Chi lo avverte Babbo Natale?

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di Gaetano Buompane

Non vorrei essere il solito allarmista, ma credo che qualcuno dovrebbe prendere coraggio e domandare a Babbo Natale se ha fatto la terza dose. Ormai il suo arrivo è alle porte e non è che poi ci possiamo sentire in colpa se succede qualcosa e passare le prime settimane del 2022 con l’angoscia se quella tossettina è un raffreddorino preso andando in giro per il mondo con la slitta e le renne o se è proprio Covid.

Insomma, mi sembra che abbiamo già un sacco di grattacapi a cui far fronte, dover anche spiegare ai nostri figli che per questo Natale tutto ok ma per il prossimo chi lo sa, mi sembra un po’ troppo. Io, sinceramente, non saprei nemmeno come approcciarlo questo discorso. Sono molto più preparato a spiegare come nascono i bambini che a comunicare loro l’eventuale notizia di doverci preparare al peggio perché Babbo Natale è entrato in terapia intensiva.

In fondo è un uomo di una certa età, da parte nostra lo reputo soprattutto un atto di rispetto. Vai che per qualche motivo si sia dimenticato di vaccinarsi, impegni vari e super lavoro. C’è da capirlo pover’uomo.

Poi, diciamoci la verità, a Mamma Natale io davvero non ci ho mai creduto, quindi sono sicuro che non abbia al suo fianco una moglie dedicata che gli ricordi le cose da fare, le medicine per la pressione da prendere, gli appuntamenti a cui non mancare. Sì, ci sono gli elfi che gli danno una mano, ma parliamoci seriamente, come facciamo a fidarci di loro? Sono elfi.

Per come stanno andando le cose non sarà un Natale privo di inquietudini: il rischio per una nuova ondata, la possibilità di dover tornare a colorare le nostre regioni e la paura degli ospedali nuovamente al collasso non sono situazioni del tutto campate in aria.

Insomma, abbiamo rimandato le Olimpiadi possibile che non possiamo rimandare l’arrivo di Babbo Natale? Basta assicurargli che per quest’anno ci penseremo noi ai regali per i bambini, di non preoccuparsi e che è meglio per tutti che lui se ne stia a casa ad aspettare tempi migliori.

Lo sappiamo quanto ci tenga alla consegna dei regali e del grande lavoro organizzativo che si sobbarca ogni anno, ma di fronte ad una tale emergenza non possiamo fregarcene della sua salute, glielo dobbiamo.

Qualcuno deve pur parlarci, allertarlo, convincerlo. Non so chi sia il contatto giusto, se il Presidente USA Joe Biden o Putin che abita un po’ più vicino.

Il problema, come sempre, sono i grandi interessi commerciali che ruotano intorno alle feste natalizie. Ci sono in gioco troppi soldi per fermare tutto adesso e gettare la gente nello sconforto paventando un forfait di Babbo Natale. La mia paura è che queste grandi nazioni non abbiano nessuna intenzione di esortarlo a rimandare almeno di un anno.

Tanto è che negli innumerevoli summit, G20, incontri on-line tra i capi di Stato di tutto il mondo non si è mai affrontato questo problema. È trapelata però la notizia che se dovesse accadere il peggio è già pronta una soluzione, una via d’uscita atta a preservare gli interessi economici mondiali. Una specie di piano d’emergenza top secret. E quale sia questa soluzione, questa via d’uscita, non oso nemmeno pensarci.

Della fragilità di Babbo Natale, di ciò che rappresenta, a nessuno frega niente. Figuriamoci l’idea di difendere i veri valori della festività natalizia e di preservare i sogni dei bambini.

C’è addirittura chi sostiene che non sia vero che abbia più di 200 anni, ma che i “poteri forti” lo sostituiscano periodicamente e che ci sia una sorta di santuario segreto dove riposano i vari Babbi Natali deceduti. Una teoria più triste e ignobile non si era mai sentita.

Ho deciso così di scrivergli una letterina, con una grafia incerta, firmandola a nome di mia figlia. Magari gli arriva e possa aiutarlo a riflettere.

Caro Babbo Natale, siamo tutti preoccupati per te e per la tua salute. Perché quest’anno non te ne stai a casa al sicuro e al calduccio? Tanto più che qui da noi il Covid non se n’è ancora andato e si pela dal freddo. A proposito, hai fatto la terza dose? Lo so che i tuoi regali aiutano a rasserenare ogni anno le nostre vite così complicate e a portare un po’ di calore umano che troppo spesso, durante l’anno, dimentichiamo di dare. Ma lascia che quest’anno ci arrangiamo da soli, e non importa se qualcuno riceverà un regalo riciclato. Più che festeggiare dobbiamo ancora capire quali siano le cose veramente importanti della vita.

Tanti auguri, ti vogliamo bene.

P.s. Se esiste Mamma Natale salutala da parte nostra.

Il Sofà è una rubrica settimanale.
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Foto da Pixabay

 

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