Stato di allarme imminente

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di Gaetano Buompane

Niente allarmismi. Così continuo a ripetermi senza troppa convinzione ormai da un po’ di tempo. E quella cantilena per cercare di convincermi a mantenere la calma suona ormai così ridicola e sarcastica.

Troppe ne stanno accadendo e troppe ne devo ingoiare per dire che siano solo coincidenze o pura casualità.

Non ci posso fare niente, quindi, se sto sentendo arrivare veloce come un treno quell’impellente bisogno di entrare in stato di allarme. Luce rossa accesa.

Ho già cominciato a comportarmi in maniera irrazionale, non riesco più a contenere la mia agitazione, non sopporto più sentire la mia fronte e la schiena bagnarsi improvvisamente di quel sudorino freddo che non ha niente a che vedere con la calura di questa estate da forno.

Sono a tanto così da iniziare ad urlare istericamente, ve lo dico. Sto quasi per abbandonare la mia compostezza e iniziare a frignare come un ragazzino che ha perso la mamma al supermercato.

Ma per favore non ditemi che sono diventato una femminuccia. Sarebbe peccare di superficialità e rifiutarsi di riconoscere quanto sia difficile per me questo momento.

Sono solo un uomo in procinto di vacillare – ci vuole piuttosto un po’ di comprensione – perché questo potrebbe essere peggio di qualsiasi catastrofe si possa immaginare.

Non mi vergogno ad ammetterlo, d’altronde sono sicuro di essere in buona compagnia. È una questione di carattere, di indole, di sentimenti.

Occorre dire che ci sono dei precisi momenti in cui anche noi uomini siamo particolarmente vulnerabili, ne converrete anche voi.

Possiamo dirlo apertamente, amici miei. Siamo bravissimi a mostrare i muscoli, a gonfiare il petto, ad indossare lo sguardo severo quando occorre, ma poi in solitudine ci stringiamo la testa fra le mani e piangiamo domandandoci dov’è che abbiamo sbagliato.

In fondo, senza sentirsi per questo troppo fragili, fa bene sfogarsi un po’, acquietare in un singhiozzo dietro l’altro le angosce della vita, i dubbi di coscienza, le paure accumulate.

Il grosso problema è che se prima, dopo una bella soffiata di naso, stretti i pugni e i denti, ero pronto a ripartire, a tornare in prima linea indossando nuovamente i panni dell’uomo di famiglia, adesso, in tempi molto brevi, le cose si sono fatte complicate ed io mi sono lasciato sopraffare.

Perché ultimamente non riesco proprio a trovare il modo di raddrizzare la faccenda.

A quasi sette anni, ormai, mia figlia sa perfettamente come mettermi i piedi in testa, questa è la verità.

Per quanto mi riguarda, invece, quello che le passa per la mente per me resta un mistero. Ho come l’impressione che i nostri due mondi si stiano già allontanando.

Mettici poi che la pubertà è ormai dietro l’angolo e che l’adolescenza sta già per arrivare, al solo pensiero di scoprirla improvvisamente donna mi tremano le gambe.

Sapete che vi dico, credo che mi verrà presto uno di quegli attacchi di panico durante il quale non riuscirò a respirare e mi sembrerà di morire.

Gaetano Buompane

Tempo di lettura: 1.30”

Foto da Pixabay

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