Evento “Tiroide e Problematiche Andrologiche”

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Riportiamo qui di seguito la trascrizione dell’evento “Tiroide e problematiche andrologiche” che si è svolta su Facebook il 12 ottobre 2021

Dott.ssa Barbarulo: Buonasera da Maria Luisa Barbarulo, nello spazio Social di Men’s Life. E’ una versione Men’s Life di un evento che abbiamo realizzato con VediamociChiara dedicato alla tiroide, anche se quello di VediamociChiara era dedicato a Tiroide e Menopausa.

Oggi invece, con i nostri esperti che adesso vado a presentarvi, indagheremo soprattutto il rapporto tra la tiroide e le patologie andrologiche. Ovviamente tutte le domande intorno al tema sono gradite.

Vedo che vi state collegando, vedo che siete molti… Sia Su Men’s Life che su VediamociChiara, che ci seguite un po’ da tutta Italia, perché il pannello mi dice che vi state collegando più o meno da diverse città.

Quindi, per dare modo a tutti di collegarsi ed entrare nel vivo vi presento intanto il prof. Andrea Garolla, andrologo, endocrinologo.

Prof. Garolla: Buonasera

Dott.ssa Barbarulo: Buonasera Andrea! Specializzato in medicina della riproduzione, medicina della sessualità dell’Università di Padova.

Ed il prof Giovanni Corona. Buonasera Giovanni.

Dott. Corona: Buonasera!

Dott.ssa Barbarulo. Endocrinologo, andrologo, diabetologo e presidente della SIAMS, ovvero Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità.

Ad entrambi chiedo di fare una breve introduzione sui temi di oggi, ma prima di questo vorrei ringraziare Merck, per il contributo incondizionato che ci consente di realizzare questo evento.

Cedo allora la parola al prof. Garolla per una breve introduzione sui temi che tratteremo oggi.

Prof. Garolla: Sì, io ed il professor Corona, abbiamo deciso di dividerci il tema di oggi in due parti.

Il maschio ha come organo che regola la sua mascolinità, il testicolo. Ed il ruolo della tiroide sul testicolo, come sentiremo oggi, può essere poliedrico. Siccome il testicolo ha due funzioni: quella di produrre ormoni e quella di produrre le cellule per la fertilità degli spermatozoi, noi abbiamo deciso di “dividerci” il testicolo in base alle sue differenti funzioni: io seguirò la parte più spermatogenesi, cioè quella parte che interessa più la fertilità, lui seguirà la parte invece che produce ormoni, e che serve a tantissime altre cose. Voi vi stupirete oggi di quante funzioni possa avere il testicolo oltre a quella di riproduzione e di produrre testosterone, poi Giovanni Corona ce lo dirà molo bene.

Dott.ssa Barbarulo: Perfetto. E quindi dottor Corona passo a lei la parola.

Dott. Corona: Grazie. Intanto volevo ringraziare tutti i presenti. Il tema è Hot!

Voi sapete che la tiroide è una piccola ghiandola che sta alla base del collo, la cui funzione principale è quella di regolare il metabolismo basale. Cosa significa “metabolismo basale”? Significa di andare in tutte le parti del corpo a ricercare il combustibile che servirà a far funzionare il nostro corpo. Ma in realtà vedremo che le funzioni della tiroide sono molto più ampie, ed hanno interferenze estremamente complicate ed interessanti sul testicolo, che come diceva il prof. Garolla è quell’organo che regola due funzioni principali del maschio, ovvero la produzione di testosterone, che è alla base della sessualità e della regolazione della risposta sessuale, e non solo, e la produzione di spermatozoi, che è alla base della fertilità. Ci sono tante interconnessioni tra queste due ghiandole, quindi tiroide e testicolo che andremo ad approfondire proprio questa sera.

Dott.ssa Barbarulo: Benissimo! Grazie per questa breve introduzione. Vedo che ci ha scritto già Marco, che ci chiede:

 – Qual è esattamente la funzione della tiroide nell’uomo?

