Un Cane sotto l’albero…

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di Fabio Carta

Un Cane sotto l’albero…

Era un pomeriggio caldo e afoso di fine agosto, il 23, a voler essere precisi.

Lo ricordo perfettamente come fosse ieri, praticamente non si respirava, un assordante chiacchiericcio di cicale come sottofondo, quando a un certo punto, mi squilla il cellulare…

Drin! Dron!   Drin! Dron!

– Pronto!

Buongiorno, gradirei un cane da mettere sotto l’albero!

– Per sua moglie o sua figlia?

Mia figlia grazie! Non vedo l’ora di vedere la sua faccia…

– Del cane?

No di mia figlia, anzi! Facciamo due, così si fanno compagnia…

– Ne sono venuti tre che faccio incarto?

Ovviamente la telefonata, non è andata esattamente cosi,

lo so sembra un dialogo esagerato e surreale, ma ti posso assicurare che questa versione è identica all’originale sia nello spirito che nella sostanza.

Dopo un primo scambio surreale di domande e risposte, ho spiegato al premuroso interlocutore che mi occupo di educazione e non avrei potuto aiutarlo perché non allevo cani, non mi occupo di trovare una casa ai trovatelli, e che semplicemente aveva sbagliato numero.

Se sei stato attento, te ne sarai già accorto,

di fatto, era agosto e lui si stava già portando avanti per i regali di natale…

E fin qui non c’era niente di male, ma ti posso garantire che mi sono sentito come dal fruttivendolo, piuttosto che in salumeria o dal pescivendolo, con l’unica differenza che da loro rischi al massimo di portarti a casa, due mele in più, cinquanta grammi di prosciutto cotto o qualche sardina…

Allora, siamo tutti grandi e vaccinati e non penso di svelarti chissà quale segreto dicendoti che la maggior parte dei nostri acquisti sono emozionali, dalla penna all’auto, anche se ci piace raccontarcela, il più delle volte di razionale c’è ben poco.

Questa purtroppo è una delle tante malattie di quest’epoca,

che fin quando parliamo di oggetti ogni uno con i propri soldi può fare quello che vuole, ma quando a farne le spese sono degli incolpevoli esseri viventi, è tutta un’altra storia.

Ebbene! Com’è e come non è, sono arrivate le feste natalizie, e anche in epoca di covid-19, l’italiano medio non perde occasione per dimostrare le sue abilità decisionali, e con tutta la sua boriosa e presunzione, sceglie di mettere, un cane sotto l’albero…

Il Natale ovviamente non è il solo evento a beneficiare di questi regali eccezionali, ci sono i compleanni, gli anniversari, le promozioni a scuola per non dimenticare i mesi-versari, e chi più ne ha più ne metta…

Insomma non mancano occasioni da prendere a pretesto per regalare un cane,

e ovviamente decidere di regalarlo è la parte più semplice e divertente della storia, ma il bello deve ancora venire.

Attenzione, non c’è niente di sbagliato nel decidere di prendere un cane per fare felice una persona cara, e vale anche doppio se lo togliamo dalla strada.

Ovviamente, se si fanno le giuste valutazioni sul tempo da dedicare, l’impegno necessario per la gestione, per la logistica ed eventuali cure o necessità, e diciamo che la lista potrebbe non finire mai, decidere di accogliere un cane in famiglia non è diverso dal decidere di avere un figlio o di adottarlo.

Immagino che per tanti quest’ultima frase possa essere fastidiosa,

esagerata o fuori luogo. Bene, se leggendo queste poche righe, hai provato un’emozione negativa, o ti sei sentito infastidito, mi spiace per tè. Se sei fra questi e possiedi un cane, t’invito a riflettere sul tipo di rapporto che hai con lui, se invece non ne possiedi, fai bene a non prenderne non sarai mai in grado di prendertene cura a dovere e gli rovineresti la vita.

A proposito di vita, sapete com’è andata a finire la storia del premuroso che ad agosto cercava un cane da mettere sotto l’albero di Natale?

Allora ne ha preso uno, una femminuccia non ne ricordo la razza, spendendo una cifra considerevole, questo me lo ricordo perché ci teneva a farmi sapere che gli era costato tanto… E quindi sua figlia ha avuto il regalo dei regali, il cane sotto l’albero…

Ma non è finita qui!

Dopo un mese mi viene a trovare per valutare un eventuale percorso educativo, perché la cucciola gli crea qualche problema, niente d’eccezionale, problemi di cuccioli.

Ovviamente non ha fatto nessun percorso, perché il costo era troppo elevato, e in famiglia erano troppo impegnati per potersi dedicare anche al cane.

Tanto per farvi comprendere, la spesa non raggiungeva neanche un quinto di quanto speso per comprarla, e questo la dice lunga su quanto ritenessero poco importante l’aspetto educativo e di gestione, rispetto alla spesa per l’acquisto.

Tu penserai che questa fosse la fine della storia, ebbene, lo pensavo anch’io, ma purtroppo non lo è, dopo circa un annetto, mi chiama chiedendomi di aiutarlo a trovare una nuova famiglia per la loro amata cagnolina, e che viste le difficoltà insormontabili nella gestione, da diversi mesi erano stati costretti a tenerla  legata a catena sotto il pino in giardino, e siccome gli volevano tanto, ma tanto bene, preferivano regalarla.

i! Hai capito bene, una versione riveduta e corretta del “ti lascio perché ti amo troppo…”.

Questa è finalmente la fine di questa triste storia, quella di un cane sotto l’albero, che sotto un albero è cominciata e sempre sotto un albero è finita.

Fabio Carta

Tempo di lettura: 2’00”

1 commento

  1. Niente di più vero! Ho preso Noah in un periodo della mia vita in cui sapevo che avevo parecchio tempo per capirlo, educarlo ed educare me stesso alle sue esigenze. Da lì è stato normale per me considerare i suoi bisogni nel pianificare viaggi, vacanze e lavoro. Anche la normale organizzazione della mia giornata prevede il rispetto di orari per cibo e bisogni del mio amico a quattro zampe e non ci vedo nessun limite o impedimento. L’amore che mi restituisce è imparagonabile. Ci vorrebbe più coscienza e conoscenza da parte di chi acquista/adotta un cane.
    Grazie Fabio per tutti i tuoi consigli!

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