Miglioramento e Cambiamento: Qual è la differenza?

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di Roberto Bitelli

Miglioramento e Cambiamento:

Vorrei una vita più felice….

Desidero una relazione più serena e appagante …..

Ambisco ad avere un lavoro più stimolante ….

Una situazione finanziaria più florida..

Molti di noi si lamentano, anche con enfasi delle situazioni che vivono.

Mostrano sofferenza, inquietudine, rifiuto a volte persino rabbia.

Ma spesso al loro disagio non corrisponde un desiderio altrettanto lucido di cosa esattamente vogliano ottenere.

Nella mia esperienza di Coach mi sono spesso trovato di fronte a persone che vivono queste situazioni.

In questi casi è possibile lavorare in due direzioni:

Miglioramento e Cambiamento

Lavorare sul miglioramento vuol dire partire dalla situazione di partenza, ad esempio il lavoro attuale che non ci soddisfa, e focalizzarci su come sia possibile migliorarlo.

Andando a fondo sui singoli aspetti e capire cosa e in che modo si possa migliorare.

Cosa non ci soddisfa?
  • Le attività svolte?
  • I rapporti con il capo?
  • Le relazioni con i colleghi?
  • La sede di lavoro?
  • Il tempo necessario per arrivarci?

Miglioramento e Cambiamento:

Dopo aver risposto a queste domande sarà possibile definire gli obiettivi, anche piccoli e progressivi.

Per raggiungere questi obiettivi si dovranno utilizzare le proprie potenzialità e monitorare i progressi ottenuti senza mai contravvenire ai propri valori.

Ottenuti i primi risultati il futuro apparirà meno minaccioso, le paure lasceranno spazio ai desideri che ci spingeranno a prendere decisioni e ad agire.

Parallelamente si può intraprendere la fase del cambiamento che a mio avviso è il vero valore aggiunto che si ottiene attraverso un percorso di coaching.

Il cambiamento riguarda la prospettiva con cui si guarda la vita.

La capacità di focalizzarci su ciò che abbiamo piuttosto che su ciò che ci manca o che ci è stato tolto.

Concentrarci su ciò che possiamo controllare piuttosto che su ciò che non dipende da noi.

Prendere l’abitudine di non criticare e non giudicare.

Evitare di dare consigli non richiesti, soprattutto se non si hanno le competenze, la credibilità e l’autorevolezza per poterli dare.

Spesso chi si lamenta con noi, non vuole consigli ma solo essere ascoltato.

Imparare a focalizzare la mente su ciò che ci fa bene e genera in noi energia positiva contagiosa.

Il processo può essere lungo ma poi gli altri ci vedranno sotto una diversa luce.

Si innescherà un circuito virtuoso e tutto sarà infinitamente più bello, più facile, più stimolante.

Roberto Bitelli

Tempo di lettura 1’00

Foto tratta da: https://www.claudiobelotti.it/a-mente-lucida/

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