Prof. Garolla: Se noi escludiamo per un momento il testicolo, la tiroide ha nell’uomo le stesse funzioni che ha nella donna. La tiroide ha un ruolo fondamentale nel regolare tantissimi metabolismi del nostro corpo. Regola il metabolismo degli zuccheri e dei lipidi. Controlla il metabolismo dell’osso e la funzione cardiaca, ha recettori a livello cerebrale… Quindi la sua aumentata o diminuita funzione possono modificare profondamente la funzione di tantissimi dei nostri organi.

Nello specifico nel maschio, la torride ed in particolare gli ormoni tiroidei, hanno recettori a livello di vari organi peculiari del maschio: parliamo di funzione testicolare e funzione sessuale, quindi non solo una funzione, ma anche una funzione specifica sugli aspetti andrologici.

Dott.ssa Barbarulo: Benissimo prof. Garolla, la ringrazio. Abbiamo una domanda di Andrea che entra nel vivo:

 – Ho desiderio di mia moglie, ma una parte di me (capite quale…) non risponde. Questo può dipendere dalla tiroide?

Dott. Corona: Spesso a questa piccolina ghiandola che sta alla base del collo vengono date colpe non sue. Si dice sempre “Ma sarà colpa della tiroide!”, oppure “C’ho un problema al cuore, sarà colpa della tiroide!” ed anche “Non riesco a diminuire di peso, sarà colpa della tiroide!”. Vessata da ingiurie e da colpe che spesso non sono sue…

Il problema tiroideo in generale e le alterazioni della funzione tiroidea sono piuttosto comuni, più frequentemente nel sesso femminile, ma anche nel sesso maschile. Per darvi dei numeri: mentre l’ipertiroidismo, sebbene vari in base alla posizione geografica, in particolare all’apporto di iodio, tende ad avere una frequenza di circa lo 0,2%, l’ipotiroidismo è un po’ più frequente fino al 3% della popolazione generale.

E’ colpa della tiroide se ho un problema e non funziona? E’ possibile.

La cosa più furba è quella di rivolgersi al proprio medico curante, ed eventualmente contattare lo specialista, per valutare tutta una serie di ormoni, tra cui anche gli ormoni tiroidei.

Ma si parlava prima del testosterone – altro ormone importante è la prolattina – questo per verificare se è presente una alterazione della funzione tiroidea. In qual caso una terapia specifica può migliorare il problema.

Dott.ssa Barbarulo: Benissimo. Grazie! Abbiamo già subito un’altra domanda che ci fa Munir:

 – Quali sono i controlli che debbono essere fatti per essere sicuri che la tiroide funzioni correttamente?

Prof. Garolla: Allora c’è un ormone che ci permette in modo semplice di capire se la tiroide funziona bene o no. Ed è l’ormone TSH, un ormone ipofisario, cioè della ghiandola che abbiamo in testa e che fa un po’ da direttore di orchestra, rispetto a tantissimi organi del nostro corpo, che a seconda di quanta richiesta di ormoni c’è, aumenta o diminuisce la sua funzione. Nel caso del TSH, l’ormone ipofisario che stimola al tiroide, noi abbiamo modo di capire se la tiroide funziona troppo, troppo poco o funziona bene. Se i livelli di TSH salgono dobbiamo preoccuparci che la nostra tiroide funzioni poco, se al contrario i livelli di TSH sono bassi, abbiamo la conferma che la tiroide possa funzionare troppo.

Sia il troppo, l’ipertiroidismo, che il troppo poco, l’ipotiroidismo, possono rappresentare un problema serio per la nostra salute. Ed in particolare possono rappresentare un problema per la fertilità maschile.

Io vi ricordo però che alcune situazioni, non di iper o ipotiroidismo conclamato, ma che sono di lieve scompenso (iper o ipotiroidismo subclinico), con TSH alterato ma ormoni tiroidei ancora normali, può già dare delle manifestazioni cliniche. Allora un bravo specialista deve essere così esperto da capire se c’è una situazione subclinica, perché già questa situazione può dare problematiche cliniche.

Dott.ssa Barbarulo: Professore la ringrazio.

A questo punto passiamo alla domanda successiva, che ci pone Valerio, che farei al dottor Corona:

 – Quali sono le principali conseguenze del malfunzionamento della tiroide nell’uomo?

