Gli Italiani too much e le regole

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di Claudio Razeto

Le regole:

“Il paradiso è un poliziotto inglese, un cuoco francese, un tecnico tedesco, un amante italiano: il tutto organizzato dagli svizzeri.

L’inferno è un cuoco inglese, un tecnico francese, un poliziotto tedesco, un amante svizzero, e l’organizzazione affidata agli italiani”,

Jim Elliot

Gli italiani hanno un singolare rapporto con le regole.

E la frase di Elliot, piena di stereotipi,  la dice lunga sull’opinione che hanno di NOI all’estero.

Anche se, forse, è più legata alle passate generazioni che alle nostre.

Questo però non basta a farci  classificare regolarmente come TOO MUCH.
Troppo…

  • evidenti
  • vistosi
  • rumorosi
  • affettuosi

Troppo insomma di tutto…

Il pericolo di generalizzazioni è dietro l’angolo e naturalmente abbiamo eccezionali italiani che hanno provato l’esatto contrario.

Ottimi organizzatori.

Magari too much ma grandi manager.

Come il compianto Marchionne.

Così come, da qualche anno, ci sono cuochi inglesi che vanno in tv a dirci come si fa la carbonara, col guanciale e non con la pancetta.

Però noi ITALIANI ancora non ci siamo, almeno se si parla di vantare primati di eccellenza.

Di ORGANIZZAZIONE, di EFFICIENZA.

E di applicazione delle REGOLE.

Come individui mietiamo spesso consensi per il mondo.

Come organizzazioni, beh ci sarebbe ancora da lavorare.

Almeno qualche generazione.

Specialmente se parliamo di tutto ciò che è pubblico.

Purtroppo laddove si parla o si scrive di sprechi, ruberie, ammanchi, inefficienze, l’Italia vanta tristi casi eclatanti.

Bravissimi nel regolare i “casi” nostri, non appena si entra nella gestione di beni di TUTTI, alcuni connazionali talvolta, sono stati capaci di tirare fuori il peggio.

Se non partecipando, spesso avallando situazioni.

Spendendo cifre esorbitanti.

Facendo andare in malora beni e servizi.

Smantellando ciò che funzionava a vantaggio di ciò che costava di più e funziona peggio.

Cooptando i peggiori e comunque i più sponsorizzati.

Tanto che il termine SEGNALATO è diventato “normale” e usato con palese indifferenza.

Meglio una telefonata da un amico di amici che l’invio di un curriculum.

Una volta una sindacalista, sfogandosi, mi disse:

“Oggi non basta più la raccomandazione per far lavorare qualcuno.

Con questa disoccupazione, devi raccomandare uno che sia pure bravo”.

Restai basito. Ma in fondo era nella logica delle cose, almeno qui da noi.

Il fatto è che viviamo in un Paese che non è mai stato NORMALE.

Che esiste un patto, più o meno occulto, per il quale chiunque può trovarsi a dover ricorrere a mezzucci.

Anche quelli che trasformano i diritti in privilegi.

Un sistema che vive da decenni senza accenni a cambiare.

C’è una “politica” un “sistema” nota a tutti, che rende l’Italia impermeabile ad ogni tentativo di riforma mirata all’efficienza.

Consorterie che è meglio tenersi buone.

Una “manina” onnipresente sempre pronta a spingere, ungere, agevolare, presentare e influenzare ogni spostamento, assunzione, trasferimento, ma anche agevolazione e valorizzazione.

Promozione e scatto di carriera.

L’unico Paese con “concorsi” fatti su misura di singoli candidati.

O dei CONCORSONI tipo adunata oceanica.

Salvo poi trovarsi a rotazione senza DOCENTI, INSEGNANTI, INFERMIERI, SPECIALISTI.

O anche solo di semplici LAUREATI.

Di figure importanti “spinte” politicamente: dai manager pubblici alle Asl, dagli alti dirigenti ai professori universitari e oggi col caso Palamara, scopriamo persino nella Magistratura.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2020/10/09/il-csm-ha-radiato-palamara-dalla-magistratura-_f9eff60c-176b-45e8-8c26-9292cf10cc8e.html

Per non parlare dei rapporti tra pubblico e privato.

Di concessioni di appalti a tutto svantaggio per lo Stato e di posizione dominante del privato.

Il paese del “chi ti manda”, del “ho un’amico” o “conosco qualcuno”.

Di società che, con la sede all’estero, schivano tasse per miliardi in Italia.

https://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2019/11/27/giganti-web-schivano-74-mld-tasse_4580c5a5-bb21-4eeb-9f1a-03e087da4526.html

Delle ORGANIZZAZIONI CRIMINALI con i loro sistemi economici managerializzati.

E della corruzione per la quale siamo a pari merito con Ruanda ed Emirati Arabi.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2020/01/23/italia-51a-per-corruzione-pesano-mafie_88f2af79-9703-4053-8ba7-35e30523972a.html

Questa Italia, che periodicamente scoperchia pentole che indignano  la pubblica opinione.

