IMPRESA LEGGENDARIA DI JANNIK SINNER, DOPO 47 ANNI RIPORTA UNO SLAM IN ITALIA

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di Fabio Bandiera

Quarantasette anni, sette mesi e quattordici giorni, un lasso di tempo spropositato che tutti gli italiani hanno dovuto attendere col fiato sospeso per vedere di nuovo un nostro atleta, Jannik Sinner, sul gradino più alto del podio di un torneo del Grande Slam.

Un’impresa titanica quella che il ventiduenne di San Candido ha regalato a tutti gli italiani che dalle 9,30 di mattina hanno sofferto e visto il baratro per poi rinascere con urlo liberatorio dopo le interminabili tre ore e quarantasei minuti.

Questa è la vittoria di un ragazzo straordinario, umile e determinato come pochi, cresciuto a dismisura in questi ultimi mesi in fiducia e consapevolezza grazie ad un team di livello assoluto.

Lo hanno sostenuto ed allenato giorno dopo giorno per alzare un’asticella che grazie anche al supporto tecnico decisivo di Darren Cahill si è rivelata non impossibile da scalare, un lavoro di squadra esemplare che ha dato i suoi frutti in pochissimo tempo.

Sinner regala all’Italia e a tutti gli italiani un modello da emulare, un atleta serio e dedito al lavoro che senza eccessi o fanatismi dimostra col suo esempio la forza dei princìpi, dei valori e dell’importanza della famiglia, che ringrazia sempre in tutte le occasioni pubbliche.

Con i piedi ben piantati per terra continuerà, ne siamo certi, imperterrito a lavorare per raggiungere i suoi obiettivi, vincere altri Slam e diventare il primo numero uno azzurro della storia del tennis.

Traguardi alla sua portata in un momento storico della racchetta che vive una fisiologica fase di ricambio, dopo l’incredibile triumvirato oligopolista dei tre fenomeni

JANNIK SINNER: RIAVVOLGIAMO IL NASTRO

All’inizio del 2023 Jannik viaggia stabilmente nella top ten, si attende una consacrazione che non tarderà a raggiungere col settimo sigillo personale nell’Atp 250 di Montpellier, dopo l’uscita agli ottavi degli Australian Open sconfitto al quinto da Stefanos Tsitsipas.

 

Raggiunge la finale a Rotterdam in un Atp 500, ma è ancora Danil Medvedev a sbarrargli la strada, mentre tra Indian Wells e Miami saranno rispettivamente Carlos Alcaraz in semifinale e di nuovo Medvedev in finale a negargli la prima vittoria in un Master 1000.

Rientrato in Europa la stagione sulla terra battuta gli regalerà ben poche soddisfazioni tra semifinali, infortuni e le uscite premature a Roma e Parigi, una fase di stallo che prosegue anche sull’erba tra sconfitte, ritiri e la prima semifinale a Wimbledon in cui Djokovic lo supererà agevolmente in tre set.

Magro il bottino al giro di boa di fine luglio, ma ad agosto comincia un’altra storia che parte da Toronto che gli regalerà il primo Master 1.000, vittoria fondamentale e punto di svolta della sua carriera.

Il discusso forfait per la fase a gironi di Coppa Davis e la sconfitta agli ottavi a Flushing Meadows non scalfiranno il percorso di Sinner che da lì in poi entrerà inesorabilmente nella storia del tennis azzurro.

JANNIK SINNER: CAVALCATA TRIONFALE TORNA L’INSALATIERA

I frutti del lavoro di crescita, sia fisica che mentale, si cominceranno a vedere in un autunno stellare caratterizzato da una serie incredibili di successi e traguardi.
Si comincia con Pechino, master 500 in cui Jannik riuscirà, dopo sei sconfitte consecutive, a sconfiggere in finale la sua bestia nera Medvedev riuscendo a ripetere la stessa impresa nella finale del master 500 di Vienna.

Due vittorie fondamentali per la sua crescita e qualificazione garantita per le Atp Finals di Torino in cui regalerà notti magiche all’affamato popolo italiano della racchetta.

La vittoria nel girone contro Nole fa scaturire un entusiasmo che pagherà nella finale, persa contro il cyborg serbo più esperto ed abituato quando la posta in palio è di quelle che contano.

Sconfitta mal digerita, ma necessaria e propedeutica per proseguire verso un obiettivo più alto, quello delle finali Davis di Malaga in cui Jannik dovrà dimostrare il proprio attaccamento alla maglia della sua nazione.