Dott. Corona: Il dato principale è questo: tutti gli ormoni sono regolati da due meccanismi, per spiegare meglio il problema: esiste una ghiandola che sta alla base del cervello che si chiama ipofisi, che è il direttore d’orchestra, il regista di tutto il sistema endocrino, produce ormoni che controllano tutte le ghiandole principali. Uno di questi ormoni è il TSH. Questo TSH, se la tiroide funziona poco, alza la voce, e gli dice: “Tiroide, stai andando un po’ troppo piano!”. Quindi aumenta la produzione di ormoni tiroidei. E quindi, è come se fosse un direttore di industria che chiama i suoi sottoposti e gli dice di aumentare la produzione. Quando invece la produzione è eccessiva, questo TSH si riduce, gli ormoni sono troppi per cui non è opportuno andare ad aumentare la produzione di ormoni tiroidei.

Cosa succede quando gli ormoni sono troppo o sono troppo pochi? Succedono tante cose. Vi dicevo prima che il principale meccanismo della funzione della tiroide è quella della regolazione del metabolismo basale, ovvero delle energie necessarie a far funzionare il nostro corpo. Quindi se la tiroide funziona troppo che cosa succede? In generale una persona tende ad avere una tachicardia, il cuore che gli va molto forte, perché il cuore deve pompare il sangue necessario a produrre più sostanze, e indubbiamente a diminuire il peso, perché le sostanze vengono consumate, può avere altri problemi che vanno dal tremore all’agitazione, perché ormoni eccessivi giocano problemi a livello centrale, a livello cerebrale.

Se invece la funzione tiroidea è scarsa, la tiroide funziona poco, cosa succede? questo TSH si alza e tutto viene rallentato. Non è mai solo una questione di tiroide se uno è in sovrappeso o obeso. C’è però una tendenza a prendere qualche chilo in più, c’è una possibilità di avere alterazioni degli esami, della glicemia, dei lipidi, e tutte queste situazioni possono poi tradursi anche, se perpetuate nel tempo, a problemi legati alla funzione sessuale. Sia nel maschio che nella donna.

Dott.ssa Barbarulo. Benissimo. Questo è un chiarimento importante, anche perché per noi alle volte è difficile comprendere che funzioni alla rovescio: se il valore è alto, vuol dire che sta funzionando poco, se il valore è basso vuol dire che sta funzionando tanto. In una logica opposta. La ringrazio per questa spiegazione.

E’ arrivata subito un’altra domanda, da Luca:

 – E’ vero che lo iodio è molto prezioso, se sì mi consigliate il sale iodato?

Prof. Garolla: L’interlocutore ha ragione. Lo iodio è molto prezioso. E ci sono delle zone in Italia che sono iodio carenti: sono le le zone delle valli e le zone montuose, per caratteristiche geologiche hanno poco iodio nel terreno.

Noi lo iodio lo assumiamo prevalentemente con gli alimenti. E quindi l’assunzione di alimenti che vengono coltivati in zone carenti di iodio, fa si che ci sia una carenza nel soggetto. E lo iodio è l’alimento principale per la costituzione degli alimenti tiroidei: la Tiroxina e la Triiodotironina che si differenziano per la presenza di un diverso numero di molecole. Rispettivamente 4 e 3 molecole di iodio.

Se c’è carenza di iodio la tiroide non riesce a funzionare, il TSH stimola sempre di più questa ghiandola, avendo il TSH anche la possibilità di aumentare la proliferazione delle cellule tiroidee, aumenta il volume della ghiandola, si formano anche noduli e cisti e i soggetti sviluppano il gozzo.

La presenza del gozzo si chiama “endemico”, proprio di certe zone geografiche, caratterizzate appunto dalla scarsità dello iodio.

Che cosa si è fatto negli anni per fortuna? Si è trovato un escamotage: quello di supplementare il sale, alimento che noi tutti consumiamo, con lo iodio.

Il famoso “sale iodato”, che adesso si trova in tutte le rivendite di sale. Ed è importante, che soprattutto i soggetti che si nutrono di alimenti che vengono da una zona iodio carente, utilizzino questo sale.

Per fortuna proprio in questui anni, l’Italia, grazie proprio a queste iniziative, non è più considerata una nazione a rischio, perché con queste politiche sanitarie siamo riusciti ad uscire dal rischio di avere il gozzo.

