I genitori, la DAD e lo stress

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di Andrea Maggio

Come molti genitori hanno sperimentato sulla propria pelle, la DAD e il conseguente stresso sono entrati a far parte della nostra vita e di quella dei nostri figli.

Spesso si è trattato di una presenza scomoda, difficile da gestire e quindi causa di stress.

Visto che questa modalità di partecipazione alla vita scolastica ci accompagnerà ancora per diversi mesi, può essere utile conoscerne le insidie.

Lo stress del mestiere più difficile al mondo

Quando si parla di stress nel mondo del lavoro, quindi dei possibili mestieri, si fa riferimento al cosiddetto burnout.

Si tratta di una condizione psicologica in cui ci si sente emotivamente e fisicamente esauriti, esausti e distaccati dalle attività e dalle persone.

È una condizione tipica di lavori ad alto coinvolgimento emotivo e fisico come quelli sanitari, di sicurezza o di aiuto soprattutto quando ci sono delle crisi.

Se pensiamo all’essere genitori, allora, ci rendiamo conto che in molte situazioni e periodi di vita è facile trovarsi in quelle condizioni che possono aumentare sensibilmente il livello di stress.

Basti pensare alle continue richieste dei figli che eccedono la possibilità di soddisfarle.

Come anche le aspettative elevatissime che ci poniamo come genitori, o alle pressioni emotive che la società riversa su di noi.

Senza trascurare la mole di attività che occorre gestire come genitore in aggiunta ai carichi che la vita già chiede di per sé.

Insomma, la genitorialità è fonte di stress e la DAD spesso diventa un fattore aggravante che può condurre al burnout genitoriale.

L’organizzazione degli spazi di casa per consentire a tutti di poter seguire le proprie attività on line.

La rete internet che non sempre sostiene il carico di tante connessioni in contemporanea. La difficoltà delle interrogazioni e le verifiche on line.

La fatica dei nostri figli a stare attenti ore ed ore di fronte la videocamera, la mancanza di interazione, ecc. Sono tutte circostanze che aumentano lo stress familiare e mettono a dura prova l’essere genitori.

Il burnout genitoriale

Il burnout genitoriale, quindi, può presentarsi in quanto genitori poiché in questa veste occorre spesso confrontarsi con doveri e aspettative che non lasciano scampo.

Ci si aspetta che i genitori amino il nuovo ruolo acquisito, che lo sentano gratificante o che non sentano la fatica delle notti insonne.

Peccato che tutto ciò non sia né reale né utile. Dobbiamo considerare, infatti, che un genitore non può dare qualcosa che non ha.

Se come genitori siamo disconnessi da noi, non possiamo essere connessi con gli altri.

Se siamo esauriti, stanchi, non possiamo prenderci cura di qualcuno nel modo giusto.

Se siamo continuamente nervosi non possiamo restare calmi di fronte ai capricci.

Solo noi, però, ci possiamo rendere conto del punto a cui siamo arrivati e se rischiamo di cadere nel burnout genitoriale.

Cosa fare per ridurre lo stress?

La cosa più importante da fare per ridurre lo stress quando sentiamo di essere particolarmente provati e stanchi, ma anche per prevenire questo stato, è prendersi cura di sè.

Questa possibilità è particolarmente difficile per le madri verso cui le aspettative personali e sociali sono enormi e condizionanti.

Ci si aspetta, infatti, che la mamma pensi alla spesa, a sistemare casa, a cucinare, a pulire.

Ad organizzare lo sport dei figli, ad essere sempre disponibile, ad aiutare i figli in difficoltà coi compiti, ecc.

Inutile dire che con questo carico di responsabilità non c’è minimamente spazio per sé. Ecco allora la necessità di cercare delle soluzioni per limitare l’impatto dello stress:

  • abbassare le aspettative proprie e altrui. Non si tratta di essere genitori perfetti ma solo “abbastanza buoni” come teorizzato dallo psicologo Winnicott
  • cercare degli alleati in famiglia e fuori per ricevere supporto
  • delegare alcune delle attività a figli e partner
  • ritagliarsi degli spazi privati lontano dalle incombenze familiari

Questi accorgimenti ci serviranno per essere più presenti a noi e quindi anche ai figli e al partner poiché, ricordiamolo, non possiamo dare qualcosa che non abbiamo.

Si tratta, quindi, di assumersi la responsabilità del proprio benessere, che di fatto rappresenta il prerequisito per potersi occupare al meglio degli altri.

Andrea Maggio

Tempo di lettura: 1’ 50”

La voce del podcast è di Fabrizio Varcasia

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