ROSSO: l’Italia alla sfida del sangue e del plasma tra innovazione e cultura del dono

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In Italia, il sistema di raccolta di sangue e plasma sta affrontando una sfida senza precedenti.

L’invecchiamento della popolazione donatrice, la disinformazione tra i più giovani e l’assenza di strumenti digitali adeguati stanno rallentando il necessario ricambio generazionale.

Se non si interviene, entro 10 anni il Paese rischia di perdere l’autosufficienza ematica, con un impatto economico stimato oltre 1,5 miliardi di euro l’anno per il SSN tra importazioni, emergenze e prestazioni rinviate.

In questo contesto, cogliamo l’opportunità di presentare ROSSO agli amici di Men’s Life

Rosso, è la startup italiana che sta guidando la transizione digitale del sistema sangue attraverso la prima piattaforma integrata che connette cittadini, ospedali, associazioni e imprese, semplificando l’accesso alla donazione e digitalizzando l’intera filiera, dal primo contatto fino al follow-up post-donazione.

Una crisi annunciata: il rischio di rimanere senza donatori

Rosaso: DonarossoCome spiegano i founder Chiara Schettino (CEO, ex ricevente di sangue) e Filippo Toni (Direttore Generale), il rischio non è futuro: è già presente.
L’età media dei donatori è superiore ai 45 anni, e i nuovi donatori under 30 non sono sufficienti a garantire il ricambio.

Le cause principali?

  • Disinformazione,
  • Burocrazia e
  • scarsa sensibilizzazione tra le nuove generazioni.

Eppure, la posta in gioco è altissima: la disponibilità di sangue e plasma non serve solo per le trasfusioni d’urgenza, ma è fondamentale per la produzione di farmaci salvavita, come ad esempio i vaccini per l’epatite o i plasmaderivati usati in numerose patologie croniche e rare.
Nel 2024, l’Italia ha speso oltre 200 milioni di euro in importazioni di plasma, cifra destinata a crescere se il trend non si invertirà.

Rosso: Quando la tecnologia salva vite

Proprio per rispondere a questo scenario allarmante, Rosso ha creato la prima applicazione innovativa che promette di semplificare l’accesso alla donazione, rimuovendo gli ostacoli burocratici che spesso scoraggiano anche i più motivati.

Con pochi clic è possibile prenotare la propria donazione, effettuare le analisi, ricevere informazioni utili e – soprattutto – entrare a far parte di un’anagrafe nazionale dei donatori.

È la prima piattaforma digitale che collega i donatori – con particolare attenzione ai più giovani – ai oltre 4.500 centri di raccolta presenti in Italia, garantendo un processo completamente digitale e integrato: dal primo questionario di idoneità pre-donazione informatizzato, ai follow-up, fino alla gestione della domanda e dell’offerta di sangue e plasma.

Rosso ha inoltre creato la prima banca dati dei donatori di sangue: prima di questa iniziativa, non esisteva alcun database nazionale o regionale né dei donatori né dei centri di raccolta.
Nel prossimo futuro, in caso di emergenza, questa banca dati potrà essere utilizzata per rintracciare rapidamente donatori compatibili e ottimizzare l’utilizzo delle scorte presenti nei centri trasfusionali, riducendo gli sprechi e aumentando l’efficienza dell’intero sistema.

Tra le ultime iniziative: Giffoni e Rosso: un’alleanza per coinvolgere i giovani

La startup innovativa Rosso ha avuto l’opportunità di lanciare la sua prima campagna video durante il Giffoni Film Festival 2025 e in tutti i cinema Notorious d’Italia.
Durante l’edizione 2025, l’evento è stato presentato nella sezione Giffoni Impact!, dedicata ai giovani e ai progetti a forte impatto sociale.

Lì, i fondatori Chiara Schettino e Filippo Toni hanno illustrato le funzionalità dell’app e invitato i partecipanti a donare direttamente presso l’autoemoteca di una associazione partner (Avis Comunale Salerno) presente alla Cittadella del Cinema,  attivando una funzione personalizzata dell’app, pensata appositamente per i giovani donatori presenti.

Un gesto concreto che dimostra quanto la cultura del dono possa trovare spazio nei luoghi della cultura e dell’innovazione.

La situazione in Italia: tra risultati positivi e nodi irrisolti

I dati più recenti del Centro Nazionale Sangue fotografano una situazione in chiaroscuro.
Nel 2024, le donazioni di sangue sono state poco più di 3 milioni, in lieve crescita (+1,1%) rispetto al 2023.

Questo ha permesso al Paese di mantenere, per ora, l’autosufficienza nel sangue intero e di garantire terapie trasfusionali a oltre 640.000 pazienti.

Tuttavia, questo equilibrio è precario: l’età media dei donatori continua ad aumentare e il ricambio generazionale è in stallo.