Per rispondere al nostro ascoltatore, lo iodio è fondamentale, per gli ormoni tiroidei, ed è importante che noi lo utilizziamo nella alimentazione soprattutto se abitiamo in zone a rischio. Le zone di mare sono quelle che hanno più iodio, questo si diceva una volta: “Andiamo al mare a prendere lo iodio”. Ma in realtà non lo si prende con l’aria, lo si assume con gli alimenti.

Dott.ssa Barbarulo: La ringrazio molto per questa risposta, che risponderà anche alle domande di altre utenti.

Ne è arriva una di un posto follower che ci chiede:

 – Che cosa è il morbo di Basedow-Graves che colpisce la tiroide?

Dott. Corolla: Si tratta di una malattia benigna della tiroide, su base autoimmune, che significa che il nostro sistema immunitario che ci aiuta a combattere gli agenti esterni, in questo caso ritiene che le cellule della tiroide siano cellule cattive e le attacca facendola funzionare tanto.

Esiste un altra malattia che si chiama Tiroidite di Hashimoto, in cui ulteriormente le cellule vengono attaccate dal nostro sistema immunitario, e in questo caso vengono distrutte, quindi via via la tiroide perde la propria funzione ed è necessario vicariare la funzione deficiente con gli ormoni tiroidei, quindi con la Levotiroxina. Viceversa nella tiroide di Basedow-Graves, la tiroide tende a funzionare troppo, e quindi c’è una condizione di ipertiroidismo. Molto raramente a questa condizione si può associare ad una oftalmopatia… Spesso vengono confuse l’ipertiroidismo le persone che hanno gli occhi in fuori, questo in parte deriva da questa condizione che può anche estrinsecarsi, nelle forme blande in fase iniziale, con forme subcliniche. Che significa? Che l’ormone della ghiandolina TSH è ridotto, mentre gli ormoni tiroidei sono ancora normali, quindi l’industria tiroide produce ancora un numero normale di sostanze.

Ma nella sua fase conclamata si sviluppa una iper-funzione della tiroide importante, con tutti i sintomi che vi ho detto, ipertiroidismo, tachicardia, che comporta importanti problemi, e la persona sta male. Quindi è opportuno andare dall’endocrinologo, fare un trattamento medico, che è quasi sempre risolutivo. In caso contrario è necessario ricorrere a trattamenti ulteriori, che possono essere la radioterapia oppure la chirurgia, per fortuna in casi molto più rari.

Sia una iperfunzione subclinica, sia una iperfunzione conclamata, sono proprio quelle alterazioni che stanno maggiormente alla base di un disturbo di una disfunzione erettile. Anche le forme più lievi quindi possono essere causa di una disfunzione erettile. Ecco perché è importante quando si ha un alterazione della funzione sessuale andare dal medico e controllare anche la funzione tiroidea.

Dott.ssa Barbarulo: Benissimo. Grazie per questo chiarimento. Una delle domande cha abbiamo appena ricevuto, la giriamo immediatamente, è quella di Carlo che ci dice:

 – Quale è esattamente l’effetto del cattivo funzionamento della tiroide sulla prestazione sessuale?

Prof. Garolla: Il prof. Corona ha spiegato bene quanto il cattivo funzionamento della tiroide sia in termini di ipofunzione che iperfunzione può avere a livello della sessualità. In realtà quando noi pensiamo alla sessualità non dobbiamo pensare esclusivamente al meccanismo erettile, se noi pensassimo esclusivamente al meccanismo dell’erezione commetteremmo un errore grave: la sessualità è fatta di tantissime componenti. C’è la componente del desiderio, senza il desiderio e l’attrazione non c’è sessualità, c’è la componente dell’erezione che a sua volta ha varie componenti perché l’erezione è fatta di eccitazione, di erezione, di mantenimento dell’erezione e c’è il meccanismo dell’eiaculazione, che può essere altrettanto impattato da una funzione tiroidea alterata.

