Rinascita della DAD

7282

Scarica il podcast dell’articolo

di Alberto Aiuto

Finora conoscevamo il Dadaismo, una tendenza culturale sviluppatasi circa 100 anni fa; alcuni ricordano il Dada-Umpa, un balletto delle gemelle Kessler, rigorosamente in calzamaglia, oggi ribattezzata “leggins” (chissà che ne pensa Draghi?).

Da molti mesi abbiamo preso confidenza con la DAD, “vista come un corollario della pandemia, identificata con gli strumenti tecnologici attraverso i quali viene erogata, accusata di essere uno strumento di tortura di massa (studentesca) e di destabilizzazione dei docenti oppure, al contrario, esaltata come tecnologia salvifica a prescindere”.

Come dice il mio amico Marco, in un approfondimento pubblicato su Tech economy 2030.

La DAD non è il frutto dello tsunami della pandemia, ma un evento storico.

Pensate. È nata nel 1400 quando Gutenberg, inventando la stampa a caratteri mobili, mise in moto la formazione a distanza globale (“on demand” diremmo oggi), e trasformò la figura del docente classico (che doveva solo riempire il cervello dello studente).

Poi il grande salto.

Nel 1951 nacque a Torino la Scuola Radio Elettra sulla falsariga di quanto già avveniva negli USA.

Questa scuola formò a distanza (per corrispondenza) oltre un milione e mezzo di tecnici, contribuendo al passaggio dell’Italia da una società agricola a una società industriale.

“Dagli aratri nei campi agli aerei nel cielo” avrebbe sintetizzato Luigi Tenco.

L’evoluzione avvenne con l’avvento della televisione.

Artefice del miracolo fu il mitico maestro Alberto Manzi con la trasmissione “Non è mai troppo tardi”.

Negli Anni ’60, in pieno boom economico, la DAD della Rai contribuì ad alfabetizzare l’Italia e far scoprire l’italiano agli abitanti della penisola.

Anche in questo caso il modello di formazione a distanza adottò alcuni esperimenti radiofonici negli Usa e in Australia.

Forse i più datati ricorderanno la scena di un film di Sordi (Bello, onesto, emigrato…) in cui uno studente australiano entra in aula e si siede davanti ad una telecamera, discorrendo con il maestro a centinaia di km di distanza.

Insomma, la Dad non è spuntata come un fungo, ma aveva già una lunga storia.

Una storia che passa per la radio prima, poi per la televisione, in seguito per le reti di teleconferenza e ora per il web attraverso una molteplicità di piattaforme sempre più versatili, con le quali abbiamo acquistato via via maggiore familiarità.

Eppure oggi viene osteggiata da tutti.

L’attuale corrente di pensiero recita:

“Scuole chiuse, conseguenze devastanti per gli studenti”. Ma è davvero così?

Cosa accomuna Federico Fellini, Umberto Eco, Sergio Leone, Claudio Abbado, Carlo Rubbia, Gino Paoli, Mogol, Valentino Garavani, Renzo Piano, Alberto Asor Rosa, Alda Merini?

Sono tutti nati negli Anni ’30, subito dopo la drammatica crisi economica cominciata nel 1929, e subito prima o durante la seconda guerra mondiale (1939-1945).

Sicuramente un periodo non facile della nostra storia.

Dunque, tutti questi personaggi sono accomunati anche dal fatto che nessuno di loro ha potuto frequentare una scuola (regolarmente).

Anzi qualche volta capitava che dovessero interrompere le lezioni per scappare nel rifugio antiaereo più vicino e scampare così ai bombardamenti.

Queste privazioni non hanno avuto particolari effetti negativi, visti i risultati:

Sono riusciti a raggiungere vertici impensabili, viste le premesse.

Dirò di più. Questa generazione è stata la protagonista del miracolo economico e sociale degli anni ’60.

Ebbene, se consideriamo che le privazioni subite 90 anni fa dai nostri nonni sono almeno identiche (forse superiori) a quelle dei nostri giovani, forse dovremmo ridimensionare il tono di questa narrazione, anche solo per evitare di ingigantire il problema.

Provocatoriamente mi auguro che i nostri giovani, così duramente colpiti, ottengano gli stessi risultati.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 2’30”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.