Il Messia e la brezza di mare

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di Gaetano Buompane

Quello che mi domando, sempre più spesso, è se sia mai possibile essere un uomo nuovo.

Rinnovarsi, insomma, chiudere un capitolo, voltare pagina, sentirsi a tutti gli effetti una persona diversa.

E mi chiedo, soprattutto, dove trovare la forza per una rivoluzione di tale portata.

Perché la mia sensazione è che continuare in questo modo non porti, in definitiva, ad un bel niente.

Sono sicuro sia venuto anche a voi quel pensiero impellente che sia arrivato davvero il momento di cambiare.

E come potremmo mai cambiare se non iniziando da noi stessi?

Lo so, sembra alquanto banale, anche solo a ripeterlo a voce bassa (mi ci viene persino da ridere).

Ma forse, molto più spesso di quello che crediamo, i concetti semplici sono anche quelli più reali, a portata di mano.

Quindi, perché non proviamo a partire da qui?

Guardate, sono esattamente come voi: brancolo nel buio, la soluzione non so dove stia.

Un paio di amici mi hanno raccontato che prima erano diversi, che guardando al passato nemmeno si riconoscono.

Ma perché ciò avvenisse hanno dovuto rischiare di perdere tutto.

Si sono salvati miracolosamente da un terribile incidente. Uno dei due, addirittura, è ritornato dal mondo dei morti.

Ok, liberi di non crederci. Ma che in molti casi il rendersi conto di essersi salvati per una specie di intervento divino sia più che sufficiente per trasformarsi in un’altra persona, a questo non possiamo non crederci.

Ma per cambiare davvero c’è sempre bisogno di un trauma fortissimo, di un cataclisma interiore?

Occorre vedere la morte in faccia, prendendo ad esempio l’avventura del mio amico?

Non è che possiamo augurarci tutti quanti di toccare il fondo del pozzo perché, probabilmente, è l’unico modo per poi apprezzare veramente la vita e viverla con più coscienza.

E poi, questo benedetto cambiamento interno, siamo sicuri che avvenga sempre e sia immancabilmente quello giusto?

Perché diciamocela tutta. O qui ci mettiamo tutti quanti di impegno a dare una svolta alle nostre vite, oppure sarà difficile, se non impossibile, salvarci.

Cominciare ad insegnare ai nostri figli un po’ di senso civico e, soprattutto, un po’ di educazione, non sembra la soluzione perfetta, perché ci vorranno molte generazioni prima di vedere qualche risultato (se mai arriveranno).

Purtroppo quella di seguire una linea comune sembra essere la maggiore difficoltà incontrata dal genere umano.

Lo vedete anche voi quanto sia difficile decidere unanimemente, quanto le stesse parole cambino di significato pronunciate da bocche diverse, quanto il concetto di libertà sia differente già oltre l’uscio di casa nostra.

Il cambiamento deve iniziare oggi, al massimo stasera prima dell’ora di cena. Domani potrebbe essere già tardi.

Avete visto, no? Quando ci mettiamo in testa di mutare il nostro destino non ci fermiamo di fronte a niente, siamo addirittura in grado di intervenire sul perfetto meccanismo dell’Universo.

Ci siamo messi a deviare la traiettoria degli asteroidi lanciandogli contro i satelliti.

Nell’intromissione da parte dell’uomo nel Disegno Divino riuscite a pensare a qualcosa di più audace dopo la pecora Dolly?

La scienza ha parlato nuovamente. Ai miracoli non ci si crede. Figuriamoci quindi al ritorno del Messia per portarci la salvezza in tempi brevi, la tanto sperata redenzione del mondo.

Insomma, secondo il matematico e teologo John Craig ciò dovrebbe avvenire in un giorno non precisato nel 3150, con tutta calma verso le 10 e un quarto di mattina.

Dai, non abbiamo tutto questo tempo per aspettare.

Se per iniziare a cambiare noi stessi avessimo proprio bisogno di una figura di riferimento, perché non usare qualcuno che esiste già e che le reti sociali hanno certificato essere un uomo dal quale prendere esempio.

Perché non potrebbe essere Keanu Reeves, allora?

La sua vita, nonostante la notorietà, ha avuto dei momenti tragici che lo hanno trasformato.

Vive con semplicità, è altruista, disponibile con tutti, ama stare in mezzo alla gente, adora gli animali e tutti gli esseri viventi.

Si sposta in metropolitana, quindi è anche eco-friendly e col look alla John Wick, coi capelli lunghi e la barba incolta, aiuta anche molto con una certa iconografia spirituale.

E poi sentite qui la parte migliore. Il suo nome, Keanu, significa “brezza di mare”, anche se lui ama spesso tradurlo come “brezza fresca di montagna”.

Insomma, è solo aprire i nostri cuori e fare entrare un po’ di tutta questa frescura.

Che ne dite? Fatemi sapere. Ma presto però, stasera, al massimo domattina prima di colazione. I tempi stringono.

Il Sofà è una rubrica settimanale.
Ogni lunedì, se ti va, ci sediamo comodi per una nuova chiacchierata.

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Tempo di lettura: 1’40”

Foto da Pexels

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