Impariamo ad andare a vela

44401

Imparare ad andare a vela è un po’ come la lingua inglese.

Le regole di base sono semplici, ma poi ci sono molte eccezioni e regole pratiche e non si finisce mai di migliorare, ed è questo anche il bello!

Acqua e aria:

La barca a vela si muove in due mezzi: l’acqua e l’aria:

  • l’aria (il vento) è quello che le dà la propulsione,
  • l’acqua invece da una parte ha un azione frenante ma può essere anche, come vedremo, un mezzo per stabilizzare l’imbarcazione.

Poppa e prua:

Abbiamo detto che il vento è la forza propulsiva, ma contrariamente a quello che ci dice l’intuizione, la barca a vela non va più veloce con il vento che viene da dietro (di poppa) ma davanti (prua).

Infatti la vela si comporta un po’ come un ala di aereo che fa volare l’aereo (portanza), per cui la barca a vela avanza anche con il vento che proviene da prua.

Ovviamente non si può veleggiare con il vento esattamente di prua ma solo da un determinato angolo in poi, angolo che dipende dal tipo di barca a vela, e si può viaggiare relativamente veloce.

Il vento:

Un altro concetto importante da comprendere è che sulla barca agisce non solo il vento reale ma anche quello generato dal movimento della barca stessa (vento di velocità), questo è il motivo per cui barche che offrono poca resistenza all’acqua (multiscafi), sfruttando la loro velocità, possono viaggiare a una velocità maggiore del vento reale che soffia.

Deriva e bulbo:

Il mare costituisce un freno alla velocità della barca, per questo si cerca di progettare le barche a vela con una forma che sia meno soggetta alla resistenza dell’acqua, ma può costituire un mezzo di stabilizzazione.

Infatti le barche hanno in genere una deriva (appendice che va nell’acqua) o in altri casi un bulbo pesante in basso che agisce con una forza che tende a opporsi allo sbandamento dovuto alla forza del vento sulle vele.

In questo  caso si dice che la barca a vela ha una stabilità di peso.

I multiscafi (catamarani, trimarani) invece, che hanno maggiore larghezza e quindi non hanno bisogno del bulbo, hanno la cosiddetta stabilità di forma e quindi generalmente presentano minor resistenza all’acqua e sono più veloci.

Nella prossima puntata parleremo delle andature e della regolazione delle vele.

Pierfrancesco Pierangelini

Tempo di lettura: 1’30”