Furono davvero i migranti a far crollare l’Impero Romano?

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di Claudio Razeto

“(…) All’alba del III millennio, il risveglio dell’umanità è accompagnato da una stupefacente constatazione. La maggior parte delle persone di rado ci riflette, ma da qualche decennio siamo riusciti  tenere sotto controllo carestie, pestilenze e guerre. Di sicuro questi problemi non hanno ancora trovato una soluzione definitiva, ma da incomprensibili e incontrollabili forze della natura sono stati trasformati in sfide che possono essere affrontate. (…) Possediamo infatti conoscenze  sufficienti riguardo a ciò che occorre per prevenire carestie, pestilenze e guerre – e di solito riusciamo nell’intento (…)”.

Yuval Noah Harari da “Homo Deus Breve storia del futuro”

 https://it.wikipedia.org/wiki/Homo_Deus._Breve_storia_del_futuro

Una bellissima notizia. E’ tornata la Storia nelle scuole.

In realtà non se ne era mai andata.

Anzi.

Ma il fatto che sia stata nuovamente inserita la prova scritta, a “contenuto storico”, tra le tracce dei temi dell’esame di maturità in Italia, può essere accolta come tale.

I nostri giovani continueranno a studiare gli avvenimenti del nostro passato. Per avere una propria idea.

Farsi un’opinione. Al di là delle ideologie preconcette e dei fake vaganti sul web.

E’ emblematico come una notizia, una scoperta, possa essere strumentalizzata ad arte, dai diffusori di odio e dai “capiscioni” tuttologi e webeti.

Una delle ultime, riguarda la caduta dell’Impero romano.

Secondo un “fake” storico che gira, furono i migranti a far crollare Roma e la sua società.

Si tratta di una notizia, diffusa anche da organi di informazione più seri, che prende in considerazione gli eventi di allora in maniera parziale e incompleta, associando tra l’altro il termine di “migranti” (se non i Siriani di oggi) ai barbari di allora, i Goti.

Furono gli “extracomunitari” del tempo, secondo questa teoria, a causare il crollo di una civiltà iniziata nel 753 avanti Cristo, sui colli intorno al Tevere ed arrivata a dominare il mondo allora conosciuto.

In realtà l’Impero Romano (che comunque non avrebbe potuto essere eterno, come ogni istituzione sociale e politica umana)  finì per molte cause concomitanti e i Goti, entrati nell’Impero, ne furono solo una minima parte.

Prima fra tutte si trattò della fine di una civiltà basata sulle guerre di conquista e su un’economia schiavistica.

I principi del Cristianesimo, che incredibilmente passò da religione perseguita a religione di Stato con Costantino, fecero sì che non fosse più possibile conquistare terre, bottini e soprattutto schiavi per sostenere le classi dominanti dell’Impero.

Inoltre le guerre avevano finito di essere remunerative per gli stessi Romani che in Britannia e in Germania spesero più, in termini di uomini e risorse, di quanto riuscirono a ottenere in ricchezze, con l’occupazione militare e la colonizzazione.

La mancanza – sempre voluta per opportunità politica – di un valido sistema di successione nel potere imperiale fu un’altra causa importante di disordini, anarchia e lotta per il potere.

Avidità e sete di potere inclinarono alla base, fin dalle sue origini, la storia di Roma antica.

Ma ci furono anche altre cause.

L’opposizione di tribù di “uomini liberi” – come i Germani e i britanni – costrinsero l’Impero ad una  strategia difensiva (il Vallo Adriano ne è un esempio) con fortificazioni e legioni stanziate lungo il Danubio e il Reno.

Quella che i tuttologi chiamano immigrazione, non fu altro che l’arruolamento di “barbari” civilizzati, per così dire, nelle file dei legionari romani.

Così l’Impero romano mostrò al mondo le sue ricchezze e quei popoli – integrati prima come schiavi e poi come soldati – ne vollero avere una parte, combattendo, per Roma.

Una delle cause primarie della caduta fu proprio l’avidità dei Romani.

Quando finirono le risorse, perché tutta la società romana si era impoverita, a vantaggio di pochi (gli esponenti della burocrazia statale tra i primi) i barbari, sempre più inseriti nel sistema, si ribellarono.

