E’ partito il nuovo anno scolastico

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di Andrea Maggio

Le vacanze sono state un piacevole momento di stacco dalla routine quotidiana.

Svago, divertimento, riposo hanno accompagnato le nostre giornate al fine di ricaricare le batterie per la ripresa del dopo vacanze.

Ed eccoci, genitori e figli, alle prese con un nuovo inizio dell’anno scolastico. Lavoro da una parte, scuola dall’altra.

Ripartire per i nostri pargoli non sarà facile: toccherà fare i conti con la pigrizia dei giorni senza impegni, con gli orari scombussolati, con la motivazione che stenta a palesarsi, ecc.

Come sostenere la ripartenza dei nostri figli gettando le basi per un anno scolastico sereno e non carico di ansia?

L’importanza della routine

Come sperimentiamo, le vacanze servono ai nostri figli anche per interrompere quella routine impegnativa fatta di scuola, studio, sport, relazioni e impegni vari che assorbono energie mentali e fisiche.

Eppure, le stesse routine ci sono utili per organizzare le nostre giornate, per darci degli obiettivi, per attivare le nostre risorse, senza di cui ci sentiremmo smarriti e impigriti.

Ebbene sì, non siamo fatti per l’ozio assoluto e l’assenza di regole o di direttrici.

La nostra mente ha bisogno di essere mantenuta impegnata e attiva. La sfida è farlo in maniera sana, costruttiva ed utile.

A tal fine ci vengono in aiuto le routine che danno struttura al nostro tempo e alle nostre attività.

Tornare a fare un sonno ristoratore a seconda dell’età e soprattutto nelle ore notturne, mangiare nei momenti opportuni e in maniera equilibrata, organizzare il tempo libero tra attività ludiche, di studio, dedicate allo sport o agli amici.

Facendo anche attenzione a definire le priorità soprattutto quando ci sono tante cose da fare. Si tratta di accorgimenti che possono aiutare bambini e non solo a vivere il proprio tempo in maniera accorta e senza sentirsi in affanno.

Stimolare la responsabilità individuale

Quando si parla di scuola, di solito i nostri figli sono gli ultimi a sentirsi coinvolti.

Se è vero che il genitore (soprattutto la madre) sente la responsabilità di organizzare le attività necessarie per la ripresa della scuola (aspetti burocratici, acquisto dei libri e del materiale scolastico, ecc.), è anche vero che la scuola dovrebbe essere la principale responsabilità dei nostri figli.

Ecco allora che la ripresa, ma anche e soprattutto l’inizio, dell’anno scolastico dovrebbe essere l’occasione per coinvolgere i nostri figli e stimolarne l’assunzione di responsabilità, almeno per quelle attività (molte) che competono loro.

Questo aspetto è determinante per far sì che l’anno scolastico non sia una continua battaglia tra genitori e figli perché i primi sentono la responsabilità di qualcosa che in effetti non è nel loro ambito di azione.

Svegliarsi la mattina in tempo utile per raggiungere la scuola, preparare il materiale di studio, fare i compiti, studiare, organizzare lo studio, ecc. dovrebbero essere responsabilità dei figli e non dei genitori.

Solo se ci sentiamo responsabili di qualcosa ce ne prendiamo cura, altrimenti aspettiamo che qualcuno ci dica cosa fare.

Ahimè una scena fin troppo comune nei pomeriggi stressanti alle prese coi compiti.

Assumersi la responsabilità di qualcosa è anche l’unico modo per capire che se prendiamo delle scelte sbagliate, le conseguenze saranno a nostro carico e non ci sono scuse che tengano.

Stop all’ansia

Ormai è noto che l’ansia sia l’emozione più diffusa tra i giovani. Il contesto che stiamo vivendo negli ultimi anni tra crisi ambientale, pandemica e bellica non fa che alimentare la paura del mondo che viviamo.

Beh, se come genitori ci vogliamo assumere una responsabilità allora prendiamoci quella di infondere speranza ed ottimismo verso i nostri figli senza comunicare aspettative eccessive.

Guardare al mondo con positività nonostante le difficoltà, agire nel proprio piccolo per cambiare al meglio il mondo che ci accoglie.

Tenere conto di chi è in difficoltà rispetto a noi per rendere la società più inclusiva ed accogliente.

Promuovere l’impegno in quello che si fa senza essere troppo esigenti ed accogliere, ma anche celebrare quando utile, i risultati raggiunti che possono sempre migliorare se lo si vuole.

Sono solo alcuni esempi che possiamo dare ai nostri figli per insegnare loro che il nostro futuro dipende da noi, dai nostri pensieri e dalle nostre azioni.

 Andrea Maggio

Tempo di lettura: 1’ 40”

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