Io ricordo che la tiroide sia in iper che in ipo funzione impatta negativamente in modo diverso su tutti questi aspetti: desiderio, erezione ed eiaculazione. Purtroppo il problema della sessualità è molto frequente nel maschio soprattutto in certe situazioni: ricordiamo che il maschio molto giovane o il maschio che ha avuto un impatto iniziale sulla sessualità attraverso immagini erotiche molto spinte, internet, può avere un problema del desiderio o dell’erezione, che nulla hanno a che fare con un problema organico. Oppure pensiamo al maschio anziano che può avere dei problemi legati al testosterone, alla funzione vascolare, e può avere problemi di erezione, delle infiammazioni alla prostata (prostatiti), o ancora in soggetti molto emotivi, che possono avere problemi di erezione di eiaculazione, di desiderio. Ecco tutto questo non c’entra con la tiroide. E poiché il fenomeno dell’ipo o dell’ipertiroidismo non è frequentissimo nel maschio come nella donna, a volte ci si dimentica della tiroide. Invece il medico deve essere sempre attento e valutare la presenza del problema perché in tutti questi aspetti l’ipo o l’iper tiroidismo possono influire in modo molto pesante.

Dott.ssa Barbarulo: Grazie per queste spiegazioni.

Segue una domanda diversa, ce la pone Fra Martino:

 – Mia moglie ed io non riusciamo ad avere figli. Può dipendere dalla tiroide?

Dott. Corona: Povera ghiandolina! E’ sempre colpa della tiroide! Sicuramente la tiroide è un aspetto da valutare in tutte le interazioni della funzione andrologica maschile. Mentre è meno frequente rispetto alla donna, quando invece è presente, è molto frequente un problema della fertilità o della sessualità. Molto consistenti sono i dati relativi alla sessualità, in modo particolare il nostro gruppo è stato tra i primi al mondo a dimostrare nel congresso della Comunità Europea del 2004 a Londra, la prima evidenza di relazione tra ipertiroidismo e la eiaculazione precoce. Successivamente poi è stato dimostrato come il trattamento dell’ipertiroidismo possa associarsi ad un miglioramento.

Dato opposto è quello della eiaculazione ritardata, ciò quando c’è una difficoltà ad eiaculare e c’è invece una tiroide che non funziona. In questo caso il trattamento con la levotiroxina può migliore il quadro.

E’ un problema della tiroide se ho un problema di fertilità? Sicuramente è un problema da investigare in entrambi i coniugi, perché sia la donna può andare incontro ad alterazioni del ciclo mestruale e alterazioni della fertilità importanti, sia lo stesso maschio, dove può portare ad altri meccanismi ormonali che regolano in modo particolare il testicolo, e che quindi si possono tradurre in problemi di fertilità.

Teniamo presente che il 50% dei casi di infertilità maschile non ha causa. Sebbene nel 50% dei casi quando c’è un problema di infertilità di coppia, la causa o la concausa, derivi da un problema maschile.

Dott.ssa Barbarulo: Grazie per questo ulteriore chiarimento. Che sarà utile anche a Silvia che ha fatto una domanda simile, che non riproponiamo.

Mi sembra interessante la domanda che ci pone Stefano e riguarda gli spermatozoi:

 – Gli spermatozoi poco mobili possono essere la conseguenza del cattivo funzionamento della tiroide?

Prof. Garolla: Mentre ci sono evidenze molto solide tra le alterazioni della sessualità e le disfunzioni alla tiroide, la relazione che c’è tra alterazione tiroidea e infertilità o ipo fertilità è molto meno solida. Tuttavia quello che noi possiamo immaginare, essendo la tiroide una ghiandola che produce ormoni che stimolano il metabolismo, è che una disfunzione tiroidea, soprattutto l’ipotiroidismo, possa influenzare il metabolismo degli spermatozoi, in particolare il metabolismo dei mitocondri, che sono il motore degli spermatozoi. Una alterazione a carico dei mitocondri dà come principale effetto la astenozoostermia. Ovvero la scarsa motilità degli spermatozoi. E visto che gli spermatozoi devono compiere un cammino lungo e periglioso per arrivare ad incontrare l’ovocita, una scarsa motilità è un fattore di maggior rischio di infertilità.

