Il Foul Egiziano lo stufato dei Faraoni.

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di Manolo Rufini

Ricche di proteine e poco costose, le fave sono l’ingrediente essenziale per preparare il “foul Egiziano” (letteralmente “fava”), piatto nazionale in Egitto.

Si tratta di uno stufato fumante molto amato dai Faraoni.

Si dice che Ramses III abbia offerto a Hâpy, dio del Nilo e protettore dei raccolti, 11.998 vasi di fave sgusciate.

Il Foul Egiziano piatto tipico

Con un condimento tanto semplice quanto gustoso il Foul Egiziano diventa una piccola prelibatezza che si può mangiare per strada, a qualsiasi ora del giorno, utilizzando come un cucchiaio il “baladi”, il pane tondo e cavo tipico del paese. Oppure usare questo stufato come condimento per guarnire uno “shami” (una focaccia).

Il nome più antico e completo per indicare il Foul Egiziano è “Foul Medamès” che significa “fagioli interrati”, in riferimento alla cottura originaria in un vaso di terracotta posto sulla cenere.

Spesso era l’unico pasto della giornata che gli antichi Egiziani potevano permettersi.

Mangiare il Foul Egiziano visitando El Cairo

Oggi nel dedalo di vicoli del Cairo possiamo trovare molti venditori ambulanti, che sistemano sui marciapiedi i loro colorati carretti con un paffuto calderone in alluminio dove vengono cotte le fave per preparare il Foul Egiziano.

Un’abbondante porzione di stufato può costare solo alcuni centesimi di euro.

Ma il Foul Egiziano, vera icona dello street food orientale, si può mangiare anche seduti. Nelle taverne delle megalopoli, viene servito in piatti di peltro, su tavoli di plastica appena protetti da vecchi giornali che fungono da tovaglie con un accompagnamento di sottaceti, peperoni e melanzane fritte.

Ricetta tradizionale del Foul Egiziano

Per preparare il Foul Egiziano mettere le fave in acqua e lasciarle ammollare per 24 ore.

All’indomani privarle della buccia e cuocerle in acqua leggermente salata con le lenticchie e la polpa di un pomodoro a pezzetti.

Appena cotte, scolarle e versarle in una pirofila imburrata; allargarle con cura in uno strato compatto e coprirle con il peperone, mondato e tagliato a fettine sottili, la cipolla affettata, il prezzemolo tritato e il resto dei pomodori passati. Spolverare di sale e di pepe, qualche fiocco di burro e mettere la pirofila in forno preriscaldato a 160° per una ventina di minuti. Appena pronto servire il timballo in tavola, accompagnandolo con tahin.

Manolo Rufini

Tempo di Lettura: 2’00”

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