Come superare un fallimento?

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Come interpretiamo i fallimenti e le battute d’arresto mentre perseguiamo i nostri obiettivi o nei compiti che dobbiamo/vogliamo potare a termine?

Ci lasciamo imbrigliare dai nostri fallimenti o li “sfruttiamo” come benzina per le nostre energie?

La prospettiva

Il fulcro di tutto: la prospettiva! Vedere i fallimenti o le sconfitte in una prospettiva diversa aiuta a prenderne le distanze e considerarli in modo diverso. Se guardiamo ad un fallimento con un punto di vista critico verso di noi, otteniamo il risultato di ingrandirne esageratamente la gravità e di bloccare qualsiasi reazione positiva a quanto accaduto: come se con una lente andassimo ad ingrandire un dettaglio negativo trascurando tutto ciò che c’è intorno a questo dettaglio.

Usare il cannocchiale al posto del microscopio

Da una prospettiva emotivamente “distante” siamo in grado di vedere gli aspetti positivi e quelli da migliorare in ciò che si è fatto e riusciamo più facilmente a non farci eccessivamente turbare e bloccare da qualcosa che non va secondo i nostri piani.

Molto spesso inoltre siamo eccellenti critici delle nostre scarse performance e dei nostri insuccessi mentre molto raramente ci incoraggiamo o ci complimentiamo con noi stessi per i risultati raggiunti grandi o piccoli che siano.

Trasformiamoci nei migliori amici di noi stessi: avere un dialogo interno positivo e funzionale ci aiuta sia a scoprire e rispettare e nostre debolezze che a riconoscere i nostri punti di forza.

Il dialogo interno amico

Il dialogo interno, ha un grande potere che è meglio conoscere e gestire: può trasformare un fallimento in ciò che si fa (un comportamento e un’azione specifici) in un fallimento in ciò che si è (“sono un incapace” “sono un buono a nulla”). Può infatti trasformare un errore contingente in una caratteristica negativa della nostra identità, con ripercussioni dannose sulla nostra autostima. Con questa consapevolezza, una persona mentalmente forte riesce sempre a mantenere il fallimento sul piano del comportamento, limitandolo alla specifica circostanza in cui si è verificato.

Con questa “impostazione mentale” magicamente l’insuccesso o l’errore diventa un momento di crescita per cui essere grati.

Essere grati per un fallimento?

Esatto: essere grati per l’opportunità di scoprire nuovi modi di affrontare una situazione, essere grati di poter scoprire le nostre debolezze e le nostre forze.

La nostra positività e il nostro ottimismo non avranno più barriere e ci aiuteranno ad andare oltre l’ “inciampo”.

Nicola Fratiglioni

Tempo di lettura: 1’00’’

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