Non dimentichiamo poi che sono stati trovati recettori per gli ormoni tiroidei sia a livello delle cellule di Sertoli, le cellule che sono nel testicolo che fanno da nutrici a tutta la linea spermatogenetica, ovvero dalle cellule più mature fino ad arrivare gi spermatozoi, ma anche sulle singole cellule della spermatogenesi. Questo vuol dire che se ci sono i recettori a livello testicolare, a qualcosa dovranno servire. E questo potrebbe anche giustificare il fatto che soggetti che hanno una alterata funzione degli ormoni tiroidei hanno molto frequentemente delle alterazioni a carico dei parametri seminali, ovvero il numero degli spermatozoi, che se è ridotto riduce il potenziale di fertilità, la motilità, e la morfologia.

Io vi ricordo che per poter essere in grado di fertilizzare l’ovocita e di arrivare all’ovocita gli spermatozoi devono avere una certa morfologia. Altrimenti sia il percorso che devono fare che la funzione di penetrazione vengono alterati.

Studi recenti hanno dimostrato una cosa molto importante, il gruppo di Catania, ha dimostrato che soggetti che hanno un ipotiroidismo subclinico (ormoni tiroidei ancora normali, ma TSH elevato) hanno giù una alterazione a carico del DNA degli spermatozoi, e poiché il DNA porta il corredo genetico, uno spermatozoo con un corredo genetico alterato ha una potenzialità di creare un embrione che possa dare origine poi ad una normale gravidanza è molto più bassa.

Dobbiamo dire anche che la tiroide ha, non solo un alleato importante nello iodo nella formazione degli ormoni tiroidei, ma anche nel selenio. Ed infatti una carenza di selenio è in grado non solo di favorire una disfunzione tiroidea, ma anche di favorire una astenozoospermia. Perché il selenio è un costituente della capsula dei mitocondri, che non sono altro che il rivestimento del motore. Quindi poco selenio, alterazione tiroidea, ma anche alterazione della motilità e ipo-fertilità.

Dott.ssa Barbarulo: Benissimo, grazie per questa informazione sul selenio che immagino i nostri follower ed ascoltatori abbiano appreso con questa sua spiegazione.

Abbiamo ricevuto un altro commento, di Adriano che ci chiede:

 – Il testosterone basso può essere un derivato della tiroide?

Dott. Corolla: Tutti coloro che ci stanno sentendo hanno capito come in realtà il maschio, sicuramente non è, tra i due, quello relativo al sesso forte. Dobbiamo combattere i nostri spermatozoi devono superare innumerevoli difficoltà, se questa ghiandola non funziona, non va neanche la sessualità. Quindi abbiamo grossi problemi…

Il testosterone dipende dalla tiroide?

Come dicevo prima molte delle alterazioni alla sfera andrologica maschile, non sono direttamente collegate alla tiroide, ma la tiroide produce delle modificazioni negli ormoni che sono causa del problema.

Il testosterone gira a braccetto con un suo amico nel sangue, una proteina, il SHBG, che significa, Sex Hormone Binding Globulin, e che è prodotta dal fegato.

Questo fa si che solo in parte, quando arriva nei tessuti, il testosterone riesca da attaccarsi perché ha un amore morboso per questo suo amico.

Il testosterone che si stacca da questa proteina è solo il 2% del testosterone circolante; circa il 50% rimane legato al suo amico in maniera morbosa, oltre il 40% si lega ad un altro amico, che sta meno simpatico, che si chiama albumina, e solo il 2% è libero, ed è quello che va ad agire nei vari tessuti per farli funzionare, per determinare l’azione biologica. Questa è l’azione di un ormone.

Che cosa fanno gli ormoni tiroidei? Modificano la presenza nel sangue dell’amico del testosterone, l’SHBG. Se gli ormoni tiroidei sono tanti, gli amici del testosterone diventano tanti. Quindi l’SHBG aumenta. Che cosa significa questo? Che meno testosterone è disponibile per andare a determinare i propri effetti biologici.

Se lo andiamo a misurare nel sangue, addirittura lo troveremo normale o aumentato, perché aumenta la quota di testosterone legata a questo suo amico.

Esistono delle possibilità di andare a misurare e a ipotizzare la quota di testosterone libero, misurando sia l’SHBG che il testosterone totale nel sangue, viceversa esistono dei metodi per calcolare la quota libera, ma sono metodi che non sono attendibili. Quindi il proprio medico curante, misurando l’SHBG ed il testosterone, potrà avere una idea di quanto è il testosterone che funziona.

