E il complotto fu ….. anzi, è.

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Fino a tutto il Medio Evo esistevano le congiure.

Poi arrivò il complotto, quando, nel 1614 si diffuse in tutta Europa l’idea di una cospirazione dei Gesuiti per impadronirsi del potere nella Chiesa e nella società.

La convinzione di un complotto generale contro i poteri costituiti galoppò velocemente e dopo circa 70 anni fu riferita anche alla massoneria, quando l’abate Augustine Barruel (1797) imputò la causa della rivoluzione francese a “un’occulta e diabolica cospirazione massonico-ebraica contro la fede e il potere politico”.

Innanzitutto definiamo le differenze tra congiura e complotto, spesso utilizzati come sinonimi.

La differenza è che le congiure esistono e sono reali:

Ricordiamo la congiura di Catilina contro Cesare;

Di Agrippina contro Caligola;

Quelle contro Hitler o Gandhi; o, più semplicemente, contro William Bligh, comandante del Bounty.

I complotti invece sono delle fantasie letterarie, delle costruzioni fantastiche che non rispondono a nulla di reale.

Alcuni esempi sono il complotto “demo-pluto-giudaico-massonico” di mussoliniana memoria;

le scie chimiche (rilasciate per produrre cambiamenti climatici),

l’HIV (per eliminare gli omosessuali);

la tecnologia 5G (per poter controllare le masse);

il Covid-19 (prodotto in laboratorio per diminuire la popolazione mondiale).

All’affermarsi della visione complottista della storia e della politica, hanno contribuito film come Matrix, in cui il protagonista vede la vera realtà e non quella che percepiamo;

la serie di James Bond, il famoso agente 007, in continua lotta contro la SPECTRE, un’associazione segreta che vuole dominare il mondo; come il libro “Angeli e demoni” di Dan Brown, che ipotizzava l’esistenza di un gruppo di Illuminati (composto da fisici, matematici e astronomi) dedito a confutare gli “insegnamenti errati” della Santa Sede e si dedicavano in campo scientifico alla ricerca della verità.

Il Grande Reset: realtà o fantasia?

Il passaggio dagli Illuminati al gruppo Bilderberg e al “Grande Reset”, un’espressione coniata dal Principe Carlo nel maggio 2020 per sintetizzare le riflessioni del World Economic Forum sulle pericolose contraddizioni nel funzionamento del mondo e su nuove politiche globali, è breve.

Di fatto, molte persone oggi credono che esista una élite che controlla il mondo intero.

Un recente sondaggio rileva che il 35% degli italiani è sicuro che i politici spesso non ci dicano le vere motivazioni dietro alle loro decisioni e il 23% che al mondo accadono molte cose importanti di cui non siamo informati.

Il 22% è abbastanza sicuro che ci siano organizzazioni segrete che esercitano un’importante influenza sulle decisioni politiche, il 14% ne è assolutamente certo.

Insomma un quarto degli italiani crede a qualcosa che un tempo avremmo classificato come “dietrologia”, derivante dall’antico “cui prodest?”, ovvero a chi giova un determinato fatto, sottintendendo che tale avvenimento sia stato provocato ad arte da coloro a cui ha portato benefici di qualsiasi genere (non solo economici).

Paradossalmente anche divulgando con Internet le teorie complottiste, si possono cambiare le opinioni pubbliche del mondo reale e il fondamento delle discussioni sociali, e dunque stabilire un nuovo ordine mondiale.

La realtà è che, anche se siamo mossi dalle migliori intenzioni, la maggior parte di noi non è più capace di comprendere i principali problemi etici del mondo:

Non abbiamo gli strumenti conoscitivi per capire le relazioni esistenti tra i vari popoli presenti sul pianeta Terra.

Abbiamo problemi globali senza essere una comunità globale.

Tendiamo quindi a riporre la nostra fiducia in qualche teoria: i dogmi (religiosi e ideologici) esercitano ancora un certo fascino!

A mio parere l’adesione a queste teorie fa emergere la voglia o necessità di essere considerati come individui unici per caratteristiche, capacità, identità, potenzialità, fragilità:

in fondo in ospedale ci dà fastidio essere chiamati con un numero piuttosto che signor Rossi.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 2’00

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