Conosciamo benissimo la Storia ed increduli assistiamo ai tre matchpoint annullati a Djokovic, un vero e proprio miracolo sportivo che ci porta quarantasette anni dopo ad alzare di nuovo al cielo l’insalatiera.

Siamo già nella storia, ma l’acquolina viene in bocca scavallando l’anno e tutti ci chiediamo dove questo ragazzo possa arrivare, basta aspettare un mese perché ad attenderlo c’è il primo Grande Slam della stagione……..

JANNIK SINNER: MELBOURNE APOTEOSI

Jannik parte tra i favoriti, la pressione è tanta e i tre set su cinque sono un’incognita, un tabù da sfatare e un test da affrontare.
I primi turni scorrono lisci come l’olio, i due olandesi Van De Zandschulp e De Jong vengono liquidati facilmente, poi è la volta del terraiolo argentino Baez a cui il nostro lascia appena quattro games in tre set.

Siamo agli ottavi, l’insidia Kachanov viene superata con un perentorio tre a zero, ma ora ai quarti si comincia a fare sul serio.

Arriva il russo Rublev, numero cinque del mondo, e anche qui Sinner con un perentorio e miracoloso tie break del secondo set, vinto 7-5 dopo essere andato sotto 5-1, chiude il match in tre set, in semifinale è pronto ad attenderlo il dieci volte vincitore di Melbourne, sua maestà Nole Djokovic.

I due si incontrano per la quarta volta in poco più di due mesi, i primi due set sono da antologia del tennis in cui Sinner esprime il suo massimo potenziale annichilendo il serbo con un 6-1 6-2 in poco più di un’ora. Il tie break del terzo, primo set perso da Sinner nel torneo, riapre le danze, ma è qui che il campione alto atesino dimostra la sua forza, sia fisica che mentale, chiudendo in poco più di cinquanta minuti un quarto set che poteva esporlo a terribili insidie, già sperimentate in passato.

In finale lo attende Medvedev, giocatore ostico e antipatico, suo incubo passato, ma battuto più volte recentemente. Partita difficile, tensione altissima, livello del gioco del russo notevole e primi due set andati via in poco più di un’ora.

Sinner annaspa, cerca il suo angolo disperato, non riesce ad emergere dalla precisione del servizio e delle bordate del suo avversario. Game Over?

Cominciamo a pensarlo tutti, ma è proprio qui che Jannik compie il suo capolavoro ribaltando un match a dir poco compromesso punto dopo punto, game dopo game, set dopo set. Iniziamo a crederci e più il match si allunga più le percentuali di Medvedev calano, si arriva al quinto fiduciosi e consapevoli della forza di questo ragazzo, che risale dal baratro per regalarci una gioia immensa.

Grazie Jannik, persona semplice e gentile, grazie per la costanza, il talento, la perseveranza e la voglia di migliorare, grazie per tutto quello che hai fatto e per quello che farai.

Perché siamo tutti consapevoli che questo è solo l’inizio di un ciclo che ti condurrà lontano, molto lontano, ad esplorare le vette finora inesplorate del mondo della racchetta………..

JANNIK SINNER: CALMA E GESSO
Dopo un exploit del genere, a cui il circolo mediatico del tennis nostrano non è francamente abituato, in molti si chiedono cosa ne sarà di te, del tuo successo e delle tue ricchezze.
I soliti disfattisti, gufando, tireranno in ballo la questione del ragazzo troppo giovane per gestire questo mondo sostenendo che presto ti monterai la testa entrando in un frullatore sovraespositivo che ti si ritorcerà contro.

Inviti e partecipazioni ad eventi mondani si moltiplicheranno esponenzialmente, ma noi scommettiamo che tutto ciò non scalfirà minimamente il tuo modo di essere e di esistere.

Sappiamo che continuerai a testa bassa lavorando sodo, insieme al tuo fantastico team, per migliorare, sappiamo che non ti accontenterai fino a quando non salirai sui troni di Parigi, Londra e New York.

Conosciamo la tua passione per la montagna, quella vera, e le lezioni di vita che l’esempio della tua famiglia ti ha donato saranno il faro che saprà guidarti anche nei momenti più difficili che questo sport maledetto dal diavolo ti costringerà ad affrontare.

Siamo certi che tutto ciò ti renderà ancora più forte e determinato e che la tua sobria timidezza ci permetterà di apprezzarti e di ammirati sempre un po’ di più.

Continua così Jannik, ragazzo sincero e mai banale, continua su questa via e noi saremo lì dietro di te a seguirti e sostenerti sempre e comunque………….

Fabio Bandiera

Tempo di lettura 3’:00”

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