Le conseguenze del disordine

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di Gaetano Buompane

Introducendo la dimensione temporale nello studio della scienza dei sistemi complessi si giunge alla formulazione di tre domande fondamentali: perché le cose sono andate così? Era inevitabile che andassero così? o potevano andare diversamente?

Siccome sono le stesse domande che mi pongo ormai da un po’ di tempo, all’incirca da quando ho superato la soglia dei quarant’anni, si può dire, scientificamente parlando, che la mia vita è a tutti gli effetti un sistema complesso.

Personalmente l’avevo sempre definita semplicemente “un gran casino”, ma da alcuni giorni, più precisamente da quando è stato assegnato a Giorgio Parisi il Premio Nobel per la fisica per il suo contributo alla scoperta dell’interazione tra il disordine e le fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria, ho iniziato a vedere le cose da un altro punto di vista.

Prendendo come acquisito il dato che la mia vita trovi certamente spazio in una scala che va dall’atomo fino ai pianeti, è decisamente più rassicurante pensarla come ad una interazione tra disordine e fluttuazione che semplicemente ad un gran casino.

Quest’ultima definizione non dà spazio a possibili correzioni e affibbia alla vita una etichetta definitiva: è così e non ci puoi fare niente, rassegnati.

Mentre la fluttuazione dà il senso di stare procedendo da qualche parte e che forse, dando un ordine al disordine, ci si potrebbe incamminare verso un punto preciso.

Eppure, verso la fine degli anni ‘90, mentre mi sbaciucchiavo con Daniela sui pratini all’ombra della statua della Minerva all’Università La Sapienza, a due passi dalla facoltà di Fisica, a tutto pensavo tranne che la mia vita potesse diventare così complessa e complicata tanto da poterne soffrire e, in alcune occasioni, persino maledirla. In quel momento, dentro quegli abbracci e quegli scambi d’amore si racchiudeva tutto il contrario della complessità, quanto un desiderio di unicità che potesse durare all’infinito.

Questo è uno delle principali caratteristiche della giovinezza, la totale incapacità di preoccuparsi del futuro e vivere il presente in totale incoscienza. Che poi, in fondo, è il sale della vita, la parte più bella che tutti ricordiamo con profonda nostalgia e alla quale ci piacerebbe tornare se qualcuno ce ne offrisse l’occasione.

“Non c’è più fiducia nella scienza” dice Parisi, “pensiamo che abbia smesso di aiutarci a creare un futuro migliore. Mentre la scienza ha il compito di aiutarci a prevedere il futuro”.

Le nostre vite sono immerse in una infinità di sistemi complessi e cosa succederebbe se riuscissimo a padroneggiarli, a predirne il comportamento? Cosa succederebbe se sviluppassimo tecnologie innovative che potessero condizionare le nostre scelte?

Discipline apparentemente distanti, la Fisica e la Filosofia, trovano così un affascinante terreno di confronto aprendo un ampio dialogo sul significato della vita, delle scelte compiute dagli uomini intrecciate a quelle di ogni singolo essere umano nel corso della nostra intera esistenza.

In un prossimo futuro, chissà se gli studi e le scoperte nel campo della scienza dei sistemi complessi troveranno applicazioni, oltre che nelle turbolenze dei mercati finanziari o nei modelli climatici, anche nella scelta se vivere una vita ordinata e lineare o disordinata e complessa.

Nel mio caso sarebbe come scegliere se sbaciucchiarmi con Daniela, sbagliare mille volte, gioire, piangere e arrivare alla mia età domandandomi se le cose sarebbero potute andare diversamente, oppure lasciare scegliere ad un algoritmo elaborato da una intelligenza artificiale e sapere fin da subito quale sarebbe la strada migliore da percorrere.

Per adesso la complessità deriva proprio dal fatto di non avere un’idea fattibile di come modificarla per ottenere che funzioni in una maniera diversa.

Ossia, per certe cose, per fortuna, dobbiamo ancora affidarci alle conseguenze del disordine.

 

Per quanti sforzi possiate fare per prevedere il futuro, il futuro vi sorprenderà sempre”. Giorgio Parisi Premio Nobel per la Fisica 2021

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Foto da Pixabay

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