Essere un travel blogger

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Sono un travel blogger. Svolgo una delle professioni che maggiormente sta prendendo piede grazie ai social media e ai blog e che più fa invidia alla gente.

Secondo molti, il blogger di viaggio è un ragazzo fortunato che viaggia gratis grazie a numerose collaborazioni con professionisti del turismo.

Confesso che i miei amici spesso pensano che non lavoro. Per molti ancora, un blog non è un hobby e non è assolutamente qualcosa di serio.

Ma essere un travel blogger è una realtà è ben diversa.

Ed è per questo che volevo raccontarvi di più sulla mia attività e farla conoscere a chi ancora non ne ha mai sentito parlare.

Perché oggi i media scelgono di mettere in evidenza il lato del “viaggio libero” più del lavoro che risulta da un blog.

E tutto questo è un peccato!

Essere un travel blogger significa avere continuamente inviti a conferenze e viaggi stampa e blogtrip.

E tutto ciò è normale poiché il blog è diventato un media a sé stante.

Un blog vero, serio, ben scritto e utile al pubblico è ben lontano dal blog per adolescenti che si scrivevano un tempo e oggi essere blogger può essere un lavoro a tempo pieno come qualsiasi lavoro.

E poiché è un mezzo potente di comunicazione è giusto che quando lo si usa con professionalità ne venga riconosciuto il valore e quindi retribuito.

Fare pubblicità, usare la propria immagine, scrittura, arte fotografica è un lavoro che porta via tanto tempo. E come ogni lavoro va pagato. 

Il mio blog esiste da diversi anni, quindi sono spesso invitato a viaggi stampa o blogtrip.

A volte accetto quando il tema mi interessa e voglio produrre contenuti sull’argomento in questione.

Personalmente, lavoro con il cuore.

Partecipare a questo tipo di viaggio ha il vantaggio di farmi scoprire cose che forse non avrei visto da solo.

Mi permette anche di avere accesso a molte informazioni, di incontrare persone che non avrei potuto avvicinare.

Molti dei viaggi che condivido sul mio blog rimangono sono viaggi di gruppo o personali che hanno il semplice desiderio di condividere le mie scoperte con i miei lettori.

Cosa bisogna saper fare per essere un travel blogger 

Il lavoro inizia naturalmente prima di partire, bisogna informarsi sul paese che si andrà a visitare, stilare un itinerario, fare una ricerca attenta sulle attività da fare, sui ristoranti dove mangiare.

Prendere contatti con i fornitori dei vari servizi.

Durante le collaborazioni di viaggio, il blogger è (quasi sempre) un ospite spesato per tutta la durata del suo soggiorno.

Io mi trovo quindi a dover mostrare siti turistici, hotel, ristoranti, idee per le attività da volgere, ecc.

Svolgo spassionatamente il mio viaggio con la responsabilità e consapevolezza che sto lavorando ed ho quindi il dovere di raccogliere più materiale possibile per creare dei contenuti da condividere.

Scrivo sul mio blog e sui social network l’esperienza fatta.

Il committente quindi conta sulla mia influenza per catturare un pubblico che potrebbe essere interessato a venire a stare nello stesso posto.

Condivido ciò che mi è piaciuto con i miei lettori.

Questa condivisione passa ovviamente attraverso il mio blog ma anche sui social network su cui sono presente (Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest, Youtube)

La condivisione comporta ore di lavoro:

Prendere appunti durante il viaggio
Scattare foto ed editare le foto affinché siano presentabili

Condivisione sui social network spesso in diretta o a fine giornata
Scrivere uno o più articoli
Lavoro promozionale per pubblicizzare i miei articoli.

Per l’esperienza fino ad ora fatta posso dire che ho sempre avuto un programma intenso.

Vale a dire alzarsi molto presto, molti posti da visitare, tante cose da tenere a mente e non si va a dormire fino a che non si è confezionato e postato sui social il lavoro quotidiano.

Quindi mi dimentico spesso del concetto di vacanza!

Molte aziende pagano per fare pubblicità su siti di media? Perché non potremmo farlo su un blog attraverso l’editoriale?

Come blogger di viaggio, mi vengono regolarmente richieste varie partnership o campagne a pagamento.

Accetto secondo i miei orari ma soprattutto secondo la mia linea editoriale.

Non voglio perdere l’anima del mio blog, per questo scelgo con cura i miei soggetti.

E la cosa più importante per me è rimanere fedele a chi sono, quindi è importante lavorare per destinazioni e materie che mi piacciono.

Per me, essere un travel blogger è un mix intelligente tra blogtrip, campagne e viaggi personali.

Puoi guadagnarti da vivere con il tuo blog di viaggio?

A chi sta pensando di aprire un blog di viaggio per viaggiare gratis dico che non è così semplice.

Tenere un blog richiede molto lavoro e soprattutto passione (oltre ad avere dei costi di manutenzione).

Non sono davvero sicuro che tu possa costruire qualcosa se lo scopo principale è guadagnare denaro o viaggiare gratuitamente.

Sicuramente a questa professione inizialmente ne va accostata un’altra (nomade digitale, consulente, formatore, fotografo, videomaker).

Ci sono un sacco di blog di viaggio là fuori, anche migliori del mio e del tuo; è per questo che bisogna lavorare bene e sapersi distinguersi.

Non sto cercando di dissuaderti dall’aprire un blog, ti consiglio solo di porti le domande giuste prima di farlo.

Se però lavorerai bene, punterai tutto sull’unicità del tuo stile e del tuo linguaggio al pubblico, le collaborazioni arriveranno senza ombra di dubbio.

Ma sii paziente! La fretta ti agiterà, ti farà cambiare rotta, scrivere cretinate e non ti vivrai bene neanche un solo giorno di viaggio.

Manolo Rufini

Tempo di Lettura: 3’50”

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