Vincent Van Gogh

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di Fabio Bandiera

Inaugurata a Roma, nelle splendide sale di Palazzo Bonaparte, l’attesissima mostra su Vincent Van Gogh che permetterà, fino al 26 marzo 2023, ai visitatori di ammirare oltre cinquanta opere provenienti dal Museo  Kröller Müller di Otterlo, che custodisce un grande patrimonio dell’artista maledetto per eccellenza, le cui vicende umane ed artistiche si sono intrecciate nel tempo conferendogli un’aura geniale e tragica sfociata nella leggenda.

PERCORSO CRONOLOGICO

Un artista complesso e tormentato che questa rassegna indaga, sotto l’eminente curatela di Maria Teresa Benedetti, in tutte le sue fasi dell’esistenza terrena, a partire dal periodo giovanile olandese per poi seguirlo nella fase parigina, in quella successiva ad Arlès e nel suo ultimo tormentato soggiorno di Auvers-Sur-Oise in cui terminerà tragicamente la sua parabola umana a soli trentasette anni, dopo anni difficili e straziati da una salute fisica e mentale seriamente compromessa. Fasi testimoniate anche dalle lunghe e meravigliose corrispondenze con suo fratello Theo, di cui alcuni scritti sono parte integrante del percorso espositivo……

STILI, VISIONI, IMMAGINI, SENSAZIONI……………..

La carriera artistica di Vincent si racchiude in soli nove anni – 1881-1990 – nei quali si susseguiranno insuccessi clamorosi, situazioni personali dolorose e diversi spostamenti che lo porteranno di volta in volta a morire e rinascere, in nome di quel riconoscimento e di quell’affetto vanamente inseguiti nel suo tortuoso percorso esistenziale. Le cinque sezioni tematiche ne ripercorrono le varie fasi in un susseguirsi di stili e visioni, di immagini e sensazioni legate alla luce e alla stesura del colore, e connesse ai luoghi e ai personaggi, perlopiù umili lavoratori,  del quale il nostro sarà maestro e cantore incontrastato………

LUOGHI………PERIODI……….PRIMI…………INCOMPRESI…………CAPOLAVORI…………..

Il viaggio emozionale nello spazio espositivo si arricchisce nella prima sala di alcuni dipinti della collezione Kroller di artisti coevi e affini a Vincent – da Picasso a Renoir, da Gaugain a Signac – una decina di capolavori che testimoniano da un lato il mecenatismo raffinato di Helene, creando dall’altro un trait d’union col percorso cronologico dei quarantuno capolavori che si aprono con le prime opere del periodo olandese.

Periodo cruciale in cui si convince, dopo maldestri tentativi nell’emulare la carriera paterna di predicatore, di volersi dedicare alla pittura attingendo alle fonti primarie della sua terra, fatta di lavoro nei campi, di fatica e di sudore che il suo sguardo dipinge nella sua quotidiana ed estenuante realtà.

Dopo una breve parentesi accademica ad Anversa e un soggiorno a L’Aja rientrerà a Nuenen nel suo habitat naturale dipingendo alcuni, all’epoca incompresi, capolavori nei quali ci restituisci la sacralità rituale degli umili che sente a se particolarmente affini………………

 

PARIGI…….FASCINO……….FUGA VERSO SUD………ARLES……..

Siamo nel 1886, dopo il realismo esasperato e stilizzato dominato dai toni scuri, Van Gogh sente il bisogno di confrontarsi con il mondo impressionista che a Parigi, dove Theo prosperava come gallerista, detta le regole della nuova pittura di fine ottocento. Seurat, Signac e Gaugain e le stampe giapponesi provenienti in massa dall’oriente conquisteranno il suo animo dando nuovo slancio ad un’evoluzione pittorica che unirà all’accostamento dei colori un disegno sintetico che si tradurrà in una varietà di possibilità espressive ricche di accostamenti cromatici in cui Vincent troverà nuova linfa per rinnovare la sua pittura. Gaugain susciterà in lui un grande fascino e una grande ammirazione, ma l’aria parigina densa di spazialità e di riproduzione fedele delle natura  svanirà rapidamente nel suo immaginario, deciderà rapidamente di spostarsi verso sud, ad Arles, alla ricerca di una nuova libertà creativa e ad un uso luminoso e più arbitrario del colore che lo allontanerà irreversibilmente dal movimento impressionista……..

ALTI E BASSI……CRISI…..RIPRESA……FINE…………..

La sua ricerca quasi ossessiva della purezza del colore suggestionerà fortemente il suo animo, decisamente intenzionato a dipingere in maniera più fluida e meno rigorosa le forme delle sue tele in cui lo spazio altro non è che un susseguirsi vibrante di tonalità e accostamenti cromatici. I meravigliosi paesaggi del sud sembrano donargli nuovo slancio, le corrispondenze con Theo si susseguono a tal punto da riuscire a convincere Gaugain a raggiungerti ad Arles in una comunione di intenti e di condivisione pittorica, ma l’esperienza dopo nove convulse settimane si concluderà tragicamente con un gesto che segnerà indelebilmente l’inizio del tuo travaglio interiore e psichico. Ricoveri, riprese, slanci creativi e momenti di abbandono sanciranno l’ultimo anno di vita in cui, nei rari momenti di lucidità, il suo tratto procederà di pari passo con la sua instabilità, tra nature sempre più aspre e stilizzate, paesaggi, ritratti e nature morte alle quali si dedicherà fino alla fine, prima del suo ultimo estremo gesto. Morirà nell’oblio più totale senza gloria, ma la ferma determinazione di sua cognata, Johanna Bonger moglie di Theo, e la sensibilità artistica di Helene riusciranno nel novecento a far riconoscere il suo genio rendendolo uno dei pittori più apprezzati di tutti i tempi nel mondo, fama che questa meravigliosa mostra conferma per l’ennesima volta………

Fabio Bandiera

Tempo di lettura: 3’00”

Foto tratta da: https://www.fanpage.it/roma/mostra-di-van-gogh-2022-a-palazzo-bonaparte-a-roma-i-prezzi-dei-biglietti-e-le-opere-esposte/

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