Coaching: Ho capito che .. parte II – Vivere ad alta energia

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di Roberto Bitelli

Alcuni amici mi hanno detto di aver apprezzato molto il mio articolo “Coaching: ho capito che…”.

Quelle parole mi hanno spinto a continuare a condividere la mia passione per il coaching con l’obiettivo di offrire spunti pratici a chi desidera vivere con più intensità, soddisfazione e consapevolezza.

Oggi voglio parlare di un tema per me centrale nel coaching: l’energia personale.

Quella forza invisibile che determina il modo in cui affrontiamo una sfida, un esame, una gara, un colloquio o semplicemente una giornata importante.

In questi casi è fondamentale arrivarci in uno STATUS di High Spirit, dobbiamo cioè sentirci motivati e al 100% delle nostre energie.

Lo stato interiore fa la differenza

Quando ci troviamo davanti a una prova significativa, la differenza raramente la fa solo la preparazione tecnica.

Conta soprattutto lo stato emotivo e mentale con cui arriviamo a quell’appuntamento.

Nel coaching lo chiamiamo spesso state of mind o, più semplicemente, stato di alta energia.

Essere in uno stato di High Spirit significa sentirsi motivati, presenti, carichi, pronti a dare il meglio.

Per spiegare questo concetto utilizzo spesso una metafora semplice ma efficace:

“immaginate che dentro ognuno di noi ci sia una grande batteria”.

Vi ricordate l’orsetto della Duracell?

Il nostro compito è mantenerla il più possibile carica.


Ognuno ha il suo modo per “ricaricarsi”

Non esiste una strategia universale.

Ognuno deve scoprire ciò che funziona per sé, ma con una condizione fondamentale: deve essere qualcosa che funzioni in pochi minuti a volte anche pochi secondi.

C’è chi si ricarica con:

  • respirazione profonda o meditazione

  • musica

  • movimento fisico

  • visualizzazioni positive

Non importa quale tecnica scegli: ciò che conta è avere la certezza che funzioni.

Anche la fisiologia gioca un ruolo decisivo.
Sorridere, aprire le spalle, assumere una postura sicura: piccoli gesti che inviano al cervello un messaggio chiaro — sono pronto, sono forte, posso farcela.


Non si vive sempre al 100%, ma si può alzare lo standard

È irrealistico pensare di essere sempre al massimo livello di energia a meno che non si usino sostanze che generalmente hanno però qualche altro effetto collaterale.

Ma c’è una grande differenza tra:

  • vivere abitualmente al 20–30%,

  • oppure mantenersi su un 75–80% di base.

Nel primo caso, arrivare al 100% richiede uno sforzo enorme.
Nel secondo, basta poco per dare il massimo.

Le persone che sembrano avere “una marcia in più” non sono necessariamente più brave: spesso hanno semplicemente alzato il loro standard energetico quotidiano.


Il vero segreto? Cambiare stile di vita

Come si entra in questa “minoranza virtuosa”?
La risposta è semplice quanto impegnativa: cambiando stile di vita.

Significa eliminare, poco alla volta, le abitudini che ci depotenziano e scegliere consapevolmente quelle che ci nutrono.
E qui entra in gioco un concetto chiave nel coaching: nutrirsi di positività.


Di cosa ci nutriamo davvero?

Se disegniamo un volto con occhi, orecchie e bocca, la risposta spontanea è:
“Mi nutro con la bocca”.

Ed è vero. Ma non solo.

Ci nutriamo anche di:

  • ciò che guardiamo

  • ciò che ascoltiamo

  • le persone che frequentiamo

  • i contenuti che assorbiamo ogni giorno

Tutto questo entra nella nostra mente e influenza direttamente il nostro livello di energia.


L’alimentazione è solo l’inizio

Senza entrare nel dibattito infinito sulle diete, è evidente che alcune scelte aiutano più di altre: acqua invece che alcol, cibi semplici invece che junk food, moderazione invece che eccesso.

Ma l’energia non dipende solo da ciò che mangiamo.

Anche il respiro conta

La maggior parte delle persone utilizza meno del 50% della propria capacità polmonare. Una respirazione consapevole migliora l’ossigenazione e, con essa, la vitalità.


Il nutrimento mentale ed emotivo

Quello che vediamo in TV, sui social, nei notiziari, influisce profondamente sul nostro stato interiore.

Viviamo immersi in:

  • notizie allarmanti

  • polemiche

  • conflitti

  • drammi continui

Tutto questo, giorno dopo giorno, scarica la nostra batteria.

