Medico Virtuale: L’intelligenza artificiale sostituirà il medico di famiglia?

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di Alberto Aiuto

Medico Virtuale: Obiettivo Benessere

Negli Anni ’60, un gruppo famoso (i Rokes ndr) cantava “Il mondo ormai sta cambiando”, profetizzando “e cambierà di più”.

Ma chi poteva immaginare che avremmo affidato la nostra vita a macchine, sia pure “intelligenti”?

Fino agli Anni ’50, lo stato di salute era valutato sulla base dell’assenza delle malattie: un metodo semplice ed oggettivo.

Ad esempio, durante la dinastia cinese dei Ming (circa 500 anni fa), si pensò di far commentare ai pazienti la qualità delle cure ricevute dal proprio medico su un apposito registro.

Alla fine di ogni anno i medici sarebbero stati valutati e ricompensati/puniti o addirittura espulsi.

In pratica si cercava di obbligare il medico a tenere il paziente in buona salute se si voleva lavorare e/o guadagnare di più.

Naturalmente questa proposta restò lettera morta, anche se sarebbe stato molto semplice applicarla.

Poi, nel 1948, cambiò tutto: l’Organizzazione Mondiale della Sanità definì la salute “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale”, una condizione dinamica, per cui nessun essere umano può dirsi sano.

Dunque siamo tutti e sempre malati?

Per rispondere a questa domanda continua, gli scaffali di farmacie e para-farmacie si sono riempiti di prodotti (medicinali, integratori, cosmetici, etc) che acquistiamo alla ricerca di quell’Araba Fenice (“che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”, affermava Pietro Metastasio), che chiamiamo “wellness” (un termine nato Oltremanica dalla fusione di wellbeing e fitness).

Sempre più spesso andiamo su internet a cercare informazioni alle domande più varie:

  • “Come si cura l’emicrania?”
  • “Quali sono i sintomi della varicella?”
  • “Posso prendere la cardio-aspirina?”
  • “Cosa devo fare per eliminare le rughe?”),

cercando poi conferme dal nostro medico o in farmacia.

Ebbene, a breve potremo rivolgere le stesse domande agli assistenti vocali di Google, Apple (Siri) e Amazon (Alexa) e ricevere validi consigli.

È di poche settimane l’annuncio di una collaborazione tra il Sistema Sanitario Inglese (NHS) e gli sviluppatori di Alexa, l’assistente vocale più diffuso al mondo, per fornire risposte ufficiali su disturbi e malattie.

Anche se il servizio è espressamente dedicato “agli anziani e ai non vedenti”, quelle fasce di popolazione che hanno difficile accesso alle strutture e alla Rete, è facile intuire che approfitteremo tutti di questo servizio.

Anche perché i dati che NHS mette a disposizione di Alexa sono ufficiali e garantiti clinicamente.

Si eviterà così il rischio di incappare in siti fasulli o squisitamente commerciali.

L’obiettivo dichiarato è di decongestionare le richieste che arrivano alle strutture sanitarie (in Italia il 90% degli accessi ai Pronto soccorso è improprio), e servire meglio i cittadini.

In prospettiva le logiche del sistema sanitario attuale cambieranno radicalmente.

Tutto bello, dunque?

Mica tanto. In questa fase sperimentale, gli addetti di Amazon al miglioramento del servizio dei voice assistant ascolteranno le nostre malattie, i nostri disturbi, i nostri tic.

In sostanza, comunicheremo i nostri dati ad un gigante dell’e-commerce che vende anche medicine di base e in futuro bilance intelligenti, misura pressione, programmi per la salute.

Il rischio è che se chiediamo: “Alexa, mi consigli la cardio-aspirina?”.

Alexa potrebbe gentilmente rispondere “Certo, caro, e anzi ti consiglio di comprare subito online questa marca o quell’altra”.

Avremo dunque minori file nelle sale d’attesa degli ambulatori medici o dei pronto soccorso ma potremmo perdere quell’empatia che ci aspettiamo dal nostro medico di famiglia o dal farmacista di fiducia e la loro capacità di collegare dati ed emozioni.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 1’30”

Foto tratta da: https://www.01health.it/featured/salute-virtuale-frontiera-healthcare/

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