O si verificano eventi che finiscono nelle aule di Tribunale.

RUMOROSAMENTE ma a volte, purtroppo, INUTILMENTE.

Dal MOSE, al ponte Morandi, dal terremoto dimenticato, ai lavori stradali al territorio dissestato che si smonta a ogni pioggia.

Il paese delle COMMISSIONI, interministeriali, parlamentari, di inchiesta, di studio, analisi, fattibilità.

Delle AUTORITY.

Di SAGGI e di ILLUSTRI NOTABILI strapagati. Ad ogni crisi e problema.

Degli eterni impuniti. Degli eclatanti errori giudiziari.

Delle sentenze o delle pene elasticamente applicate o bellamente ignorate.

O dei rumorosi processi che finiscono in altrettanto clamorose assoluzioni o in un niente di fatto.

Dell’evasione fiscale e del “nero” conclamato di settori che oggi, magari per il Covid, chiedono rimborsi e supporto economico allo Stato.

O di illustri professionisti con incarichi pubblici e lucrose attività “fuori busta”.

Degli abusi edilizi con relativi e ripetuti condoni.

Dei pubblici funzionari conniventi.

Dei mille ATTI NOTARILI e dei mille intermediari.

Uno STATO che vorrebbe SEMPLIFICARE, DIGITALIZZARE, MODERNIZZARE.

Ma che poi si tiene tutto così com’è

E TIRA A CAMPARE.

Senza modificarlo di una virgola.

Magari in giganteschi e corposi archivi di carta.

Dagli atti amministrativi alle cartelle cliniche degli ospedali.

Con buona pace dei cittadini.

Che reagiscono, semplicemente adattandosi al sistema.

Mancano le norme? Macchè. Ce ne sono anche troppe.

Il nostro è un sistema pieno di regole, leggi, testi unici, regolamenti esecutivi e attuativi.
Alcune vecchie, addirittura antiche, altre in continua evoluzione.

Spesso disapplicate o bypassate elegantemente.

Oppure capaci di bloccare tutto. Come la “fantomatica” burocrazia che altro non siamo che noi stessi, visti dai due lati dello “sportello” pubblico.

CITTADINI sempre, ma che ci troviamo, quelle regole a subirle o a doverle applicare.

A volte come sudditi o come gabellieri del più bieco Medio evo.

Pedantemente richiamate, per i singoli utenti/aventi diritto/ soggetti, sottoposti a mille controlli, con relative sanzioni, anche solo per una presa elettrica spostata in casa.

Un gazebo in giardino. Un barbecue in muratura.

L’Italia che cammina con certificazioni emesse per la qualunque.

E relativi enti certificatori o consulenti che ne agevolano, pagati, l’applicazione.

Ma che poi le regole bellamente non le rispetta.

Da quelle sullo smaltimento dei rifiuti industriali all’inquinamento di fiumi e laghi.

Che ha intere città abusive. Dalle sponde del mare, ai laghi, alle zone archeoligiche, alle pendici dei vulcani. Ancora attivi.

Come l’Etna o il Vesuvio eruttato disastrosamente nel 1944.

https://youtu.be/H9UoCAwNq38

Realtà urbane costruite senza servizi né infrastrutture da cittadini autori di abusi, che poi queste infrastrutture le chiedono, anzi le esigono.

Come un loro diritto acquisito.

Senza diritti.

Ma chiedendo a furor di popolo allo Stato di provvedere ai loro privati interessi.

https://ilbolive.unipd.it/it/news/abusivismo-italia-zavorra-futuro-paese

Ora, in un contesto siffatto ci si è trovati all’improvviso, per una emergenza planetaria, a doverle applicare per forza le regole.

Norme che non esistevano perché per la prima volta ci si è ritrovati a combattere una simile guerra.

Un VIRUS che non guarda in faccia a nessuno.

Il COVID.

L’Italia si è trovata davanti a due problemi.

Uno ben conosciuto e noto

Fare delle REGOLE NUOVE per affrontare la situazione.

L’altro un pò meno.

Quello di farle applicare da tutti.

E qui sono iniziati i problemi.

Ci sono divieti che in Italia hanno trovato quasi unanime approvazione, fin da subito.

  • Il DIVIETO DI FUMO
  • Le CINTURE DI SICUREZZA.
  • Il CASCO in moto e sugli scooter.

Per esempio.

Qualcuno obietterà che in certe aree la cintura non la usano.

Il casco tantomemo e sullo scooter vanno anche in 4 insieme.

Ma sono eccezioni.

Si trattava di divieti semplici. La cui interpretazione non lasciava grandi spazi alla creatività italica.

E sono per lo più applicati.

Invece nei giorni del CORONAVIRUS e del LOCKDOWN lo scenario è apparso più complicato.
MASCHERINE, GEL, GUANTI…

All’inizio è stata incetta di mascherine.

In certi ospedali se te la vedevano addosso, te le facevano addirittura levare.

