La minaccia che viene dal futuro

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di Gaetano Buompane

Elon Musk, padre padrone di Tesla, ha annunciato l’uscita per il prossimo anno di un robot umanoide pronto a convivere con gli uomini e a sostituirli in lavori pericolosi, ripetitivi o semplicemente noiosi.

Niente a che vedere coi soliti prototipi che siamo stati abituati a vedere, sgraziati, instabili, lenti, goffi, persino teneri nei loro primi passi incerti.

L’intelligenza dell’automa di Musk sarà direttamente collegato agli incredibili sviluppi ottenuti da Tesla sulla tecnologia Autopilot delle sue innovative automobili.

Alto 1 metro e 75 centimetri, 57 kg, forme aggraziate ed eleganti, ufficialmente il Tesla Bot è stato concepito per aiutare l’economia in generale, in realtà potrebbe essere una minaccia.

E che esagerazione, direte voi. Non bisogna avere paura dei robot. Non si tratta più di fantascienza.

Lo so, sempre la solita storia che l’intelligenza artificiale fa parte della nostra vita e che ci è utile in ogni momento della giornata anche se la maggior parte delle volte non ce ne accorgiamo nemmeno.

E ancora, in un futuro forse nemmeno troppo lontano, androidi ed esseri umani saranno assimilabili sotto forma di cyborg. Arriverà un giorno in cui alcune parti umane, arti o magari proprio il cervello, verranno impiantate su delle macchine robotiche, mentre l’impianto di parti metalliche all’interno degli esseri umani è già una realtà.

Eppure, questo automa che verrà a sostituirci nei lavori “ripetitivi o noiosi” mi disturba ancora prima di conoscerlo.

“Penso che essenzialmente in futuro il lavoro fisico sarà una scelta” ha detto l’imprenditore sudafricano.

Ma davvero sarà così? Se il suo robot sarà un successo, davvero l’uomo potrà essere messo in condizioni di scegliere?

Con ogni probabilità le prime sperimentazioni pratiche negli stabilimenti Tesla sono state già effettuate e il prossimo logico passo potrebbe essere la sostituzione completa degli operai specializzati nell’assemblaggio dei componenti delle automobili.

Ma poi, c’è da scommetterci, tutti lo vorranno e allora in breve tempo sarà implementato nelle altre industrie, tra il personale dei supermercati, dei centri commerciali, delle stazioni di servizio e quanto altro si possa immaginare.

Il suo utilizzo sarà pressoché illimitato perché al contrario dell’uomo il Tesla Bot sarà efficiente, instancabile, non avrà bisogno di stipendio, di tredicesima, quattordicesima, di ferie, non si ammalerà, né per finta né sul serio.

Ma se sarà capace di rubarci il lavoro, cos’altro sarà capace di fare senza per questo, essendo un robot, avere sensi di colpa?

Non lo sappiamo, possiamo solo immaginarlo.

In breve potrebbe diventare un oggetto del desiderio e allora ogni donna farebbe il diavolo a quattro per averne uno da mettere in casa, per le pulizie, per preparare la cena, andare a fare la spesa, portare i bambini a scuola e chissà, magari per una serata speciale al ristorante mentre noi siamo a giocare a calcetto con gli amici.

E così, senza nemmeno accorgercene, i primi ad essere sacrificati, a non essere più indispensabili per la società, ad essere sostituiti saremo proprio noi maschi, noi padri di famiglia.

E a quel punto, ormai, sarà troppo tardi. Piangeremo sulla spalla di qualche amico, anch’egli sostituito, addossandoci la colpa di tutto, di essere diventati, dopo sposati, sedentari, noiosi, di aver messo su la panza e di essere fuggiti dai più elementari doveri familiari.

Messa così, noi uomini non abbiamo più molto tempo, due anni, cinque al massimo. Poi si prevedono tempi duri, anzi durissimi, durante i quali probabilmente lotteremo per la sopravvivenza, ognuno per sé, o riuniti in gruppetti, uomini disperati che si daranno una mano per non soccombere.

Ma questa è solo la mia fervida immaginazione, i robot non sostituiranno mai gli uomini. Chiedete a vostra moglie.

Il Sofà è una rubrica settimanale.
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Foto da Pixabay

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