ARTE LIBERATA

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Fabio Bandiera

Il nostro Belpaese è notoriamente ricco di un patrimonio artistico unico al mondo, sia per quantità che per qualità.

Frutto di secoli d’oro dovuti all’opera e all’ingegno di grandi geni e talenti che hanno dettato legge nei diversi campi, dall’pittura, alla scultura, dall’architettura al design.

Dopo le barbariche razzie Napoleoniche gli anni a cavallo tra i conflitti bellici sono stati quelli in cui queste innumerevoli ricchezze sono state messe a dura prova di chi ha tentato nel tempo di accaparrarsene col sopruso e la violenza.

Grazie ad una visione lungimirante di un manipolo di menti illuminate, l’Italia è riuscita a conservare e distogliere dalla brama famelica di questi predatori opere di innumerevole valore e prestigio che per nostra fortuna si sono salvate, che sono oggetto di una bellissima retrospettiva alle Scuderie del Quirinale.

ARTE LIBERATA……..

Arte liberata, questo il titolo della mostra, con oltre cento capolavori ci racconta questa straordinaria impresa di salvaguardia del patrimonio artistico-culturale durante gli anni più tragici del secondo conflitto mondiale dove le mire del Reich si estendevano sulla grande bellezza del nostro Paese.

Grazie a tantissimi prestiti provenienti da oltre quaranta Musei il percorso espositivo, ulteriormente arricchito con foto, documenti e preziose testimonianze video estratte dall’Archivio Luce, ci conduce per mano nella nostra storia recente ricostruendo con opportune cronologiche didascalie le drammatiche vicende che portarono alla salvezza di una parte consistente della nostra identità nazionale.

FUNZIONARI E SOPRINTENDENTI DELLO STATO…….

Il nucleo centrale dell’esposizione ruota intorno a figure straordinarie che intuirono preventivamente come i rischi connessi all’asse Roma Berlino del 1939 si sarebbero riverberati anche nel mondo dell’arte.

Dopo la loro espulsione causata dalla mancata adesione alle Repubblica di Salò i soprintendenti, coadiuvati da eminenti storici dell’arte e da rappresentanti delle gerarchie vaticane, si resero protagonisti, nonostante i mezzi limitati, di un’opera certosina di inventariazione e catalogazione delle opere più a rischio che imballarono e spedirono presso i rifugi marchigiani di Carpegna e Sassocorvaro, bunker segreti coordinati dall’eroico soprintendente regionale Pasquale Rotondi, capace di nascondere e custodire oltre diecimila opere provenienti da tutte le parti dello stivale.

FILONI NARRATIVI

Questi manifesto civico-identitario si dipana in tre filoni principali che procedono di pari passo con l’incedere degli avvenimenti bellici.

La sottoscrizione dello scellerato Patto d’Acciaio con la Germania ci pone in uno stato di debolezza e subalternità nei confronti del Fuhrer che non esita ad esercitare le sue brame collezionistiche con vere Espropriazioni Forzate ed alterazioni del Mercato dell’Arte.

I gerarchi del Duce avallarono scelleratamente questa sete di opere d’arte favorendone le cessioni, bypassando di fatto anche i vincoli con permessi speciali, tra le quali spiccano qui in mostra Il Discobolo Lancellotti, copia romana del celebre capolavoro di Mirone, e diversi capolavori della collezione Contini Bonacossi di Firenze.

Situazione complicata che spinse il Ministro dell’Educazione Bottai a correre immediatamente ai ripari in un procedere di eventi irreversibile connesso all’invasione polacca da parte di Hitler che segnò un punto indelebile di non ritorno……..

SPOSTAMENTI E RICOVERI

In questa parte centrale della rassegna si rivivono pezzi di storia interconnessi da uno spirito patriottico e da un altissimo senso civico.

Viene deliberato e messo in opera il piano di messa in sicurezza delle opere con una programmazione logistica esemplare nella preparazione ed esecuzione degli spostamenti.

Una matassa intrecciata di resilienza che permea tutto lo Stivale farà in modo, grazie soprattutto all’altissima professionalità dei funzionari coinvolti, di imballare e trasferire in luoghi sicuri, sparsi tra Lazio, Toscana, Marche, Campania e in diverse aree del Nord, mettendole al riparo di pericolosissimi e famelici appetiti. Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Emilio Lavagnino, Vincenzo Moschini, Pasquale Rotondi, Fernanda Wittgens, Noemi Gabrielli, Aldo de Rinaldis, Bruno Molajoli, Francesco Arcangeli, Jole Bovio e Rodolfo Siviero, sono loro i protagonisti che con il loro esempio, ispirato da un grande senso di appartenenza, hanno rischiato la loro vita per contribuire ad un’impresa che sa di miracoloso. A loro vanno doverosamente aggiunti l’operato di Pio XII e delle gerarchie ecclesiastiche Vaticane che custodirono, in anni cruciali, nei loro depositi numerose meraviglie che oggi possiamo comodamente ammirare nella Città Eterna.

RESTITUZIONI POST BELLICHE

La traumatica fine del conflitto bellico si rivelò foriera di notevoli interventi mirati alla restituzione di opere ingiustamente trafugate.

Ai funzionari italiani si affiancarono, sotto la supervisione degli alleati, tecnici ed esperti provenienti da ben tredici paesi, una vera e propria task force che lavorò di concerto per tutelare e salvaguardare il nostro sterminato patrimonio.

Furono circa seimila i pezzi che furono restituiti dalla Germania nazista, un preziosissimo tesoro che rientrò in Italia grazie al contributo della Monuments, Fine Arts, and Archives Program che tra il 1943 e il 1951 ebbe lo straordinario merito di recuperare oltre cinque milioni di opere sottratte o rubate in tutte le zone di guerra.

GODIAMOCI QUESTE MERAVIGLIE

Questa mostra è il degno e riconoscimento a chi ci ha permesso di poter ammirare oggi dipinti, sculture, arazzi, arredi, che noi diamo spesso per scontati e a portata di mano. La Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, La Danae di Tiziano, Il ritratto di Manzoni di Hayez, La Santa Palazia di Guercino, la Crocifissione di Luca Signorelli, sono solo alcune delle perle esposte, riunite eccezionalmente nello stesso luogo, ideale per una riflessione condivisa sul come questa ricchezza smisurata sia giunta fino a noi attraverso uno dei momenti più drammatici della nostra storia.

A corredo di queste pale straordinarie il percorso è arricchito da oltre trenta documenti storici, centocinquanta riproduzioni fotografiche che insieme ai mitici cinegiornali, qui ne saranno visibili una ventina, ci forniscono una macchina del tempo attenta e perentoria di quegli anni imprescindibili per la nostra Storia. E

’ proprio in questi momenti bui che nascerà in Italia un cammino virtuoso orientato alla tutela del Patrimonio artistico-culturale grazie ad un approccio più consapevole sia sul restauro che sulla conservazione museale.

Mostra consigliatissima per l’alto profilo espositivo e per gli elevatissimi e simbolici ideali rappresentati, un’occasione da non perdere per essere fieri di questo nostro Paese troppo spesso, e non sempre con cognizione di causa, bistrattato da noi stessi a prescindere.

Fabio Bandiera

Tempo di lettura: 3’00”

Foto tratta da: https://www.finestresullarte.info/mostre/scuderie-del-quirinale-arte-liberata-capolavori-salvati-dalla-guerra

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