Il colesterolo: quando l’abbondanza è dannosa

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di Alberto Aiuto

Tutti parlano male del colesterolo.

I media sono contro il colesterolo, il tuo medico è contro il colesterolo, e ormai, dopo 50 anni di questo martellamento quotidiano, è ovvio che il colesterolo sia considerato il nemico numero 1, da evitare sempre e comunque.

La realtà è un’altra.  

Quante volte, nella mia precedente vita di farmacista, mi sono sentito dire: “Dottore, ho il colesterolo!”.

La risposta generalmente era “…. e meno male …. senza non potrebbe vivere.

Il colesterolo è infatti una sostanza indispensabile.

L’organismo sintetizza il 70% del proprio fabbisogno, soprattutto a livello di fegato; solo il restante 30% è di origine alimentare”.

Ma perché è così importante?

Innanzi tutto, senza che ce ne accorgiamo (e non lo misuriamo), è l’elemento base delle membrane cellulari, per questo il tuorlo d’uovo ne è ricchissimo e nelle donne incinte i livelli di colesterolo sono fisiologicamente più elevati (è essenziale per lo sviluppo dell’embrione).

È dunque il “mattone” della membrana; ma regola anche la permeabilità ai nutrienti e l’attività dei recettori e degli enzimi di membrana che generano messaggeri intracellulari.

È poi la base di numerosi ormoni quali aldosterone, cortisone, testosterone (l’ormone maschile), progesterone (l’ormone della gravidanza), estradiolo (l’ormone femminile) e vitamina D3 (essenziale nel metabolismo osseo).

Infine è presente nella bile, contenuta nella cistifellea, dove funziona da emulsionante dei grassi alimentari.

Il colesterolo è presente in tutti gli organi e apparati del nostro corpo.

Ma come ci arriva?

Semplice. Utilizza la grande rete autostradale costituita dal nostro sistema circolatorio, muovendosi nel flusso sanguigno, a bordo di macchine, note con il nome di lipoproteine.

Il colesterolo non è dunque qualcosa di statico, come la tanto odiata “pancetta” (quella che segna l’ingresso nella mezza età), ma è anche qualcosa di dinamico che possiamo misurare, controllando la colesterolemia e le sue frazioni.

Ma se siamo in presenza di una sostanza essenziale, come mai può fare danni?  

Alla nascita il colesterolo totale dei vari primati (uomo compreso), non supera i 60-80 mg/dl, livello che, nella nostra società, tende a crescere con l’età.

L’eccesso tende a depositarsi nelle arterie, dando luogo al fenomeno noto come aterosclerosi.

I vasi sanguigni si ostruiscono e diventano meno elastici: le conseguenze sono l’aumento della pressione del sangue (il cuore fa più fatica a spingere il sangue in arterie più rigide e tende a ingrossarsi), gli infarti ed ictus cerebrali (il sangue non irrora alcune zone del cuore e del cervello, che, in assenza di ossigeno e altri nutrienti, muoiono).

Questo spiega la forte correlazione tra colesterolo plasmatico e malattie cardiache e cerebrali, evidenziata da numerosi studi clinici.

Il primo di una certa importanza fu lo studio Multiple Risk Factor (MRFT) che dimostrò l’aumento del rischio di infarto sopra 180 mg di colesterolo.

Il rischio aumentava dell’1% per ogni mg di colesterolo in più.

Da allora, il rischio di eventi vascolari è stato considerato accettabile con valori inferiori a 200 mg. Anche se è stato accertato che la più bassa percentuale di decessi, si verifica con un livello di colesterolo totale di 122 mg/dl. (TRIAL. Archivi di Medicina Internazionale 152:1490, 1992).

In Giappone, dove in media il tasso di colesterolo sierico oscilla tra 110 – 160 mg, esiste una aspettativa di vita più lunga di quella degli Stati Uniti.

Come possiamo prevenire o attenuare i danni dell’ipercolesterolemia?

Innanzitutto va migliorato lo stile di vita:

  • ovvero maggiore attività fisica,
  • riduzione del fumo di sigaretta,
  • una corretta alimentazione, ovvero riduzione dei grassi saturi (burro e olio di palma, formaggi, maionese, latticini, insaccati), incremento di quelli insaturi, soprattutto omega-3 (l’acido linolenico), e omega-6 (l’acido linoleico), presenti nell’olio di oliva, di girasole e di mais, e nel pesce.

A queste misure, vanno eventualmente aggiunti i farmaci (es. le statine), che non sostituiscono quanto detto, la cui prescrizione va decisa dal medico dopo aver valutato il rischio globale di andare incontro a problemi cardiovascolari di natura aterosclerotica.

Il colesterolo in eccesso può essere un killer silenzioso, (gli effetti dannosi si vedono a distanza di anni, in assenza di sintomi), ma d’altra parte può essere considerato la molecola della vita.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 1’00”

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