GIOCO D’AZZARDO: POSSIBILI RIMEDI

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Secondo un recente sondaggio condotto su un campione di 850 persone di età compresa tra i 25 e i 65 anni, il fenomeno della gioco d’azzardo ha raggiunto dimensioni preoccupanti:

Il 20% tende a puntare poste molto alte, il 30% gioca con frequenza morbosa, il restante 50% si astiene.

Tendenzialmente, in metà degli italiani si é insinuato il demone del gioco, per un volume di affari annuo che ha superato i 100 miliardi di euro.

Nella storia umana la componente ludica ha da sempre rivestito una significativa importanza:

Durante l’infanzia il gioco costituisce una esperienza formativa con cui il bambino apprende gradualmente le proprie potenzialitá.

Una volta adulti il gioco diviene una forma di evasione dallo stress e dagli impegni quotidiani; trascorrere parte del proprio tempo libero dedicandosi ad alcune tipologie di gioco non é necessariamente un male.

Cosa induce a trasformare un’attivitá che fa parte della natura umana in una malattia?
  • il modus operandi di alcuni giochi, quali gratta e vinci, slot machine, o scomesse su eventi sportivi, che richiedono modeste puntate di denaro: inizialmente non si ha la percezione dello sperpero di ingenti quantitá di quattrini nell’arco di un mese o di un anno.
  • Il progressivo degrado delle condizioni economiche in Italia: la difficoltá di trovare un impiego con una retribuzione dignitosa induce le persone meno provvedute, specie nelle fasce sociali piú basse a tentare la “scorciatoia”, il colpo di fortuna che le rimetta in carreggiata; una illusione che – anche nei rari casi in cui si é realizzata – ha portato piú sventure che giovamento a persone non abituate a gestire il grande flusso di denaro improvvisamente acquisito.
Come uscire da questa spirale?

Secondo una recente teoria psicoanalitica di Rosenthal una delle cause piú frequenti del gioco d’azzardo patologico si riconduce ad un disturbo nascisistico della personalitá.

Alla base di un programma di recupero é dunque la necessitá di riconoscere le cause del problema e offrire supporto per accrescere l’autostima, controllando nel contempo la depressione, lo stress, ed eventualmente la dipendenza da alcol e da droghe.

Alcune cliniche specializzate hanno sviluppato una serie di terapie personalizzate caso per caso:

  • Cognitivo-Comportamentale,
  • Sviluppo Motivazionale,
  • Interpersonale

Si affrontano fattori biologici, psicologici e sociali nel paziente affetto da dipendenza.

Chi scrive ricorda i propri genitori giocare durante le vacanze ai Casino di Montecarlo, Saint-Vincent, Kitzbühel:

Portavano con sé solo il denaro – in contanti – che erano disposti a perdere.

ritornati in albergo a volte regalavano a noi figli qualche banconota di piccolo taglio, frutto di vincite che negli anni ci hanno confessato essere non sempre vere.

Possibile che, nei casi meno problematici, una dose di buon senso e di responsabilitá verso i nostri cari possa essere la migliore terapia?

ALEX F ROMEO

Tempo di lettura: 2’00’’

Per approfondire:

https://www.milano-psicologa.it/gioco-azzardo-patologico-come-uscirne/

http://www.ospedalebambinogesu.it/en/gioco-d-azzardo-una-guida-contro-la-dipendenza#.W2mL7tJKjMU

https://www.corriere.it/salute/neuroscienze/15_marzo_06/tutte-armi-curare-malati-gioco-d-azzardo-42cadfa4-c405-11e4-8449-728dbb91cb1a.shtml

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