Thomas Cook: Ascesa e caduta di un gigante

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di Alex F. Romeo

Con i suoi 178 anni di attività, Thomas Cook è stato il tour operator di riferimento per diverse generazioni di turisti britannici.

Una sorta di istituzione per i sudditi di Sua Maestà.

Fondato nel 1841, crebbe fino ad essere scelto nel 1950 da oltre un milione di turisti d’Oltremanica.

Eppure questa estate il colosso delle agenzie di viaggio è imploso sotto il peso di oltre 1.7 miliardi di debiti.

Come conseguenza 160mila turisti si sono trovati nelle condizioni di disagio più varie, chiamati a saldare per la seconda volta la prenotazione degli alberghi, o peggio “imprigionati” nelle località di villeggiatura scelte.

La dimensione del problema ha comportato l’allestimento di un gigantesco ponte aereo per il rimpatrio, per il 40% a carico dei contribuenti inglesi.

Sebbene il problema sia stato affrontato e risolto rapidamente per il 95% dei vacanzieri già entro la prima settimana, alcune considerazioni sono d’obbligo.

Nel Regno Unito, paese che vive di tradizioni, ma in cui la meritocrazia e le leggi di mercato vengono applicate senza eccezioni.

Nessuno può rivendicare rendite di posizione immotivate.

Non stupisce più di tanto che il Governo Inglese si sia rifiutato di salvare la Compagnia dalla bancarotta, anche se questo comporta la perdita di ventiduemila posti di lavoro.

Nell’era di Internet, in cui è possibile acquistare di tutto on-line, la struttura del mercato ha subito una evoluzione darwiniana.

Un modello ancorato ad un sistema capillare di negozi, in cui si propongono ancora brochure colorate, quando sulla rete le stesse informazioni sono alla portata di un click, non funziona.

E’ molto più costoso da mantenere e dunque non competitivo per il cliente finale.

A questo si aggiunga l’acquisizione nel 2007 di MyTravel, un tour operator concorrente che negli auspici avrebbe dovuto creare un colosso europeo nel settore dell’hospitality.

Nella realtà, una Compagnia ormai decotta che ha appesantito il bilancio già non entusiasmante di Thomas Cook.

Infine è bene dotarsi sempre di una assicurazione sulle vacanze:

I turisti che disponevano della polizza ATOL (acronimo di Air Travel Organisers’ Licence, attivato dall’Autorità dell’Aviazione Civile Britannica) hanno in gran parte potuto godersi la vacanza senza grossi contrattempi.

Un sovrapprezzo che val la pena di sobbarcarsi, per serbare gradevoli ricordi quando le foglie si trascolorano e terminano la loro esistenza alle radici dei propri alberi.

Alex F. Romeo

Tempo di lettura: 1’30’’

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