Come dipendenti non pagati ogni mese, decisero non di far cadere l’Impero ma di invaderlo, per reclamare il dovuto.

Sconfitto l’ultimo vero esercito dell’Urbe ad Adrianopoli  (378 d.Cristo), non ci furono più argini.

La destituzione dell’ultimo imperatore, il giovanissimo Romolo Augusto nel 476 d.Cristo fu solo un “pro forma”.

L’Impero era già finito.

Quelli che venivano chiamati Romani in realtà erano cittadini dell’Impero che venivano da ogni provincia compresa la Dalmazia, l’Illiria e persino l’Africa.

Il padre di Romolo Augusto, che lo aveva imposto con un colpo di stato, era originario della Pannonia oggi grosso modo l’Ungheria.

Gli antichi romani italici praticamente non esistevano più.

Da est in Europa, intanto, premevano popolazioni selvagge e brutali come gli Unni che quasi arrivarono a Roma. E i Vandali che la saccheggiarono per la prima volta nel 455 dopo Cristo.

Queste popolazioni, che si spostarono verso l’Italia, furono costrette a migrare per sopravvivere.

Un effetto domino che spinse i popoli come i Goti, verso sud.

Armati, con donne, vecchi e bambini, in un vero “viaggio” di massa.

Queste etnie avrebbero dato vita alle moderne popolazioni europee create da un misto di germani, slavi, goti, longobardi, franchi ma anche arabi saraceni che nel medio evo arrivarono fino in Spagna.

Fu un epopea complessa che richiese secoli, millenni, per concludersi.

Questo miscuglio di genti ed eventi creò l’Europa cristiana, i popoli europei, gli stessi italiani ma anche l’oriente bizantino e l’Islam arabo.

Persino i cambiamenti climatici e le grandi epidemie influirono, modificando la demografia del mondo allora conosciuto.

La fame in un passato non troppo remoto, uccideva migliaia di persone, così come le guerre e le malattie.

La peste nera del ‘300  causò oltre 40 milioni di morti.

La piccola glaciazione che la precedette indebolendo la popolazione per la fame con le carestie, ne fece migliaia.

E poi le interminabili guerre che periodicamente insanguinarono il mondo.

Liquidare questi fenomeni complessi, come si fa con un fake ignorante o la ricerca di un titolo ad effetto, è riduttivo e assolutamente miope.

Ripeterlo e riportarlo lo è altrettanto.

Dare il destro a questa gente è anche peggio.

Ancor più se si pensa che non c’è più nessun impero romano da difendere e che nessuno di questi “leoni” da tastiera si munirebbe di elmo e scudo, per andare a difendere i “sacri confini”.

Purtroppo le grandi bugie, hanno da sempre “armato” i popoli l’uno contro l’altro.

I bugiardi e i fautori di propaganda, si guardano bene dall’analizzare in maniera lucida e il più possibile veritiera la storia del passato.

Invece di analizzarla cercano di usarla, strumentalmente, trasformandola in propagando magari con un post su un social-media.

Per questo, per evitare di farsi imbrogliare, è importante farsi una propria idea, studiare, leggere o anche solo informarsi.

Anche a scuola con una traccia scritta di esame.

Capire, conoscere e valutare sempre con il proprio cervello.

Lo stesso vale per quello che sta accadendo nei nostri tempi convulsi.

In questo incredibile terzo Millennio.

Il mondo è cambiato.

Nonostante gli occhiali scuri, velati di pessimismo, che qualcuno vorrebbe farci indossare, le condizioni di vita umane sono decisamente migliorate.

Tutto è successo a partire dagli anni ’50 con la più grande la più accelerazione tecnologica della storia umana.

L’uomo ha conquistato un benessere mai provato prima. Uno status che oggi diamo per scontato nella case e nelle nostre città, ma che solo 100 anni fa non esisteva.

La fame e le carestie hanno smesso di essere un problema mondiale, nonostante 1 miliardo di persone soffra ancora per sottalimentazione e mancanza d’acqua.

