Felliniana

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di Fabio Bandiera

Felliniana:

Riaperti i battenti anche a Cinecittà sotto il segno della sicurezza e del contingentamento degli ingressi, con aperture racchiuse tra il venerdì e la domenica.

Protocolli doverosamente rigidi per permettere ai visitatori la fruizione più agevole possibile.

2020 ANNO DA RICORDARE

E’ sicuramente un anno che non è passato inosservato.

Un anno che resterà nella storia per tanti motivi, tra i quali il centenario della nascita di Alberto Sordi e di Federico Fellini, nato a Rimini il 20 gennaio.

Cresciuto a pane e cinema attraversando, da giovane ventenne col tramvetto, in toto l’epopea degli studios di Cinecittà, ai quali ha contribuito negli anni a con la sua geniale maestria a consolidarne il mito.

FERRETTI E LO SCHIAVO COMPAGNI DI VIAGGIO

Sono gli scenografi per antonomasia della grandeur del cinema mondiale che hanno contribuito a plasmare con i loro allestimenti sontuosi e innovativi, coronati da numerosissimi premi, le ultime fatiche di Federico in un sodalizio durato undici anni – 1979-1990.

Da Prova d’orchestra fino alla Voce della luna, ultima prova d’autore del settantenne riminese.

Compagni di lavoro e nella vita i due scenografi interpretano e traducono col loro stile le visioni oniriche dei sogni di Fellini traslando in immagini la sua fase più matura.

Prendendo dal maestro la capacità e la forza di creare mondi altri partendo da un vissuto fantastico e magistralmente idealizzato.

DANTINO CHE TE SEI SOGNATO?

In questo omaggio sincero e commosso che Ferretti dedica al regista , i percorsi umani e professionali, si fondono senza soluzione di continuità, i ricordi traboccano di emozioni e condivisioni perché Fellini amava talmente tanto il suo lavoro da stregare il giovane ventiseienne scenografo sul set di Satyricon.

Da li in poi Dantino diverrà figura di riferimento e suo storico amico, un rapporto biunivoco di interscambio scandito da una quotidianità che Ferretti ricorda con divertita ironia.

“Mi chiedeva sempre cosa avessi sognato”,

a volte mentivo e inventavo di sana pianta perché non sempre ricordavo o avevo materiale che potesse essergli utile, ma le brezza dei primi film visti dal vivo o le sensazioni tipiche della mia infanzia a Macerata a contatto col mondo femminile hanno alimentato il suo cinema e il nostro immaginario in cui tutti noi, chi più chi meno, si è ritrovato a dover fare i conti.

FELLINIANA

Su questa base di partenza e su questi aneddoti si base il percorso permanente inaugurato il 1 febbraio dal titolo Felliniana.

Mostra permanente ed installazione racchiusa in tre sale nelle quali rivive il mondo visionario della loro stretta collaborazione.

Tre ambienti principali in cui rivivono e riecheggiano memorie e ricordi di ambienti e sensazioni  felliniane con l’intento di ricreare immagini mentali più che di ricostruire un set.

Uno scambio pieno di ricordi personali dove rivivono il suo amore per la città delle donne e l’amore per il cinema che nasce a Rimini negli anni trenta nella storica sala del Fulgor che rivive come vero e proprio rito di iniziazione.

Una città ideale che da volto ai suoi sogni e alle sue ispirazioni immergendosi in un racconto onirico frutto di un sodalizio artistico e di amicizia.

Un piccolo teatro sulle quali scorrono frammenti video – targati ovviamente Istituto Luce – con clip e interviste in cui Federico si racconta e ci racconta riavvolgono il nastro della storia chiudendo questo viaggio immaginario che solo a Cinecittà avrebbe potuto svolgersi.

E’ qui, infatti, che Fellini ha scoperto se stesso coltivando in questi studi la sua smisurata passione per la materia cinema.

ISTANTANEE

Locandine, manifesti, foto sul set e video d’epoca fungono da giusto corollario all’esposizione permanente, perché ogni immagine, da I Vitelloni ad Amarcord, dalla Dolce Vita ad Otto e Mezzo, ci racconta un pezzo della nostra Italia che Federico ha saputo attraversare tra i cinquanta e gli ottanta col suo inconfondibile stile romagnolo

Tra l’Albertone nazionale, il suo amico Marcello e lo sguardo scanzonato della sua Giulietta compagna amata ed adorata in tutta la sua vita e deceduta pochi mesi dopo la sua morte.

Chissà come avrebbe commentato questa rassegna commemorativa, si sarebbe probabilmente schernito sminuendo con la sua schietta semplicità il ruolo cruciale che doverosamente, nonostante questo inizio anno disgraziato, questa mostra gli riconosce e che i visitatori potranno finalmente ammirare col proprio sguardo.

UN VIAGGIO SENZA TEMPO NELLA STORIA

La felliniana arricchisce un percorso espositivo permanente ricco di contenuti sia quantitativi che qualitativi, che abbraccia, dalla genesi all’epilogo, la leggenda dell’Universo Cinecittà.

Didascalie, immagini e supporti multimediali scorrono imperterriti stanza dopo stanza portandoci per mano tra le meraviglie nostrane della settima arte, specchio fedele delle travagliate fasi che l’Italia ha vissuto e che Cinecittà ci restituisce in tutte le sue sfumature sociali.

Un mondo di glamour e maestranze, di lustrini e artigiani, di uomini e donne accomunati da un’unica grande passione, la voglia di raccontare storie che il cinema ha reso magicamente possibile grazie ad una generazione illuminata di registi come Federico.

Fabio Bandiera

Tempo di lettura: 2’00”

Foto tratta da: https://cinecitta.com/IT/it-it/news/45/9160/a-cinecitta-il-sogno-di-ferretti-rida-vita-a-fellini.aspx

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