Qual è la differenza tra trading e consulenza finanziaria ?

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Abbiamo intervistato Karol Soprano, consulente finanziario che collabora con Men’s Life.

 Amici di Men’sLife, un saluto a tutti.

Siamo qui oggi con il dottor Karol Soprano, consulente finanziario che collabora con Men’s Life.

Allora Karol, vuoi salutare i nostri ascoltatori?

Un saluto a tutti. Sono felicissimo di essere qui e di collaborare con voi.

È un piacere nostro!

Senti Karol, quando si parla di soldi, di consulenza, di trading, i nostri lettori sono sempre molto interessati. Ed abbiamo affrontato questi temi diverse volte. Però non c’è mai abbastanza tempo per approfondire tutti gli aspetti di queste materie.

Ci puoi dire in breve quali sono le differenze tra trading, consulenza, i pro e i contro. E come si fa ad orientarsi in questo mondo?

Volentieri. Partiamo da un presupposto fondamentale. Noi siamo italiani e da buon italiani amiamo le dicotomie: dicotomia more – bionde! Mare – Montagna! Totti – Del Piero.

Il fatto è che quando parliamo di Trading e di consulenza di risparmio, rendiamo qualcosa che è complementare, in qualcosa che è in forte contrasto, quale è meglio, quale è peggio…

La realtà è che sono due cose complementari.

Specifichiamo allora cosa intendiamo per consulenza e cosa per trading.

Intendiamo per consulenza tutte le volte in cui noi ci approcciamo ad una persona che prima di proporci un prodotto specifico del tipo “Tieni, prendi questo, risparmio sicuro, vita felice”, ci fa la domanda “Ma quel è il tuo obiettivo!”, perché gli obiettivi sono individuali. Ogni persona ha il proprio obiettivo. Magari trasferire il proprio patrimonio ai figli, piuttosto che fare un viaggio intorno al mondo. E partire da una domanda per conoscere chi si ha di fronte, è un punto fondamentale.

Per trading io faccio riferimento a tutte quelle cose che una qualunque persona, che magari fa un altro tipo di lavoro, può fare a livello individuale; quindi acquistare azioni, piuttosto che acquistare titoli o derivati, etc. Oggi nel mondo del trading rientrano tante cose. Diciamo che io lo intendo come qualcosa che uno può fare anche individualmente come approccio, iniziativa personale.

La principale differenza sta nel fatto che quando io faccio trading, e qui mi ispiro ad una intervista molto interessante che avete fatto sul…

Al dottor Massimo Mamprin!

E lui diceva una cosa molto interessante: ha senso fare trading se si riesce a tirar fuori un rendimento di almeno il 20% annuo. Una cosa corretta, visto che il trading è mirato a fare extra rendimento. Io cerco di ottenere qualcosa in più su una determinata somma di denaro.

La consulenza parte da una domanda, da un bisogno. Dietro alla consulenza in realtà c’è un progetto: riuscire a costruire qualcosa che deve maturare nel corso del tempo. Quando io faccio trading io in realtà cerco di cogliere una serie di occasioni. Pensiamo al periodo del Coronavirus. Quindi acquisto in un periodo di crollo del mercato, per cercare di tirare fuori un risultato in tempi brevi.

Sono due cose queste che possono perfettamente convivere, mentre da noi si creano due partiti opposti: “Ah, no alla consulenza perché…” o “Sì al trading, perché…”.

Sono due cose che possono convivere perché io posso strutturare sul mio risparmio un progetto fatto in maniera professionale e seria – e io vi ripeto, qualcuno che vi vende qualche cosa, prima di conoscervi, quella non è consulenza, si chiama “vendita” e chi avete difronte è un venditore – e si può abbinare al trading.

Banalmente, nelle misure giuste, sono due cose che possono vivere serenamente. Nel senso che il trading può essere qualcosa che viene fatto con un obiettivo del 20% l’anno, tenendo presente del risvolto oscuro del trading, nel senso che è bello puntare al 20% annuo… “Però se faccio il 10%? Vabbé, è andata male!”. Il problema è che tante persone nel trading puro, poi si fanno male. E si fanno male, anche in maniera pesante.

Diciamo che per me il trading deve rimanere nell’ottica dell’extra rendimento. Ovvero, deve essere una somma di denaro che io sono, anche potenziante, pronto a perdere, senza che questo influisca sui bisogni fondamentali della mia vita.

Perfetto Karol, sei stato chiarissimo.

In questo periodo di lockdown è cambiato questo periodo il vostro ruolo di consulenti?

Il ruolo di consulenti per certi versi non è cambiato nei suoi caratteri fondamentali. La relazione sul cliente, con il cliente, si è mantenuta intatta. Io penso che qualunque persona stia vivendo questa intervista, ha vissuto la difficoltà di gestire un rapporto con la banca in cui ha gli investimenti o semplicemente il conto corrente. Le filiali erano chiuse, lavoravano a singhiozzo. E magari persone che avevano anche patrimoni importanti investiti all’interno di una banca, non riuscivano a contattare le persone di riferimento, a sapere cosa stava succedendo, perché il mercato perdeva il 40%. Ed era più che sensato.

