Contraccezione maschile. In arrivo il “pillolo”

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di Alberto Aiuto

In attesa che Madre Natura risolva il problema della sovrappopolazione del pianeta (vedi l’articolo sul tema pubblicato recentemente), gli scienziati stanno lavorando ad ampliare il numero dei contraccettivi.

Fino a oggi, sono state soprattutto le donne a farsi carico della contraccezione: esiste la pillola anticoncezionale, l’anello, il cerotto, il diaframma, la spirale, la pillola del giorno dopo ed altro.

E per gli uomini?

Le alternative a disposizione sono poche, antiche o “radicali”.

In Italia i maschietti usano il preservativo, che esiste da circa 2000 anni e protegge soprattutto dalla malattie sessualmente trasmesse, ma fallisce nel 13-18% dei casi (soprattutto perché viene usato in modo scorretto o perché si lacera); molti si affidano al coito interrotto, un metodo che fallisce nel 18-22% dei casi.

C’è infine la vasectomia, un intervento invasivo ancora poco praticato in Italia, sicuro ma non reversibile. Nel prossimo futuro sarà disponibile (forse) un vero contraccettivo maschile.

Bloccare temporaneamente la fertilità maschile non è facile. Pensiamo ai meccanismi riproduttivi: una donna sana in età fertile produce un ovulo al mese, mentre un uomo fertile può produrre circa mille spermatozoi al secondo.

Per renderlo temporaneamente sterile, bisogna abbassare questo numero al di sotto di una certa soglia, ma mentre è abbastanza facile inibire l’ovulazione, facendo credere alle ovaie di essere in gravidanza, per l’uomo non esiste uno stato fisiologico facile da imitare nel quale i testicoli smettono di produrre spermatozoi. Inoltre, se si usassero degli ormoni in grado di inibire la produzione di spermatozoi, causeremmo anche il conseguente calo della libido e disfunzioni erettili.

La sfida è dunque questa: ridurre gli spermatozoi in circolo mantenendo il testosterone a livelli accettabili. Inoltre, quasi tutti i farmaci sono considerati efficaci e affidabili se funzionano nell’80-90% dei casi; per un contraccettivo non ci si può accontentare della “maggior parte dei casi”: deve funzionare sempre, o quasi.

Contraccezione maschile e serendipidità. Come è nato il contraccettivo maschile.

La ricerca di un contraccettivo efficace per uomini sta andando avanti da decenni, ma finora non era stato possibile ottenere sostanze efficaci, facili da assumere e prive di effetti collaterali.

Serviva affrontare il tema da un punto di vista nuovo. L’idea venne quando alcuni sperimentatori si accorsero, studiando altre patologie che topi privati di un determinato enzima (l’adenilato ciclasi solubile) erano sterili.

Questa sostanza è essenziale per attivare la capacità degli spermatozoi di maturare e muoversi.

Da qui a trovare una sostanza in grado di inibirla, il passo fu relativamente breve. Uno studio pre-clinico, pubblicato sulla rivista Nature Communications, ha dimostrato che una singola dose di questo farmaco, chiamato TDI-1186, rende gli spermatozoi incapaci di raggiungere l’ovocita e fecondarlo, entro 30-60 minuti dalla somministrazione e mantiene il suo effetto per almeno 2,5 ore.

Dopo 24 ore, i topi tornano alla loro piena fertilità e nessuna delle “partner” rimane incinta.

Contraccezione maschile. Forse è nato il contraccettivo perfetto.

Potrebbe dunque rappresentare una svolta nella lunga strada verso il contraccettivo maschile, ma prima di avere una conferma sull’efficacia è necessario aspettare i risultati delle sperimentazioni sugli esseri umani.

E sappiamo come possa essere difficile prevedere se un composto che sembra buono negli studi sugli animali funzionerà anche per l’uomo.

Il farmaco, se manterrà le promesse potrebbe essere utilizzato in modo piuttosto flessibile, a seconda delle esigenze.

Anche solo al bisogno in previsione di una notte particolarmente “frizzante”.

Insomma, se gli studi clinici avranno successo la lunga caccia ad un contraccettivo maschile semplice e non invasivo ha probabilmente trovato ciò che cercava.

Sta per arrivare il momento in cui andremo in farmacia e chiederemo insieme sia la pillola blu che il “pillolo”. Si accettano suggerimenti sul suo colore.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 2’30’