Le guerre ci sono ancora, purtroppo, sempre più localizzate, terribili è vero ma niente a confronto con l’ecatombe ripetuta dalla prima e dalla seconda guerra mondiale.

Esiste una coscienza globale che se non riesce ad impedire, si oppone ai “signori della guerra” ponendo loro dei freni se non militari, almeno economici.

Dal Kurdistan a Hong Kong.

La vita quotidiana sul pianeta è mutata radicalmente e dopo la rivoluzione elettronica stiamo vedendo gli effetti di quella

  • informatica
  • cibernetica
  • e ora robotica

 Si studiano missioni spaziali sulla Luna e su Marte con capitali sia pubblici che privati.

L’uomo procede nell’esplorazione del proprio pianeta e dei sistemi che lo circondano.

Studia i segreti dell’universo.

Senza tabù né religioni che vi si oppongono come in passato.

Molte terribili piaghe sono state combattute grazie alla scienza e alla ricerca.

Debellando fenomeni terribili che un tempo potevano essere solo accettati con mesta rassegnazione.

O invocando semplicemente Dio.

Fatti non così lontani nel tempo, che causarono milioni di vittime in tutto il mondo:

  • l’influenza asiatica russa 1889 che fece 1 milione di morti
  • la spagnola tra il 1918 e il 1920 fece registrare oltre 40 milioni di morti
  • l’asiatica nel 1957 oltre 1 milione di morti

Le ultime epidemie registrate sono state quella di Hong Kong nel 1958 (quasi 1 milione di decessi) e l’influenza suina nel 2009 con qualche migliaio di decessi.

E poi l’ebola virus, l’aviaria.

Così come lo studio dei tumori, delle malattie genetiche fino a quelle più rare.

La buona notizia è che si tratta di malattie sempre più localizzate e che ci sono organizzazioni mondiali pronte ad intervenire.

Ricercatori, istituti, scienziati, in grado, grazie ai sistemi informatici, di condividere sempre più in fretta i risultati delle loro ricerche. Interagendo.

In passato tutto questo non esisteva.

Oggi però la maggiore responsabilità di ciò che accade… ricade sull’Uomo.

Non a caso questa epoca è stata definita antropocene.

Antropocene, è una nuova era geologica dominata dall’Uomo che darà forma al futuro.

https://it.wikipedia.org/wiki/Antropocene

Per questo siamo chiamati ad essere tutti più consapevoli e responsabili.

Nel nostro piccolo l’automobile che useremo, il luogo dove costruiremo la nostra casa, persino lo smaltimento dei nostri rifiuti, avranno un effetto minimo, ma importante sul nostro mondo.

Perché siamo miliardi di persone e il pianeta già ne risente.

Dobbiamo iniziare a tenerne conto. Tutti,

Un’era in cui gli esseri umani, causa di molti effetti negativi sul pianeta, devono intervenire e impegnarsi per arginare i pericoli che ancora incombono sulla razza umana.

Pericoli che non sono dovuti a cause esterne ad ere glaciali, invasioni.

E nemmeno ad un dio crudele capace di tormentarci.

Crisi come:

  • le temperature in aumento
  • gli effetti climatici estremi
  • la perdita di biodiversità
  • l’innalzamento dei livelli del mare
  • inquinamento
  • la diffusione della plastica

Così il disboscamento dell’Amazzonia, lo sfruttamento indiscriminato dell’Artide, l’inquinamento dei mari.

Sono problemi che dovremo affrontare nel terzo millennio.

Odiare o prendersela con qualcun altro non servirà a nulla.

Siamo interconnessi. Gli strumenti per diffondere informazioni (veritiere non fake) e intervenire ci sono.

Si tratta di utilizzarli.

Andando oltre quello che è stato il problema di sempre per l’uomo…l’avidità e la sopraffazione di uomini su altri uomini.

Quella stessa avidità che causò, quella sì, la caduta dei Romani e di tante altre civiltà prima della loro.

Alla faccia dei fake e dei mistificatori della storia.

Claudio Razeto

Tempo di lettura: 2’30”

Foto tratta da: https://it.wikipedia.org/wiki/Colosseo

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