Time Management: saper dire di no (agli altri e a noi stessi)

0
24651

Time management non significa solamente saper organizzare un’agenda e mettere in ordine gli impegni.

Per essere padroni del nostro tempo è necessario essere prima di tutto padroni di noi stessi: essere presenti nelle nostre scelte e consapevoli delle nostre decisioni. Sembrano “parole grosse”?

Facciamo un esempio.

“Non posso dire di no!”

Sono quasi le 18,00 e stiamo per chiudere il PC e per tornare a casa al nostro meritato riposo: niente in programma, solamente divano, musica o qualsiasi cosa sia fonte di relax. Arriva il collega sempre super indaffarato che con aria disperata ci chiede di trattenerci un’altra ora in ufficio per aiutarlo a finire la relazione per il giorno successivo.

La maggior parte di noi troverebbe molto difficile dire di no, per vari motivi, alcuni lodevoli e frutto di una scelta consapevole come voler aiutare un collega in difficoltà (sperando di ricevere un trattamento simile in caso di bisogno); altri meno “pensati” ma frutto della difficoltà di dire di no o addirittura della paura delle conseguenze del dire di no.

<<Se dico di no che figura ci faccio?>>,

<<In fin dei conti io non avevo niente da fare>>,

<<Se dico di no mi sento in colpa>>

e via dicendo.

Dire di no a noi stessi

Cedendo alla tentazione della risposta più facile e più socialmente accettata, cioè dire di sì, accogliamo passivamente le esigenze dell’altro mettendo in secondo piano le nostre. Smarcarsi con gentilezza dalle “richieste di tempo” degli altri significa dire di no prima di tutto a noi stessi, al nostro senso di colpa e di inadeguatezza nel pronunciare queste due pesanti letterine:

NO. Vuol dire chiedersi <<a cosa rinuncio se acconsento alla richiesta? E’ veramente una questione di vita o di morte la mia risposta affermativa?>>.

Alcuni accorgimenti

Saper dire di no, per gestire il nostro tempo, è una capacità che va allenata perché culturalmente, il “no!” è associato a significati e connotazioni negative che rimandano a concetti come scortesia, mancanza di rispetto e egoismo. Quindi la prima cosa da fare è proprio mettere in dubbio queste artificiose equivalenze e darsi delle alternative, ad esempio: <<se dico di no risulto egoista, oppure…..(sicuro di me… o rispettoso ma non “zerbino”… o consapevole dell’importanza del mio tempo… etc)>>.

Fatto questo, sarà poi molto utile immaginarsi le alternative di risposta. Tutto ciò che facciamo passa prima dalla nostra immaginazione e dal nostro pensiero quindi iniziamo ad immaginarci come avremmo voluto rispondere a quella fastidiosa richiesta e a come risponderemo in occasioni future simili. Cosa diremo? Come ci sentiremo? Quanto ci sentiremo veramente padroni del nostro tempo? Ecco che passo dopo passo il “no” diventerà il vostro miglior alleato per gestire con consapevolezza ed efficacia il nostro tempo.

Nicola Fratiglioni

www.exeliscoaching.com

Tempo di lettura: 1’40”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.