Vi racconto un aneddoto che ho vissuto personalmente:

Ai tempi dell’università tornavo a casa più tardi di mia sorella e mentre pranzavo da solo,  lei era intenta a seguire “Sentieri” una telenovela iniziata alla radio negli anni ’60 e poi proseguita in televisione.

Io ero irritato per il fatto di essere obbligato a guardare qualcosa di cui non mi interessava assolutamente nulla senza poter dire una parola.

Accadde però che inconsciamente iniziai a seguire le storie intrecciate di quella fiction e pian piano me ne appassionai a tal punto che continuai a seguirla per anni.

Addirittura, mi affrettavo a tornare a casa e mangiavo di corsa per non perdermi il “nulla” che accadeva puntata dopo puntata.

Poi partii per il servizio militare e fui costretto ad interrompere la visione.

Dopo più di un anno (ormai ero disintossicato) mi capitò di guardare un’altra puntata e con sommo stupore mi accorsi che da quando avevo smesso di seguire non era successo praticamente niente a parte qualche personaggio che aveva cambiato sembianze perché l’attore precedente evidentemente aveva trovato di meglio da fare.

Ok Robi ma tu stai parlando di una demenziale telenovela, ma ci sono programmi decisamente più interessanti.

Vero…. Per esempio, quegli splendidi Talk Show che si guardano per capire cosa dobbiamo votare al prossimo referendum o alle prossime elezioni.

Invidio davvero chi riesce a seguirli e a farsi una consapevole opinione personale non dettata da un’empatica simpatia o antipatia per il relatore di turno ..

AIUTO!!!

Poi, mi direte, ci sono pure i telegiornali.

Almeno quelli si devono seguire altrimenti si rischia di essere emarginati al bar o all’area caffè con amici e colleghi.

Quale momento migliore per ascoltare il telegiornale di quando siamo a tavola?

Se sei a dieta è perfetto….

la fame ti passa di sicuro, il problema è che ti viene anche un senso di frustrazione che sfocia in rabbia e spesso anche in nausea.

Ho scoperto invece che approfittare dei minuti che siamo a tavola per parlare con i nostri figli, genitori o compagni di cose banali come la nostra giornata, i nostri progetti ed i nostri sentimenti ci fa sentire molto meglio…provare per credere.

Ok mi sono dilungato un po’ troppo…, stavamo parlando dell’importanza di nutrirci di positività.

Lo stesso discorso vale per i libri e soprattutto per le riviste ma in questo caso è più facile difendersi.

Ora poi ci sono anche i social e li, il pericolo è davvero enorme.

Mi sono accorto che far sapere agli altri quello che abbiamo fatto, che stiamo facendo o che faremo nei prossimi 10 minuti sia quasi più divertente che leggere i post dei nostri pseudo “AMICI” per farci riccamente gli affari loro.

Scegliere consapevolmente cosa far entrare nella mente

Nel libro The Traveler’s Gift l’autore, Andy Andrews, definisce la saggezza come la capacità di fare scelte consapevoli che portano al successo.

Tra queste scelte:

  • chi frequentare

  • chi ascoltare

  • cosa leggere

  • a cosa dare attenzione

Ogni scelta alimenta i nostri pensieri.
I pensieri guidano le azioni.
Le azioni costruiscono i risultati.
E tutto questo determina il nostro livello energetico.

Si crea così un circolo virtuoso che ci rende più luminosi, più presenti, più attraenti anche per gli altri.


Tre domande potenti per ogni giorno

Propongo spesso ai miei coachee un esercizio semplice ma trasformativo.
Ogni giorno, prenditi qualche minuto per chiederti:

  1. Cosa mi ha reso felice oggi?

  2. Cosa posso fare per rendere felici le persone che amo?

  3. Di cosa sono grato?

Queste domande allenano la mente a vedere ciò che funziona, non solo ciò che manca.

E la gratitudine è una delle più potenti fonti di energia emotiva.


Conclusione: diventa il tuo “Orsetto Duracell”

Non possiamo controllare tutto ciò che accade nella nostra vita, ma possiamo sempre scegliere come nutrire la nostra energia.

Cambiare stile di vita non significa stravolgere tutto in un giorno, ma iniziare da piccole scelte quotidiane:

In questo modo ci sentiremo come l’orsetto della DURACEL, sempre carichi, ed anche gli altri se ne accorgeranno.

Roberto Bitelli

Tempo di lettura: 3’00”