Retrobottega

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Retrobottega Roma, via della stelletta 4.

Lunghi tappeti rossi, riflettori accesi, riviste piene di servizi fotografici e palinsesti televisivi presidiatissimi: il cuoco del ventunesimo secolo è diventato a tutti gli effetti una celebrity con parannanza e cappello.
L’aumento della curiosità per la cucina e l’attenzione per i prodotti alimentari, hanno contribuito a superare finalmente lo stupido ed insensato cliché del cibo-benzina, allontanando, però, il cuoco dal suo ruolo primario: quello di artigiano del gusto.
Di pari passo è cresciuto l’interesse anche per  aspetti un tempo ritenuti secondari: la sala ed il servizio, ormai centrali nella ristorazione moderna, sono passati da cornice ad elemento primario in grado di influenzare l’esperienza del cliente. In poche parole si ritiene che, anche avendo un Michelangelo in cucina, non si possa più prescindere da qualcuno in grado di raccontare il piatto, la sua storia e trasmettere le emozioni da cui ha avuto la vita.

Da Retrobottega si va controcorrente.
Il servizio è ridotto al minimo, ci si trova il posto da soli e l’allestimento della tavola è “fai da te”.
I cuochi o “bottegai” (chiamateli come volete) però sono sempre lì davanti a te; pronti a guidarti in ogni piatto, a chiarire ogni tuo dubbio o anche a scambiare semplicemente due chiacchere.
Il menù cambia spesso secondo la stagionalità dei prodotti. La cucina tradizionale italiana lascia aperte le porta a influenze orientali che, come rapide pennellate, danno vivacità a un dipinto già sapientemente delineato.
L’intento è quello di recuperare la gestualità teatrale di una cucina che si affaccia sulla sala; pulita ma fantasiosa, ragionata ma vera, diretta ma elegante. Il piatto nasce davanti a te, nessun filtro, nessuna finzione; c’è il prodotto, la trasformazione, il gesto artistico ed il consumo. Sapori che, come un amante, ti coccolano e ti fanno genuinamente godere.

Un cuoco che finalmente è artigiano ed artista allo stesso tempo; un cuoco che non disprezza la creatività ma che valorizza la cucina della nonna e ama la ripetitività.

Finalmente un cibo di bottega. Viva Retrobottega.

Gianluca Bitelli per Fomm

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