Roscioli

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Roscioli Roma, via dei Giubbonari 21

Era il 15 luglio 2016, una di quelle mattine in cui Roma non sembra Roma;

Le strade semivuote, il ponentino fresco che spazza via il caldo soffocante e pochissimi lavoratori che, sognando le ferie, si apprestano ad aprire i loro negozi.

Camminando attraverso Campo de Fiori, perso tra le mappe di Google e disorientato da questi nuovi luoghi, di colpo alzo lo sguardo e noto, mimetizzata tra un’affettatrice e qualche pacco di pasta, l’insegna con la scritta Roscioli.

Quel giorno entravo da Roscioli per la prima volta per intraprendere un’esperienza lavorativa che sapevo mi avrebbe arricchito enormemente dal punto di vista gastronomico. Quel giorno, però, non sapevo che quello strano affollato locale sarebbe diventato il posto del mio cuore.

Da Roscioli ci torno ogni volta che passo da Roma perché ormai mi sento a casa. La verità è che sono completamente ammaliato da quell’atmosfera di sacralità gastronomica che crea dipendenza in persone della mia specie. La storia, le persone, il cibo ed ogni singolo particolare rendono questo posto incredibilmente perfetto.

Roscioli per me è il paradiso del “gastrofighettismo”:

150 salumi, 300 formaggi e 2800 etichette da tutto il mondo ed una ricca selezione di conserve, salse, mostarde, sott’oli, paste, oli e aceti. Una salumeria con cucina unica nel suo genere. Da un lato la selezione della materia prima, dall’altro la capacità di interpretare ed innovare la tradizionale cucina romano-giudaica come pochi altri sanno fare.

I piatti imperdibili sono le selezioni di salumi e formaggi, la carbonara di Nabil, storico chef di Roscioli, e le polpette al sugo.

Se non vai da Roscioli, non puoi dire di aver visto Roma, ma se proprio non trovi il tempo per un pranzo puoi sempre rimediare con un pezzo di pizza al forno Roscioli o con un break veloce al loro caffè.

Forno Roscioli: via dei Chiavari, 34

Caffè Roscioli: piazza Benedetto Cairoli, 16

Gianluca Bitelli per Fomm

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