Noi come consulenti, nel periodo del lockdown, abbiamo lavorato con grandissima serenità, è stato un periodo dannatamente stressante intendiamoci, però un periodo in cui il contatto con il cliente si è mantenuto intatto, anzi si è rafforzato. È stato un Working in Progress, tramite videochiamate e quant’altro, strumenti moderni che sono diventati la nostra quotidianità. Anche questa intervista la stiamo svolgendo così.

Quello che io spero è che cambi il cliente. Nel senso che bisogna educare al trading. Il trading è una cosa interessante se uno ha già programmato il suo risparmio. Il risparmio che poi sarà il futuro dei propri figli, della moglie, o quello che vogliamo. E li, inserire il trading per me è corretto.

Quello che a me pesa dopo il lockdown, è che capisca l’importanza di avere delle persone di riferimento, costantemente a disposizione. Nel senso che anche una parola giusta, un approccio corretto, una guida per affrontare determinati momenti, soprattutto quando l’informazione ci bombarda. Perché noi viviamo in una realtà in cui l’informazione è molto pressante. E nel periodo del lockdown noi avevamo come prima notizia la conta dei morti, purtroppo, la seconda notiizia era quanto stava perdendo il mercato.

In quei momenti avere una guida lucida, un professionista serio che ti aiuta a fare le scelte giuste è sacrosanto! Tante persone, fortunatamente non tra i miei clienti, si sono trovate nel periodo di crisi, sull’onda di quello che dicevano le televisioni, il mercato e quant’altro, a scegliere nel momento peggiore, cioè a farsi guidare dalla paura.

Per questo spero che il cliente capisca il valore di un professionista.

Ecco, proprio facendo riferimento ad avere un giusto interlocutore, capita spesso di confondere la corretta informazione sui mercati, con le varie pubblicità che girano sui Media, ma anche sui Social. Cosa ci puoi dire a questo proposito?

Diciamo che è molto interessante questo tema. Una cosa che io sento molto calda. Il problema oggi qual è? Oggi abbiamo un’infinità di strumenti di informazione e comunicazione. Quindi da una parte abbiamo televisione, giornali, radio. Online noi troviamo qualunque cosa: su YouTube, video, tutorial. Troviamo qualunque cosa stiamo cercando.

Nei motori di ricerca se noi impostiamo una ricerca, ad esempio, “Il lato positivo dei Btp Italia”. Noi in automatico avremo come risposta “I lati positivi dei Btp Italia”. Che non vuol dire che il Btp Italia è al 100% positivo. Così come io non vi sto dicendo che è al 100% negativo. Ma una analisi oggettiva è difficile trovarla, ma proprio perché non la sappiamo impostare sui canali di ricerca.

Allo stesso tempo abbiamo una forte comunicazione. Io mi ricordo che quando ero ragazzo, non esistevano ancora i cellulari, quando dovevo uscire con una fidanzatina, il numero di riferimento era il numero di casa. Oggi con i cellulari, WhatsApp, se io non rispondo dopo 10 minuti ti chiedono “Che cosa è successo?” “Che fine hai fatto?” E quel tipo di strumenti sono strumenti attraverso i quali uno trasmette altre informazioni. Quindi se io sono preso dall’ansia perché ho visto un video sui mercati in televisione, lo comunico immediatamente ad una persona.

Un altro aspetto ulteriormente negativo, è che è difficile distinguere tra quelle che sono pubblicità e quella che è effettivamente informazione. Io penso che in tanti si saranno imbattuti nei banner che si trovano su internet, che dicono “Volete costruire un reddito? Con 250€ investendo su Amazon!”. Ma questa è una favola! Non esiste!

Quello che per me è importante è cercare le cose giuste. E qui mi appello alla razionalità delle persone. Se qualcuno ha una ricetta magica, e cerca di spiegarvela con un tutorial o un corso a pagamento. Ragazzi! non è vero!!! Anche perché se io avessi una ricetta magica, non vedo perché dovrei regalarla alle persone.

Quindi impariamo ad esser più critici davanti all’informazione, ed a prendere solamente il buono. Perché è vero anche, è questo è un altro risvolto, esistono canali ufficiali, applicazioni ufficiali e universalmente riconosciute, di grande qualità a livello di investimento, che pubblicano degli articoli, che praticamente prevedono il tempo aprendo la finestra: “Oggi c’è il sole!”, aprendo la finestra. Quando il mercato crolla. “Eh… inizia ad arrivare un po’ di pessimismo…”. È l’ovvietà più naturale.

Ecco, cerchiamo di approcciarci all’informazione in maniera più corretta. Cerchiamo di raccogliere il succo e di eliminare la pubblicità.

Grazie Karol, sei stato chiarissimo. Sicuramente l’intervista che spiega la differenza tra trading e consulenza finanziaria verrà apprezzata. Ti inviteremo presto su Men’s Life.

È sempre un piacere collaborare con voi e parlare con voi! Spero che questa intervista sarà piacevole e utile per tante persone.

Sicuramente. Grazie Karol!

Buona giornata!

Redazione di Men’s Life

Guarda l’intervista su Youtube

Take Home Message – Differenza tra trading e consulenza finanziaria
Siamo tornati ad intervistare Karol Soprano, consulente finanziario che collabora con Men’s Life, per capire meglio come funziona il trading, qual è la differenza con la consulenza finanziaria, i pro e i contro e come scegliere il professionista giusto a cui affidarsi

Tempo di lettura: 2’00”

 

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