C’ERA UNA VOLTA UN PAESE. L’ ITALIA

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C’ERA UNA VOLTA UN PAESE. L’ ITALIA

Un tempo c’era in Europa un Paese di circa 60 milioni di abitanti. Le sue origini erano tra le più antiche del mondo avendo visto passare Greci, Fenici, Cartaginesi e poi i Romani che vi avevano fondato un grande impero.

Il più grande mai esistito che, ai suoi tempi, raccoglieva il meglio fin dai confini del mondo conosciuto.

L’impero era decaduto e poi crollato, ma quel fascino e quella innata ricchezza era rimasta come un’eredità ancestrale inamovibile. 

ITALIA: UN PAESE DALL’ANTICA GRANDEZZA

Sarà stata la sua origine o forse una magia, di fatto questi luoghi, anche se più poveri, avevano conservato la loro ricchezza ed anzi l’avevano sviluppata ritrovandola in un’epoca che fu chiamata Rinascimento.

Quel Paese aveva un clima invidiabile, caldo d’estate e fresco ma non gelido d’inverno a parte sulle Alpi bellissime.

Montagne meravigliose, laghi e fiumi, foreste e coste bellissime, un patrimonio culturale unico al mondo, una gastronomia diversa, varia, ricca come nessuno.

Vini e spumanti dai sapori eccelsi e poi:

  • frutta,
  • formaggi,
  • carni,
  • pasta e
  • grano

realizzati in luoghi da sogno dove fare i turisti sia d’estate che d’inverno era un sogno ad occhi aperti.

Bastava fare pochi chilometri e il cibo, come per incanto, cambiava sapore, forme e colore.

Non esisteva in nessun luogo al mondo una tale varietà e ricchezza e chi dall’estero vi soggiornava, anche per poco, capiva di trovarsi in un posto unico. 

ITALIA: CITTA’ BELLISSIME, ARTE, CULTURA E CIBI MERAVIGLIOSI 

Poi questo popolo aveva preso a ricostruire piccoli paesi e poi rifondato antiche città uniche al mondo che presto erano addirittura divenute patrimonio dell’Umanità.

Queste incantavano l’anima e lo sguardo e si chiamavano Roma, Venezia, Firenze, Bologna, Milano, Torino, Napoli, Palermo e molte altre persino i paesini più piccoli avevano una loro magia e andavano dalle Alpi del Nord ai caldi mari del Sud e delle Isole.

Come se non bastasse questo Paese era stato toccato ancora di più dalla fortuna e gli era stata donata: una popolazione capace di trasformare quelle risorse in cibi meravigliosi, quei prodotti della terra in veri tesori.

Di creare opere d’arte, manufatti, filati che divenivano vestiti e capi da vendere in tutto il mondo, pezzi di design e tecnologia, auto popolari e di lusso, ma anche scienziati, insegnanti, architetti, scrittori, medici e studiosi.

Affacciato sul mare c’era questo Paese piccolo, ma unico al mondo ed era un vero tesoro. 

ITALIA: TUTTI INVIDIAVANO QUEL PAESE CHE INIZIO’ A DEGRADARE  

Certo molti vicini confinanti invidiavano quel Paese bello, ricco, a suo modo, attivo e creativo ma così diverso.

Lì, all’estero, avevano fondato Governi e monarchie meglio organizzate e convinte del loro essere vere Nazioni tanto da sentirsi superiori e quasi in dovere di prenderselo.

Tanto quelli sapevano cucinare, dipingere, costruire chiese e palazzi ma quanto a governare e comandare sembravano negati.

Eppure quella gente, gli Italiani erano particolari.

In passato li avevano anche invasi, cercando di occuparne il loro territorio, ma quel Paese e quegli abitanti che accoglievano tutti, non erano mai divenuti roba d’altri, convinti di essere una cosa a parte e di voler soprattutto una cosa: che li si lasciasse in pace.

Poi anni di guerre e invasioni che avevano stravolto prima l’Europa, poi quel piccolo Paese di creativi e buongustai, e con il tempo anche lì, gli abitanti avevano iniziato a voler divenire un’altra cosa.

Una grande Nazione, un Paese come gli altri, pieni di fabbriche a carbone, di acciaierie, armi, forti, cannoni, prepotenti come gli altri mossi dal petrolio, dall’energia e dai soldi.

Quel Paese semplice, piano piano era sparito soffocato dall’inquinamento, dal cemento, la creatività era finita al servizio dell’avidità, l’economia sana schiava della finanza, straniera e non, che non creava cose ma le vendeva senza averle nemmeno viste ma solo pesate.

Le città un tempo bellissime erano degradate, la gente divenuta infelice, tutto sembrava impoverito e più brutto e la vita era peggiorata con la gente che si ammalava di mali nuovi portati dal progresso.  

IL PAESE INIZIO’ A CHIEDERSI COME CAMBIARE 

Il Paese, ormai Nazione, iniziò ad interrogarsi su come tornare alla passata grandezza ma, scosso dalle liti interne, nessuno riusciva a trovare una soluzione.

Manifestazioni, scontri, proteste, tutti dicevano solo no, nessuno voleva costruire ma solo distruggere. Tutto sembrava perduto.

Poi un giorno qualcuno, ancora si cerca di capire bene chi, se un uomo o una donna, un vecchio saggio o un bambino, disse la parola magica: torniamo al passato con quello che abbiamo imparato.

Creiamo un Paese bello come quello antico, ma che sappia mostrare ancora la sua grandezza e i suoi valori nel futuro.

Non si sa come, ma da un bel mattino tutto iniziò a cambiare…dal modo di vivere tutti i giorni a quello di pensare, dal modo di lavorare a quello di parlare e vivere con i propri vicini e parenti.

C’era persino posto per chi voleva venirci, bastava essere brave persone e condividere quel grande progetto sociale.

Tutti si volevano bene e facevano bene le cose. Insieme. E tutto come per magia cambiò.

Il Paese fu ripulito, la cappa pesante che lo soffocava scomparve con la violenza e l’aggressività, i faziosi, i malfattori, i gaglioffi e i disonesti, isolati dovettero andarsene e i violenti facinorosi con loro.  

IL PAESE TONIFICATO TORNO’ AD ESSERE GRANDE 

Come curato e tonificato e la sua bellezza divenne ancora più grande. Il livello di vita divenne tra i migliori al mondo, la gente non si ammalava più e viveva benissimo e tutti dall’estero venivano a vedere quello che sembrava il miracolo di un grande Paese ritrovato.

Tutti volevano viverci se non per sempre almeno per un po’ e condividere quella meraviglia. Sembrava un sogno che si avverava.

Quel Paese tornato all’antico con occhi nuovi si chiamava Italia e divenne il più bel paese del mondo.  

Claudio Razeto

Tempo di lettura: 1’45”

 

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