Per moltissimo tempo si è considerato socialmente accettabile un solo comportamento sessuale, definito chiaramente da alcune regole.

Tutto quello che non coincideva con questo modello era quindi definito come comportamento sessuale perverso, “deviato”, “innaturale”,”.

Per molti anni il termine perversione ha infatti incluso al suo interno realtà molto diverse, da quelle tutt’ora considerate patologiche ad altre che invece, oggi, sono considerate normalissime.

Grazie alla rivoluzione sessuale e alla progressiva laicizzazione della cultura, la sessualità è sempre meno legata a canoni rigidi.

Questo, se da una parte ha aperto la strada ad una sessualità più soddisfacente ed in linea con i desideri e le inclinazioni delle diverse persone, dall’altro pone il dubbio su quali siano oggi i confini della sessualità “sana”.

In ambito clinico non si parla più di “comportamento sessuale perverso” ma di “parafilie” tuttavia il termine perversione resta il più conosciuto e carico di significato.

Cos’è curiosità, particolarità, trasgressione… e cosa distingue questo da una perversione?

Grazie al film “50 sfumature di…” molte persone hanno conosciuto il BDSM

Da pratica ritenuta “malata” oggi è considerata una “preferenza sessuale” se vogliamo atipica, ma come le ricerche scientifiche ci mostrano, in nessun modo legata alla patologia.

D’altra parte invece, alcune semplici “battute” a sfondo sessuale, possono darci la netta sensazione che sotto ci sia un atteggiamento poco limpido…torbido…

Eppure è solo una battuta.

Quindi fruste e lividi possono non essere un problema, e una semplice battuta si?

Proviamo a rispondere.

Il parametro per la società di oggi, non è più, legato ad una regola dogmatica e indiscutibile, ma dipende dal benessere delle persone coinvolte.

Se una data attività è realmente desiderata, se c’è consenso di tutti i partecipanti e non arreca danni alla salute o alle condizioni sociali dei soggetti coinvolti direttamente o indirettamente (denaro, lavoro, famiglia, amicizie etc.), non siamo di fronte ad un comportamento sessuale perverso, ma ad una sessualità sana.

Quando si parla di consenso, si intende prestato da soggetti in grado di esprimerlo liberamente, quindi mai di persone non in grado di farlo per limiti:

  • biologici (es. minore età o limitazioni cognitive)
  • psicologici (es. dipendenza relazionale o affettiva) o
  • sociali (es. debito, assoggettamento, subalternità).

Quando invece manca il pieno consenso, oppure l’attività espone a rischi, o procura danni alla vita propria o delle persone coinvolte, è opportuno riconsiderare le cose e, se necessario, rivolgersi ad un professionista per parlarne.

Per chi volesse approfondire il tema è disponibile on line la dichiarazione dei diritti sessuali e quella per la salute sessuale nel terzo millennio della WAS (World Association for Sexual Health) tradotte in italiano dalla FISS (Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica) e dall’ ISC (Istituto di Sessuologia Clinica) di Roma.

Marco Silvaggi

Tempo di lettura: 1’20”

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