La sedia, simbolo della decadenza fisica

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di Gaetano Buompane

Sono anni che mi porto dietro un fastidio al ginocchio sinistro che si trasforma in un dolorino noioso anche dopo una semplice camminata.

Se faccio uno sforzo di troppo si gonfia e fa male, è impossibile piegare la gamba e l’unica soluzione è il riposo e la borsa del ghiaccio.

Certo, lo so, dovrei consultare uno specialista, fare degli esami, affrontare il problema per risolverlo, ma finché non diventa una cosa seria finiamo sempre per abituarci ai nostri acciacchi, non è vero?

Diventano parte di noi e iniziano a condizionare le nostre vite.

Niente che non possa essere risolto con un antidolorifico.

A fregarci è la nostra maledetta vita sedentaria, la nemica numero uno di medici, nutrizionisti e cultori del fitness.

Ormai lo sappiamo tutti quanto sia importante fare un po’ di attività fisica ogni giorno, eppure continuiamo a fregarcene in totale disinteresse per la nostra salute.

Un atteggiamento di inspiegabile autolesionismo che in molti sono convinti si annidi nella cultura occidentale moderna e industrializzata.

Insomma, quando si entra nel mondo del lavoro, si ricevono come contropartita un bel mal di schiena e il via libera a mettere su la panza.

Poi, un po’ per caso, nei meandri di internet, ho trovato un barlume di rivoluzione a cui ho creduto di potermi aggrappare.

Ho scoperto che il simbolo della nostra decadenza fisica è la sedia.

A livello evolutivo, l’introduzione di questo oggetto nella vita quotidiana è avvenuto troppo recentemente perché l’essere umano ci si possa essere adattato completamente.

Ossia, lo stare seduti al tavolo non è per niente una posizione naturale, ma adattata alle nostre sciagurate abitudini.

Ricerche e studi stanno dimostrando sempre di più che stare troppo a lungo seduti danneggi non solo la salute, ma anche la produttività.

Ci sono gruppi di integralisti del benessere che inneggiano all’abolizione delle sedie fomentando un ritorno dell’uomo ad abitudini primordiali, in più ampia armonia con l’energia della terra.

In corsi anche on line, i promotori della gioia che deriva dal movimento spingono i partecipanti a riappropriarsi di posture archetipiche, che si integrano perfettamente con la conformazione del nostro corpo.

La posizione dello squat completo, ossia lo stare accovacciati, con le ginocchia flesse, i talloni a terra e le cosce che poggiano sui polpacci, apporta benefici sulla mobilità delle caviglie, allevia i dolori alla schiena e corregge la postura.

È la posizione che adottano naturalmente i bambini quando giocano o devono prendere qualcosa da terra.

Durante lo squat si possono fare innumerevoli cose, certamente tutte quelle che siamo abituati a fare quotidianamente, come lavorare al computer, mangiare, guardare la televisione, giocare coi propri figli.

Euforico, stavo già buttando via tutte le sedie di casa in un gesto simbolico di rinnovamento quando ho pensato di provare lo squat.

Col dolore lancinante al ginocchio è arrivata anche la rinuncia ad una utopica rivoluzione.

La verità è che sono un prodotto della cultura occidentale moderna e il mio posto è seduto su una sedia.

 

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Foto da pixabay

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