Le nuove generazioni non donano a sufficienza, e il numero di nuovi donatori under 30 non è sufficiente a compensare chi esce dal sistema per limiti di età o motivi di salute.

Se questa tendenza non verrà invertita, entro i prossimi 8 anni il sistema rischia di non riuscire più a garantire il fabbisogno nazionale, con conseguenze gravi: carenze strutturali di sangue, tempi di attesa più lunghi per i pazienti, e costi sanitari in aumento per ospedali e cliniche.

Ancora più critica è la situazione del plasma: nonostante nel 2024 sia stata superata per la prima volta la soglia delle 900 tonnellate raccolte, l’Italia resta fortemente dipendente dalle importazioni, con una spesa di circa 200 milioni di euro l’anno.

Senza un intervento strutturale, questa cifra potrebbe arrivare a 1,5 miliardi di euro all’anno entro il 2035, incluso il costo di importazione del sangue intero e di tutte le conseguenze legate alla carenza di sangue (es. Degenze, donazioni mancate, sale operatorie ferme, ecc.).

Il nodo del plasma: età, regole e prospettive

A complicare la raccolta contribuiscono anche limitazioni anagrafiche: mentre il sangue intero può essere donato fino a 70 anni (se in buona salute), per il plasma il limite si ferma generalmente a 60 anni.

Una restrizione che riduce fortemente la platea di donatori e rafforza l’urgenza di coinvolgere la fascia 18–35 anni, oggi ancora scarsamente rappresentata.
Generazione Dono: il dialogo con le Istituzioni
Nell’ambito dei rapporti istituzionali di Rosso, è stato avviato alla Camera dei Deputati e al Senato il progetto “Generazione Dono”. Il primo, della serie di appuntamenti, è stato in occasione della Giornata Mondiale del Donatore, promosso dall’On. Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari Sociali.

Secondo Ciocchetti, la chiave per coinvolgere i giovani è utilizzare un linguaggio semplice, meno burocratico, e puntare sulla formazione scolastica.

Educazione civica e cultura del dono: un binomio possibile

Durante l’evento, anche la Sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione e del Merito, On. Paola Frassinetti, ha sottolineato il ruolo centrale dell’istruzione nella diffusione della cultura del dono:

 

 

“La donazione rientra pienamente nel concetto di benessere e prevenzione della salute su cui si fonda la nuova educazione civica.
Per questo è fondamentale coinvolgere i più giovani sia con azioni di sensibilizzazione, sia attraverso iniziative concrete e digitali, rendendoli consapevoli e attivi rispetto all’importanza di un gesto tanto semplice quanto vitale.”

Donare nelle aziende: la partnership con Zucchetti

Un altro fronte su cui Rosso sta investendo è il welfare aziendale.
Dal 2023 è attivo il programma “Corporate Life Savers”, che mira a coinvolgere le popolazioni aziendali nella donazione di sangue, nella prevenzione e nel benessere.

Tra le aziende che hanno già aderito al programma: Nestlé/Nespresso, Open Fiber, Lottomatica, Generali, e molte altre.

In collaborazione con il gruppo Zucchetti, partner di Rosso, il gruppo ha integrato i propri servizi nei sistemi HR aziendali, permettendo alle imprese di includere la donazione tra le iniziative di responsabilità sociale.

L’integrazione consente, tra le diverse attività, ai dipendenti di prenotare la donazione direttamente sul luogo di lavoro, in orari compatibili, grazie al coordinamento con le oltre 3.500 associazioni del dono attive in Italia.

Un esempio virtuoso di come tecnologia, solidarietà e impresa possano andare nella stessa direzione.

Conclusione: donare oggi per salvare il domani

Il futuro della donazione di sangue e plasma in Italia passa dalla capacità di innovare, semplificare e soprattutto coinvolgere.

Non si tratta solo di una questione sanitaria, ma di una scelta culturale, che tocca l’etica, l’educazione e la responsabilità collettiva.

Progetti come Rosso, e collaborazioni con Istituzioni e imprese rappresentano un primo passo concreto per garantire che il gesto più semplice – tendere un braccio per donare – possa continuare a salvare vite anche nei decenni a venire.

Redazione salute Men’s Life

Tempo di lettura: 3’00”

Link per maggiori informazioni:

https://donarosso.it/

https://www.ansa.it/campania/notizie/2025/07/20/donarosso-e-giffoni-uniti-per-agevolare-le-donazioni-del-sangue_8994b830-e66d-4691-8919-3701871cfd52.html

https://forbes.it/2024/03/08/rosso-startup-under-30-azzerare-emergenza-sangue

https://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2025/06/13/news/donatori_di_sangue_cambiano_le_regole_del_gioco_diffondendo_l_idea_del_dono_ai_giovani-424667401/

https://www.today.it/speciale/game-changer/dona-rosso-rivoluzione-donazione-sangue.html