Autismo. Prigionieri di se stessi  

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di Alberto Aiuto

Viviamo in un mondo schizofrenico, da un lato adagiato nel conformismo, dall’altro proiettato nella ricerca dell’originale, dell’eccezionale, del differente, dell’inusuale.

Ebbene, il soggetto autistico in quanto “diverso” è speciale, perché fuori dalla norma, non omologato. E in quanto tale fa paura. 

Sicuramente, pensando all’autismo, uno dei film che ci viene in mente è Rain Man, vincitore di 4 premi Oscar (miglior film, regia, attore protagonista a Hoffman, sceneggiatura originale).

Nella serie televisiva “The Good Doctor”, il protagonista è un giovane specializzando di chirurgia, affetto da autismo, che, come accade in alcuni soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico, ha una memoria estremamente sviluppata

La sua genialità va oltre l’approccio didattico dei colleghi, dimostrandosi il più delle volte nettamente superiore. È proprio questo che si intende quando si parla di integrazione delle diversità.

Autismo. Cos’è

L’autismo (dal greco, aütós – stesso ovvero “chiuso in sé stesso”) è un disturbo del neurosviluppo, caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e da deficit della comunicazione verbale e non verbale, che provoca ristrettezza d’interessi e comportamenti ripetitivi.

Il termine fu usato per la prima volta nel 1943 per descrivere le difficoltà dell’interazione sociale, alterazioni della comunicazione ed interessi limitati, stereotipati e ripetitivi che impediscono di interagire adeguatamente con le persone e l’ambiente.

Autismo. Diffusione in Italia

Negli ultimi anni tra la gente comune si è fatta strada l’idea che l’autismo sia in forte aumento.

In realtà non è sicuro che sia proprio così: è possibile, invece, che il numero di casi registrati, superiore rispetto al passato, sia dovuto a una maggiore conoscenza della malattia da cui derivano più possibilità diagnostiche.

In Italia 1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico con una prevalenza maggiore nei maschi, colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine. Si stima che in Italia, 1 persona su 100 rientri nel quadro dello spettro autistico.

Poiché in Italia vivono 60 milioni di persone, sono circa 600 mila gli individui con una diagnosi di autismo. I sintomi di solito compaiono durante i primi tre anni dell’infanzia e continuano per tutta la vita.

Si verifica in individui di ogni provenienza etnica e socio-economica e a tutti i livelli di intelligenza. Le persone con autismo hanno aspettativa di vita normali, ma la maggior parte richiede assistenza e supervisione per tutta la vita.

Autismo. Le cause e la cura

Per quanto l’autismo sia un disturbo parecchio diffuso in tutto il mondo, le cause sono poco chiare. In passato è circolata l’ipotesi che l’autismo potesse dipendere dalla vaccinazione contro morbillo, orecchioni e rosolia (vaccino MPR):

in particolare dall’esposizione al thiomersal, un conservante dei vaccini, usato anche nella preparazione di disinfettanti per uso oftalmologico, immunoglobuline, sieri anti-veleno, inchiostro per tatuaggi. Diverse ricerche hanno dimostrato che si tratta di una vera e propria bufala: non esiste alcun legame tra vaccini e autismo.

Attualmente non esiste una cura, tuttavia le terapie educative/ comportamentali e gli interventi farmacologici, progettati per porre rimedio a sintomi specifici, possono favorire uno sviluppo relativamente normale e ridurre comportamenti indesiderati.

Il trattamento inizia presto durante la scuola materna, è personalizzato, si rivolge sia al comportamento che alla comunicazione e coinvolge genitori, psicoterapeuti, medici neurologi e logopedisti.

Pochi giorni fa è stato dimostrato dai genetisti dell’Università di Torino, che mutazioni nel gene CAPRIN1 sono responsabili di alterazioni di specifici meccanismi neuronali che provocano dal punto di vista clinico una forma di disturbo dello spettro autistico.

Tuttavia si pensa che i geni implicati nella patogenesi di questa condizione siano moltissimi. Identificarli significa comprendere meglio la neurobiologia di queste malattie, e fornire risposte alle famiglie con pazienti affetti da disturbo dello spettro autistico, e quindi porre le basi per i futuri approcci terapeutici.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 2’00”