La violenza dei maschi alfa

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di Claudio Razeto

Violenza.

Ancora. E ancora e ancora violenza.

Ma che sta succedendo in questo Paese?
Le cose più orribili.

La morte di un ragazzo, Willy, pestato da un gruppo di bulli.

La morte di una ragazza, uccisa dal fratello che non ne approvava la vita sessuale.

E ancora stupri di gruppo, in una festa al Sud, o individuali in una grande città del Nord come Milano.

In spiaggia in vacanza.

Ormai si può parlare di emergenza.

Un’emergenza sociale che non ha confini geografici, di reddito e nemmeno politici. Come vorrebbe qualcuno.

Come se dare un colore politico a certe nefandezze le rendesse diverse.

La violenza è violenza. E basta.

Cosa succede nella testa di questi mostri?

La vittima è per lo più la donna.

La parte più debole.

Il carnefice un maschio predominante, che impone con la forza se stesso e la sua presunta virilità.

Dove nascono questi mostri?

Vicino a noi purtroppo. Nella casa accanto.

Nel banco vicino a scuola

In palestra. Nei locali dove si balla e si beve.

Tollerati, ignorati e troppo spesso sottovalutati.

A volte danno segnali sui Social, di quello che sono.

Individui socialmente pericolosi.

Talvolta si intravede fin dalla scuola cosa diventeranno.

BULLI OGGI DOMANI CRIMINALI

Peccato che nessuno faccia nulla.

Per prevenire, educare, fermare l’escalation.

Nessuno parla o denuncia. Prima.

Per paura, come per il gruppo di “mostri” di Colleferro.

Sì perché non è possibile che quel gruppo di picchiatori non avesse mai dato segni di pericolosità sociale.

Che dei ragazzi vadano ad addestrarsi in palestra per fare male lo possono vedere in fretta istruttori e anche altri ragazzi appassionati di arti marziali.

Il cosiddetti buttafuori dei locali hanno già dato in passato segnali preoccupanti.

Una categoria a rischio. Con fior di professionisti.

Ma anche con qualche personaggio discutibile.

C’è da chiedersi perché una discoteca debba necessariamente munirsi di energumeni.

Ma se proprio fosse necessario che questo mestiere lo facessero dei professionisti.

Persone che evitano risse non che le alimentano.
Forse un ulteriore controllo della Pubblica sicurezza su curriculum e precedenti non ci starebbe male.

Ma gli altri?

Drogare delle ragazze straniere a una festa per violentarle.

Aggredire causandone la morte la sorella.

Violentare una ragazza che torna a casa, una sera qualsiasi in centro a Milano.

O su una spiaggia al Circeo.

Sono tutte notizie delle ultime settimane. Non un anno di cronache.

Che si sono susseguite con singolare regolarità.

C’è qualcosa a livello sociale che è andato in corto circuito.
Questo modello di Maschio Alfa usato anche dai media e dalla pubblicità forse è alla radice anche di certi comportamenti.

L’uomo forte. Che non chiede. Che prende e basta.

Tatuato come un vichingo.

Palestrato come un kick boxeur.

Arrogante, violento, pericoloso.

Un modello italiano maschilista e sessista, ottuso e ignorante.

Che a volte si nasconde anche sotto giacca e cravatta.
Senza limiti di età. Dai 20 ai 60 e oltre.
Educati male cresciuti peggio.

Certi di farla franca.
Forse bisognerebbe tornare alle origini.
Alla famiglia.
Alla scuola.
Spiegare anche alle donne che certi soggetti non vanno frequentati.
Anzi forse andrebbero segnalati. In fretta prima che facciano danni.
Isolati e denunciati. Non protetti.

Perché sono loro gli individui da cui proteggersi.
Istituire presso Polizia e Carabinieri unità più specializzate.
Specie in Provincia dove troppo spesso alcuni personaggi si danno per scontati.
Per non intervenire solo a tragedia avvenuta.

Col cadavere sul tavolo del patologo.
Per scoprire cosa è successo. Dopo. Quando ormai è troppo tardi.

Claudio Razeto

Tempo di lettura: 1’30”

Link video : https://youtu.be/rKQcRejkkDA

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