Cosa succede invece se la tiroide non funziona? Questo direttore orchestra che si chiama TSH, aumenta, producendo così l’aumento di un altro ormone sempre prodotto da quella ghiandolina che si chiama ipofisi, che si chiama prolattina. Nella donna ha la funzione di regolare la lattazione durante il periodo specifico.

Nel maschio la prolattina, se aumentata, ha effetti deleteri sulla funzione sessuale sulla produzione di testosterone, la abbassa, e quindi può creare grossi problemi.

Quindi sì, la funzione gonadica maschile, la produzione di testosterone è fortemente influenzata, sia se la tiroide funziona troppo, sia se la tiroide funziona poco.

Dott.ssa Barbarulo: Benissimo. Grazie per questo chiarimento.

E’ arrivata una domanda che mi sembra interessante, riguarda la prostata. Ce la fa Sandro:

 – Disturbi tiroidei e problemi della prostata, c’è una relazione?

Prof. Garolla: Veramente interessante questa puntata. I nostri ascoltatori hanno capito in pieno quante funzioni possa avere la tiroide. Praticamente qualsiasi disturbo un soggetto possa avere, in qualche modo noi lo possiamo collegare alla tiroide.

E quindi questo ci dice che la tiroide, nonostante nel maschio non abbia una frequenza di alterazioni così importanti, è un organo importantissimo a cui noi dobbiamo guardare nell’arco della vita dei soggetti. Sappiamo quanto sia importante nello sviluppo del sistema nervoso centrale, già nella fase embrionale, nella crescita, e durante la vita. Adesso stiamo parlando di prostata, in realtà non ci sono delle evidenze specifiche di un nesso particolare tra la tiroide e la prostata, tuttavia, è probabile che un link sia presente. Perché dico questo? Perché se noi valutiamo i soggetti che hanno un disturbo tiroideo sia di iper che di ipotiroidismo, e andiamo poi a valutare l’aspetto del liquido seminale, noi in questi soggetti, molto più frequentemente dei soggetti che non hanno disturbi tiroidei, troviamo delle significative alterazioni in termini di viscosità del liquido seminale, di fluidificazione, quindi di presenza o meno di granuli nel liquido seminale, in termini di pH quindi acidità o alcalinità del liquido seminale, e in termini di volume del liquido seminale.

Facciamo attenzione che tutti questi parametri sono in grado di modificare la fertilità del soggetto, infatti se il pH è particolarmente elevato o basso gli spermatozoi hanno una minore vitalità, infatti il ph deve essere tra 7 e 8 per avere una vitalità ottimale, ma anche il volume è importante, perché tanto più volume seminale c’è, tanto più diluiti sono gli spermatozoi in quel liquido seminale e la concentrazione di spermatozoi nel liquido seminale è un parametro di fertilità.

Non solo. Anche il poco volume è espressione di ridotta fertilità. Perché nel liquido seminale gli spermatozoi trovano il loro mezzo di trasporto e anche il loro mezzo di nutrimento.

Nei soggetti che hanno disfunzioni tiroidee noi abbiamo questa alterazioni. Che sono espressione della funzione della prostata e delle vescicole seminali. E’ la commistione dei fluidi della prostata e del liquido seminale che danno origine alla formazione del liquido seminale, che è formato dalle cellule, che vengono dal testicolo, e dal liquido che viene dalla prostata e dalle vescicole seminali.

Barbarulo: Benissimo, grazie nuovamente per questi chiarimenti. Stiamo mettendo a posto un po’ delle tessere del mosaico che compongono la nostra salute. A questo proposito trovo molto interessante una domanda che fa Matteo:

 – Le patologie tiroidee sono congenite? Si nasce con la tiroide che non funziona? O è qualcosa che si sviluppa nell’arco della propria vita?

Mi sembra una domanda molto interessante.

