Che leader sei?

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di Nicola Fratiglioni

Esercitare la leadership per molti è una vera e propria arte; per altri è qualcosa che si impara solamente con l’esperienza; per altri ancora è la capacità di comandare, “se ce l’hai ce l’hai, altrimenti niente”.

Molti studi si sono dedicati a capire meglio quali sono gli ingredienti di questa capacità, importante sia sul lavoro che nella quotidianità familiare e sociale.

Prendendo spunto da un libro di Daniel Goleman, “Essere Leader” (pilastro e libro di riferimento per la letteratura in questo ambito) e dalla mia esperienza, ho provato a comprimere tutte le sfumature di leadership in tre grandi gruppi definiti da caratteristiche comportamentali, emotive, istintive e sociali.

In quale leader ti identifichi?

Il leader ispiratore

Una grande carica di positività e di ottimismo caratterizzano questa leadership; riesce a vedere sempre oltre i problemi o gli ostacoli del presente, focalizzandosi sul futuro.

Ha grande fiducia in se stesso e tendenzialmente anche negli altri.

Riesce ad essere “contagioso” e ad ispirare con la sua capacità di vedere lontano.

E’ genuinamente interessato a coinvolgere le persone nei suoi progetti e a condividere con loro gli obiettivi.

Il difetto di questo leader è che molto spesso la sua “visionarietà” lo porta ad estraniarsi troppo dal presente.

Senza l’aiuto di una persona concreta e “problem solver” rischia di rimanere troppo nel mondo dei sogni.

Può essere visto come uno che parla tanto ma fa poco (o fa fare agli altri).

Il leader “paritario”

Collaborare, ascoltare tutti, non fare torto a nessuno: queste sono le parole d’ordine di chi esercita questa leadership.

Grande empatia, capacità di ascolto e di gestione dei conflitti.

E’ un’ottima modalità di leadership quando non manca tempo per prendere decisioni e nel gruppo non ci sono divergenze di opinione troppo marcate.

Il rischio infatti è che questo leader tardi a prendere una decisione o una direzione, perso dietro l’ascolto di ogni minima esigenza.

La sua forte attenzione a mantenere sempre la serenità nel gruppo, lo porta a non prendere mai una decisione per il rischio di fare un torto a qualcuno.

Il leader “trita tutto”

Parafrasando una famosa espressione di Alberto Sordi ne “Il Marchese del Grillo” (<<io so’ io e voi non…>> etc…), questo leader ha una grande stima di sé, considerandosi spesso migliore degli altri nel gestire situazioni e persone e nel prendere decisioni.

E’ una leadership caratterizzata da un forte piglio autoritario, motivato dal raggiungimento del risultato nel più breve tempo possibile.

Se non c’è tempo per ascoltare le opinioni di tutti, pazienza: l’opinione che conta, è la sua!

Non tollera gli errori e non si tira indietro quando c’è da trovare un colpevole che di solito, ovviamente, non è lui.

L’empatia non è una caratteristica molto presente in questo leader.

Ottimo esercitare questa leadership quando non c’è tempo da perdere o si è dentro ad un’emergenza da risolvere.

Qual è lo stile migliore?

Non esiste uno stile migliore, bensì uno stile più funzionale degli altri a seconda della situazione in cui ci si trova.

Se ti rispecchi in una di queste leadership, prova a pensare a quale capacità dovrai allenare per sviluppare anche le altre due:

  • Più empatia?
  • Più fiducia in te stesso?
  • Più capacità di ascolto?

Tutto si può allenare, anche il leader che è in noi.

Fonte: Daniel Goleman, “Essere Leader”, BUR, 2018 settima edizione

Nicola Fratiglioni

Tempo di lettura: 1’40”

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