Poi, con il passare dei giorni, l’isolamento a casa, l’andamento della situazione ha richiesto di chiarire, spiegare. IMPORRE.

La MASCHERINA va USATA, il GEL pure, i GUANTI anche no, insieme a TAMPONE e TEMPERATURA. Quelli SÌ.

Qui è scattata l’altra specializzazione nazionale, il RICORSO ALL’ESPERTO.

In Italia c’è sempre l’esperto che ci spiega, come nei programmi da Vespa fino alla D’Urso, cosa sta succedendo.

Dalla guerra del Golfo (ricordate il plastico con i soldatini di Saddam) al terremoto, dalle bombe d’acqua ai ponti crollati.

Questi “addetti ai lavori” ufficiali, nominati, autoproclamati, eletti quasi.

Imposti alla platea tv, giornali, web, quotidianamente.

Dal virologo di fama al politico, dall’assessore, dallo sportivo ai giornalisti “tuttologi”.

Chi testimonial della malattia per averla affrontata e superata, chi da spettatore.

Visi e nomi prima sconosciuti oggi familiari come Burioni, Galli, Zangrillo oltre ai politici di governo e opposizione.

Che ha portato anche a confusione, divergenze nelle stesse applicazioni scientifiche, semina di dubbi e incertezze. Rimbalzate come in un FLIPPER MEDIATICO sui social e i media.

E uno Stato normalmente in affanno, nel far veramente rispettare le regole importanti, costretto OGGI, a fare il viso feroce verso gli inadempienti.

Per le mascherine ma anche per un eventuale ed esecrabile nuovo LOCKDOWN.

Orari di apertura e chiusura. Jogging, passeggiate, picnic all’aperto e movida del fine settimana.

Di fronte alla recrudescenza del CONTAGIO e dei ricoveri, urgono misure che potrebbero influenzare il nostro stile di vita nelle prossime settimane.

https://www.ansa.it/veneto/notizie/2020/10/18/primario-abbiamo-riaperto-reparto-covidnotte-allucinante_bcfbd866-e16c-4e96-a5cb-958aa7b165a1.html

Da qui le proteste, le lamentele, i mugugni, fino alle marce alle manifestazioni, i NO ripetuti e urlati. In nome della libertà, della supposta minaccia alla salute, quasi ne andasse dei nostri DIRITTI CIVILI.
Come nel monologo di Gioele Dix…

https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/teatro/2020/03/10/gli-italiani-e-le-regole-e-i-divieti-torna-attuale-il-monologo-di-gioele-dixvideo_c8461eac-30ae-4c59-9e32-a383fc4ac42e.html

Fino a negare il VIRUS, perché noi italiani siamo buoni e cari ma vogliamo FARE COME CI PARE.
ITALIANI TOO MUCH…
E neanche un cavolo di Covid può obbligarci a qualcosa.
Il “patto”, tra Stato e cittadini, non prevedeva questa clausola.

NOI SUBIAMO QUESTO SISTEMA MA APPLICARLO BEH È UN’ALTRA COSA.
In fondo in tanti fanno la bella vita, ignorandole tutte queste REGOLE.
Ora basta un DELATORE o segnalatore per scoperchiare gli altarini?
Il NOMASK, NOCOVID, il NOVAX forse non è altro che un riflesso del NO TAX più in generale del NOLEGAL imperante.
E dell’opposizione pervicace e continua che da anni, il cittadino italiano, combatte col sistema.
Ora, con la scusa del CONTAGIO, si vorrebbe addirittura controllare quanta gente invitiamo a casa? Come mi vesto? Dove vado e perché?
Come nei giorni del LOCKDOWN e dei nullaosts che cambiavano ogni due giorni.
Ma siamo impazziti!?
Questa è vera EVERSIONE.
È DITTATURA.
In fondo che vuoi che siano 1 milione di morti nel mondo.
Ne muoiono di più di tumore o incidenti stradali e non dice niente nessuno.
SIAMO TOO MUCH ANCHE PER IL CORONAVIRUS.
Noi italiani siamo fatti così.
Forse se arruolassimo un POLIZIOTTO INGLESE.
Oppure un TECNICO TEDESCO o un organizzatore SVIZZERO.
CE LA POTREMMO FARE.
Per i segnalatori non c’è problema.

Un’anima buona tra i vicini si trova sempre.
O il gruppo dei genitori a scuola.
E con i social non ci sarebbe scampo.
Ma ho il dubbio che nemmeno un team così straordinario troverebbe il modo per far rispettare le norme dei vari DPCM.
E  scalfire questo patto sociale fatto di regole da applicare o disapplicare, ma solo se fa comodo o se proprio siamo obbligati.
E gli altri?
Sul cuoco siamo bravissimi da soli, se permettete.
E gli amanti ? Beh lì ognuno faccia come crede e arrangi come può.
Basta che porti MASCHERINA, GEL.
E, se inviati a casa, siano meno di 6.
Per evitare una denuncia o un blitz della polizia.
Tempo di lettura: 2’50”

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