L’intelligenza che arriva dalle emozioni: Come ascoltarla?

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“C’è più ragione nel corpo che nella tua migliore sapienza” (F. Nietzsche)

Cosa significa questa frase? Dobbiamo seguire l’istinto sempre e comunque?

Secondo me no.

Il significato che voglio leggere in questa frase è: l’intelligenza non è solo quella del ragionamento logico, del calcolo e della valutazione razionale.

Esiste anche un’altra intelligenza, più antica e più “corporea” che cerca sempre di darci segnali e di far sentire la sua voce ma che spesso non ascoltiamo o non sappiamo decifrare semplicemente perché non ci soffermiamo a farlo o non le riconosciamo lo status di “intelligenza di Serie A”. E’ l’intelligenza delle emozioni.

Cosa c’entrano le emozioni con il corpo?

Le emozioni sono legate inscindibilmente al corpo: sono uno dei modi con cui il corpo comunica con se stesso.

Neuro fisiologicamente, sono neurotrasmettitori che si propagano per tutto il corpo in un tempo rapidissimo permettendo ai nostri muscoli e alle nostre articolazioni di reagire ad eventi che accadono realmente o semplicemente pensati (il nostro cervello a livello di reazioni neurologiche non distingue eventi reali o solo immaginati).

Questa “comunicazione interna” ha permesso agli uomini di sopravvivere ai pericoli e di evolversi nonostante gli eventi naturali ostili.

La saggezza e la potenza delle emozioni

Le emozioni quindi ci hanno guidato attraverso i pericoli e attraverso la vita molto prima del nostro evoluto ragionamento e della nostra avanzata razionalità.

Ci mandano messaggi in continuazione, velocissimi, saggi e antichi come il genere umano; molto spesso però non li cogliamo o li consideriamo interferenze al nostro calcolo e alle nostre valutazioni di pro e contro.

Oppure, al contrario, ne veniamo travolti subendoli.

Pensiamo a quante volte per colpa della paura non abbiamo fatto la scelta migliore oppure a quante volte l’eccessivo entusiasmo ci ha accecato di fronte ad evidenti tranelli o scelte palesemente sbagliate.

I messaggi delle emozioni

Ci siamo mai chiesti, di fronte ad una scelta importante o una decisione cruciale, che cosa è quella sensazione che sentiamo, ad esempio, nella pancia?

E quando gli abbiamo dato un nome (paura, timore, terrore, gioia, felicità, entusiasmo, nostalgia, tristezza, disgusto, rabbia, noia, irritazione, fastidio….) ci siamo chiesti che tipo di messaggio vuole inviarmi?

La paura, ad esempio,  potrebbe “dirci” che c’è in ballo qualcosa di importante per noi, qualcosa a cui teniamo e per cui vale la pena rischiare, oppure che in passato situazioni simili hanno portato a risultati negativi ma che questo non necessariamente deve ripetersi in modo automatico.

La rabbia può attivarci di fronte ad un ostacolo fra noi e il nostro obiettivo, la tristezza può dirci che è il momento di prenderci una pausa. E così via: ognuno trovi il suo messaggio.

Le emozioni dicono tanto di noi, ma a volte abbiamo (per l’appunto) paura di ascoltarle. Proviamoci.

Nicola Fratiglioni

Tempo di lettura: 1’ 30”

www.nicolafratiglioni.com

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