Insetti a tavola: cosa ne pensate? parte 2

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Nella prima parte di questo articolo abbiamo cominciato a parlare di come gli insetti abbiano cominciato ad essere considerati una possibile risorsa alimentare

Come si evolverà il consumo di insetti nel mondo?

Per poter rispondere è fondamentale indagare come gli insetti sono prodotti e poi utilizzati nei paesi in cui sono parte integrante della cultura gastronomica.

Infatti è possibile valutare il loro reale potenziale, solo osservando  come è inserito nelle diete tradizionali e come è utilizzato nei piatti tipici.

A discapito di quanto si possa pensare, in questi paesi gli insetti non sono consumati su base regolare dalla totalità della popolazione.

Il loro consumo è diffuso solamente nelle comunità rurali dove rappresentano una fonte proteica fondamentale.

Qui gli insetti sono inseriti all’interno di zuppe o utilizzati per condire preparazioni tradizionali come il riso o le tortillas.

Tutto ciò, se da un lato aumentato le mie perplessità sull’inserimento di questi alimenti nella nostra dieta, dall’altro mi ha aperto gli occhi su quello che può essere il loro potenziale gastronomico.

Assaggiando per la prima volta gli insetti ho imparato ad andare oltre i pregiudizi culturali e ad essere più predisposto verso prodotti diversi dal solito.

Gli insetti nelle cucine stellate

La mia opinione è che solo quando chef del calibro di Bottura e Cracco inizieranno a utilizzare gli insetti nei piatti dei loro ristoranti stellati, allora e solo allora, tutti si sentiranno autorizzati a consumarli.

Questo processo di “domesticazione” degli insetti da parte della cucina stellata è già iniziato.

Uno dei primi cuochi ad aver iniziato ad inserire nei suoi piatti gli insetti all’interno dei suoi piatti stellati è stato Renè Redzepi, headchef del Noma, che, nella sua riscoperta della cucina nordica, si è accorto che il territorio scandinavo era ricco d’insetti è che questi avevano un forte potenziale gastronomico.

I piatti del Noma, facendo il giro del mondo, hanno sdoganato l’idea che l’insetto sia qualcosa di ripugnante e privo di gusto spianando la strada in quella che sarà l’introduzione di questi nelle cucine di tutti quanti noi.

Come renderli familiari

Un secondo step necessario nell’introduzione degli insetti all’interno della nostra dieta sarà quello di trovare preparazione e modalità di consumo che li rendano appetibili per una più larga fetta di popolazione.

L’idea che sta prendendo piede è quella di rendere gli insetti, almeno per il primo periodo, riconducibili a qualcosa di conosciuto e familiare.

Diversi progetti che vanno in questa direzione, stanno partendo principalmente in Olanda e Belgio, dove molti laboratori hanno iniziato a riflettere sul tipo di prodotti in cui inserire gli insetti.

Biscotti, pane, hamburger sono soli alcuni dei modi che si stanno utilizzando per far avvicinare le persone al consumo di questi nuovi alimenti.

Cosa ci riserva il futuro?

La mia modesta opinione è che gli insetti lentamente, ma inevitabilmente, entreranno a far parte della nostra cultura gastronomica.

Sia per motivi legati alla sostenibilità che per un naturale processo di evoluzione della tradizione.

Ritengo però improbabile che questi riusciranno a prendere completamente il posto del manzo o del pollo.

Piuttosto che attraverso un processo graduale andranno ad integrarle, magari sotto forma di farine ad alto contenuto proteico o come condimento per insalate e zuppe.

Sarà un processo lungo, ma necessario. Una cosa però voglio dirvela: non siate spaventati o disgustati, gli insetti sono buoni e hanno sapori a cui già siete abituati.

Gianluca Bitelli

Tempo di lettura: 1’40”

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