITA DEL CARCERE, scrive Alessandro Baricco nell’articolo “Cinque anni in uno“.

È un po’ come il soldato che torna a casa dopo aver vissuto le atrocità della guerra: quella esperienza gli toglie il sonno, ma nel suo villaggio, nella sua comunità, sembra che il tempo si sia fermato, che non sia successo nulla.

Ma così non è…

E la spontanea stretta di mano? Gli abbracci? I baci? Per non parlare delle mostre di arte, delle partite di pallone ancora tutte da giocare, dei festeggiamenti… Tutti abbiamo sognato il ritorno ai gesti quotidiani, “normali”. Ma ora ci sono ansia, inquietudine, incertezza… sono queste le sensazioni che arano solchi tra noi e gli altri. Tra noi e l’esterno, l’ambiente al quale abbiamo rinunciato per prudenza.

Post-Covid – Non tutto il male vien per nuocere…

Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno possiamo guardare a quello che successe dopo la pandemia del 1918/20, quella dell’Influenza Spagnola che fece circa 50 milioni di morti nel mondo. I cambiamenti ci furono eccome: diversi Paesi fecero nascere Sistemi Sanitari Nazionali, la vita all’aperto diventò una nuova moda e la vita sociale, compresa quella sportiva iniziò a svolgersi sempre di più all’aperto (la prima edizione dei giochi olimpici invernali si svolse nel 1924), un posto che iniziava ad esser percepito come più salutare.
Alcuni cambiamenti sono già in corso, come il nuovo regolamento sanitario internazionale, con nuove opportunità per rispondere alle minacce globali di salute. Ma anche altri, più piccoli, ma ugualmente significativi. Guardando alle nostre città troviamo non poche novità in tal senso: piste ciclabili sorte dalla notte al giorno, nuovi mezzi di locomozione, più green (accanto alle vecchie e care biciclette, ora troviamo anche i monopattini), parchi come nuovi centri di aggregazione, tanto per gli anziani quanto per i più piccoli.

I titolari delle nostre vite

Ma non basta. La questione allora non è tanto venirne fuori migliori o peggiori, quanto tornare ad essere “titolari della nostra vita”, come scrive la sociologa Anna Paola Lacatena, sociologa e coordinatrice del Gruppo “Questioni di genere e legalità” della Società Italiana delle Tossicodipendenze (SITD):

(…) ce l’abbiamo fatta, a patto di aver compreso che è durevole solo ciò che sa cambiare e che la direzione anche in ciò che è imponderabile comunque la imprimiamo noi.

Fonte: Quotidiano Sanità

Articolo pubblicato su Il PostCinque anni in unodi Alessandro Baricco

*) 1918. L’influenza spagnola: La pandemia che cambiò il mondo di Laura Spinney

Credits immagine

 

Redazione Men’s Life

 


Take Home Message – Post-Covid – Pronti a tornare alla “normalità” ?
Abbiamo tolto le mascherine, per ora solo all’aperto, e, complice la campagna dei vaccini, l’estate con le sue alte temperature e la vita che si sposta perlopiù all’aperto, anche le attività stanno piano piano riaprendo: arene, teatri, ristoranti, attività sportive, etc. Ma arrivare preparati alla ritrovata normalità non è così semplice: dentro di noi siamo provati, svuotati, come dopo la tappa dello Zoncolan, la temuta salita del Giro d’Italia. Solo che i chilometri non li abbiamo nelle gambe, ma nell’animo…

Tempo di lettura: 1′

Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2021

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