11 Luglio 2021: Imprese Italiche nel Regno Unito

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di Fabio Bandiera

In quest’estate di ripresa e resilienza alle prese tra l’imponente campagna vaccinale e le imprevedibili mutazioni del virus l’impresa degli azzurri agli Europei e la straordinaria finale di Berrettini a Wimbledon, ci hanno regalato sani momenti di gioia.

Una ventata fresca che ha coinvolto tutta l’Italia sportiva che, senza troppe aspettative, si è ritrovata in una indimenticabile domenica londinese a vivere adrenaliniche ed autentiche emozioni.

MANCINI, COSTRUTTORE DOPO LE MACERIE

Dopo quel tragico 14 novembre 2017 concluso col pareggio interno con la Svezia e la conseguente eliminazione dal mondiale russo, l’Italia aveva toccato il punto più basso della sua esistenza sportiva.

Il c.t. Ventura rassegnava mestamente le sue dimissioni ammettendo il suo fallimento, tra scelte incomprensibili e un entusiasmo sempre più latente e difficilmente rinnovabile.

Il cambio di passo era d’obbligo e nell’individuazione del traghettatore cruciale per far ripartire la macchina azzurra, la scelta è ricaduta su Roberto Mancini che da maggio 2018 prende saldamente il timone cominciando un nuovo corso, concreto ed inesorabile.

Si riparte dalle macerie e da un gruppo acerbo e interessante, ricco di giovani promettenti e di senatori decadenti.

IL GRUPPO DEI RECORD

Nella vita, come nel calcio, la somma dei singoli elementi può essere spesso superiore all’estro o al talento del singolo e questo Mancini lo sa.

Il suo pragmatismo schivo risulterà vincente nella fase iniziale del suo cammino, scandito dalla Nations League e dalle qualificazioni ad Euro 2020, molti match da giocare e un collettivo da formare.

Si circonda di uno staff di livello assoluto, osserva e sperimenta diverse soluzioni ruotando tantissimi giocatori, il suo obiettivo primario è creare solidità ed autostima puntando sul gruppo, a suon di risultati si crea quella chimica virtuosa che riaccende lentamente quei latenti entusiasmi.

Due sole sconfitte nel 2018 a cui farà seguito un impressionante filotto di risultati utili consecutivi, abbattendo il record delle trenta partite senza sconfitte appartenuto all’Italia di Pozzo, ma gli scettici puristi lo aspettano al varco perché il primo vero test serio è quello europeo del 2020.

NOTTI MAGICHE

Arriviamo alla rassegna continentale consapevoli dei nostri mezzi, il girone è alla portata e il pubblico di Roma, pur con le relative limitazioni, si stringe intorno ad una nazionale che dimostra da subito le proprie potenzialità.

Tre vittorie senza subire gol e un calcio convincente, ci affezioniamo all’entusiasmo di questo gruppo di ragazzi e cominciamo a sognare, ma sappiamo che quando il gioco si farà duro bisognerà alzare l’asticella delle prestazioni.

Soffriamo da morire e veniamo salvati dal var con l’Austria, giochiamo la nostra miglior partita col Belgio, siamo in semifinale perchè le motivazioni di questi ragazzi vanno oltre i propri limiti con un Mancini che da grande direttore d’orchestra ruota le pedine senza sbagliare un colpo a partita in corsa.

Peniamo da matti contro la Spagna, test durissimo in cui siamo costretti a subire, stringiamo i denti e la lotteria dei rigori ci regala un’incredibile finale.

Nessuno ci avrebbe scommesso un euro, ma la finale a Wembley contro l’Inghilterra non sarà affatto una passeggiata…………

METTI UNA GIORNATA A LONDRA……………

Domenica 11 luglio, siamo a Londra per vivere una domenica unica ed irripetibile perché oltre all’exploit azzurro c’è un altro sogno da vivere e inseguire contro ogni pronostico e aspettativa.

Matteo BerrettiniAlle 15 c’è il nostro Matteo Berrettini che è approdato ad una storica finale a Wimbledon, risultato mai raggiunto da nessun tennista azzurro, anche se in finale si trova di fronte sua maestà invincibile Djokovic.

Tifiamo, speriamo, ci illudiamo e lottiamo insieme a lui, nonostante la sconfitta siamo fieri e orgogliosi di questo bellissimo sogno che questo ragazzone romano ci ha regalato, un atleta umile con la faccia pulita che ci ha donato gioie sopite da troppo tempo.

Il tempo di riprendersi e tutto il Paese si connette per vivere una notte emozionante, tra maxi-schermi e voglia di aggregazione nonostante questa maledetta pandemia.

Partita difficile, che inizia peggio mentre gli inglesi gongolano inseguendo un traguardo mai raggiunto.

Sembra tutto compromesso, ma anche qui Mancini cambia le carte e trova la chiave per scardinare un muro che sembrava invalicabile:

pareggio meritatissimo, stadio ammutolito e l’Italia operaia che sembra davvero crederci.

Arriviamo anche qui a giocarci tutto dal dischetto, gli inglesi tremano e i guantoni di Gigione fanno il resto regalandoci questa ennesima perla che va oltre ogni aspettativa.

Cuore, coraggio, caparbietà, solidità, intelligenza e quel pizzico di fortuna che mescolati nelle giuste dosi ci riportano dopo 53 anni sullo scranno più alto d’Europa, gli inglesi perdono la faccia e la testa mentre impera sovrana le festa, grazie Italia, davvero……………….di cuore…………

Fabio Bandiera

Tempo di lettura: 2’00

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