Perché sentiamo dolore dopo l’allenamento?

53041

Scarica il podcast dell’articolo

Molti pensano che il dolore dopo l’allenamento sia dovuto all’acido lattico accumulato. Ma è davvero così?

A tutti è capitato di provare indolenzimento muscolare dopo una corsa o un allenamento in palestra. Può succedere a persone che ricominciano l’attività fisica dopo un lungo periodo di riposo. Oppure, per chi si allena regolarmente, può accadere in seguito all’esecuzione di esercizi particolarmente intensi. È una convinzione diffusa quella di attribuire all’acido lattico la responsabilità del dolore dopo l’allenamento. Scopriamo perché si tratta di una falsa credenza e qual è la vera causa.

Cos’è l’acido lattico?

Si tratta di una molecola presente nel nostro organismo che, in condizioni particolari di carenza di ossigeno, viene prodotta dalle cellule per avere energia disponibile a livello muscolare necessaria a sostenere l’attività fisica.

In condizioni normali, il metabolismo cellulare utilizza glucosio e ossigeno per la produzione di energia al fine di soddisfare il fabbisogno energetico del nostro organismo. Durante uno sforzo muscolare intenso, la produzione di acido lattico aumenta, a causa dello sbilanciamento tra le necessità energetiche dei muscoli e l’apporto di ossigeno attraverso la circolazione del sangue.

L’acido lattico si accumula ed è quindi “responsabile” dell’affaticamento della muscolatura. Ma è poi smaltito velocemente.

L’acido lattico viene smaltito molto velocemente, in pochi minuti o al massimo in poche ore, a seconda dell’efficienza dei sistemi di smaltimento individuali. Ma, in ogni caso, se si sentono dolori muscolari nei giorni successivi all’esercizio, la causa non è certamente l’acido lattico, che sarà smaltito molto prima. Non è quindi il responsabile del dolore dopo l’allenamento.

Da cosa dipende allora il dolore dopo l’allenamento?

Questa conseguenza dell’attività fisica deriva da quello che è chiamato DOMS, acronimo di “Delayed Onset Muscle Soreness” ovvero “indolenzimenti muscolari a insorgenza ritardata”.  Si tratta di microlesioni delle fibre muscolari.

Le fibre muscolari possono andare incontro a microlesioni per diversi motivi:

  • movimenti bruschi;
  • insufficiente riscaldamento prima dell’inizio dell’allenamento;
  • insufficiente defaticamento alla fine dell’allenamento;
  • esecuzione a freddo di esercizi intensi, cioè un passaggio dall’inattività all’attività fisica intensa rapido e senza tappe intermedie.

Cosa fare per evitare le microlesioni muscolari?

È necessario:

  • eseguire un buon riscaldamento per preparare i muscoli all’attività fisica;
  • aumentare il carico di lavoro gradualmente, considerando che più si lavora più aumentano le probabilità di crearsi microlesioni;
  • calcolare adeguatamente il periodo di recupero tra una sessione e l’altra;
  • effettuare sempre un defaticamento aerobico.

Occorre sottolineare che la fase iniziale di riscaldamento è particolarmente importante per chi viene da un periodo di inattività, perché permette di evitare conseguenze muscolari più spiacevoli rispetto alle microlesioni post-attività fisica.

Fonte: Humanitas Salute

Redazione Men’s life

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.