L’imperial war museum a Londra

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L’IMPERIAL WAR MUSEUM A LONDRA

QUANDO LA MEMORIA DIVENTA UN MONITO DOVUTO

Le recenti elezioni in Svezia hanno proiettato alla ribalta un partito populista.

Non si tratta di un caso isolato:

In tutta l’Europa spira un forte vento nazionalista, che porta come corollario fenomeni di xenofobia, egoismi razziali, atteggiamenti intolleranti, che può e deve far scattare un allarme: dopo oltre settanta anni senza gravi eventi bellici – se si esclude il doloroso conflitto nella ex-Jugoslavia – si sta forse abbassando la guardia sui rischi insiti in tali movimenti.

Chi vive a Londra può rinfrescarsi la memoria in uno dei più prestigiosi musei dedicati ai conflitti bellici:

l’IMPERIAL WAR MUSEUM.

LondraIl museo é stato fondato nel 1917 per fornire una testimonianza della guerra civile britannica e dell’impegno del Regno Unito e del suo Impero durante la prima guerra mondiale.

In seguito ha incluso documentazioni di tutti i conflitti in cui le forze del Commonwealth sono state coinvolte a partire dal 1914.

Ospitato in origine nel Crystal Palace di Sydenham Hill, nel 1936 il museo ha acquisito una sede permanente nella zona di Southwark, in quella che in precedenza era il Bethlem Royal Hospital.

Al suo interno trova posto una cospicua collezione costituita da vari supporti audiovisivi, archivi di documenti personali e ufficiali, memorabilia di guerra e manufatti d’arte.

Tra i numerosi reperti ne cito tre:

  • risalenti alla Guerra del Golfo,
  • quella contro Al-Qaeda e
  • la seconda Guerra Mondiale

Tipi di conflitti differenti per epoca, motivazioni e tecniche di offesa, unite da un orrore che non può non lasciare sgomenti

macchina BagdadLa macchina di Baghdad é ciò che rimane di una vettura centrata da un missile e “ricomposta” in un una  nuova ondulata carcassa di morte;

La struttura di una finestra del World Trade Center, teatro dell’attentato terroristico dell’11 settembre 2001, é un profilato in acciaio – in origine rettilineo – piegato e tagliato in più punti al punto di essersi trasfigurato in un ammasso di lamiera informe.

In particolare il terzo, “The Nuclear Victim” é un’opera realizzata in fibra di vetro, completamente dipinta in nero.

Rappresenta il corpo nudo di una giovane, con due arti mancanti, cosparso con escrescenze a rappresentare l’effetto della carbonizzazione di un corpo umano per effetto dell’onda d’urto di un ordigno atomico:

L’insieme é oggettivamente un pugno nello stomaco e dovrebbe rappresentare un monito perenne contro la follia innescata dal sonno della ragione umana.

A volte le nuove generazioni ritengono che la pace sia uno stato di fatto acquisito, quasi dato per scontato:

La raison d’etre di musei come questi serve proprio a ricordare che così non é.

Alex F Romeo

Tempo di Lettura: 1’ 45’’

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