Dott. Corona: Come tutte le condizioni ci possono essere delle rare situazioni di patologie congenite. Questo è molto importante, perché gli ormoni tiroidei sono fondamentali nello sviluppo del sistema nervoso centrale, per cui la funzione della mamma tiroidea viene monitorata durante la gravidanza, c’è uno screening, in modo particolare nelle persone più a rischio che hanno familiari con alterazioni della tiroide. Perché, soprattutto nel primo trimestre, nelle prime 12 settimane, in cui non si è ancora sviluppato quel direttore d’orchestra che si chiama ipofisi, e non vengono ancora prodotti dal bambino gli ormoni tiroidi, se non c’è una quota sufficiente questo può determinare gravi ripercussioni sia dal punto di vista cardiaco, sia dal punto di vista neurologico.

E soprattutto tutti i bambini alla nascita vanno incontro ad uno screening per la funzione tiroidea, perché se vi è una alterazione e questa non viene vicariata questo può portare ad importanti ritardi mentali e ad importanti conseguenze per il bambino.

Quindi sicuramente esistono una serie di situazioni congenite difficili da spiegare, ma che possono portare ad una non funzione della tiroide. Quindi è opportuno screenarle, trattarle precocemente. Con questo meccanismo introdotto da diversi anni nel nostro Paese, è possibile identificare precocemente se sono presenti queste alterazioni e trattarle in modo da evitare possibili ripercussioni importanti per lo stesso bambino.

Purtroppo ci sono dei Paesi in cui questa situazione non viene ancora fatta e quindi possono determinare importanti alterazioni nei bambini.

Nella stragrande maggioranza dei casi le patologie che colpiscono la tiroide sono patologie acquisite, in cui un insieme di fattori genetico, ambientale, alimentare, (iodio) messi insieme possono causare.

Quali sono questi problemi? Le patologie autoimmuni, ma la patologia più frequente è quella della patologia nodulare, ovvero lo sviluppo dei noduli della tiroide, che in alcune condizioni, in cui c’è una importante carenza ionica, può avere una diffusione endemica. Ossia colpisce una percentuale molto alta della popolazione. E’ opportuno, se sono presenti fattori di rischio (familiari, zone iodio carenti) andare incontro ad una visita dello specialista per scongiurare poi la comparsa di queste alterazioni.

Quindi esistono delle condizioni congenite, che per fortuna in Italia vengono identificate precocemente, però nella quasi totalità dei casi però le patologie sono acquistate, quindi si determinano nel tempo.

Dott.ssa Barbarulo: Perfetto! Questa domanda ha accesso anche un altro utente, che ci chiede:

 – Se gli esami della funzionalità tiroidea è utile farli nella fase adolescenza?

Prof. Garolla: La funzione tiroidea è importante in tutte le fasi della vita, ci sono però dei momenti critici, momenti in cui il nostro organismo cambia profondamente: pensiamo al momento dello sviluppo embrionale, con lo sviluppo del terzo trimestre, pensiamo a tutti i bambini nella fase di accrescimento. La tiroide è importante per la crescita di tutti gli organi. E’ importante per l’accrescimento delle ossa, e quindi nel momento dello sviluppo, puberale, diventa un organo estremamente importante da valutare.

Un controllo soprattutto in questa fase di sviluppo, di crescita, può sicuramente mettere al riparo da sorprese, in un momento in cui i soggetti sono in una fase importante, non solo per il dispendio energetico legato alla crescita, ma anche per quanto riguarda lo studio.

Voglio ricordare che gli ormoni tiroidei hanno un impatto molto forte sulla capacità di concentrazione, attenzione, apprendimento. Quindi in questa fase particolare dello sviluppo dei nostri ragazzi, che è la fase della pubertà, noi dovremmo ricordarci oltre a controllare gli ormoni deputati allo sviluppo dell’apparato genitale, quindi il testosterone, l’LH, il l’SFH, che sono gli ormoni che stimolano il testosterone, stimolano la produzione di spermatozoi, anche il TSH, per valutare che in questa fase così particolare della crescita non ci sia un deficit.

Io ritengo che sì, che in questa fase della vita, una valutazione del TSH, assieme ai controlli generali possa avere un senso. Come viene fatto nelle donne quando cercano figli, piuttosto che quando sono nella fase di gravidanza. Alcuni momenti della vita particolari e critici che richiedono più ormone tiroideo vanno controllati.

Ricordiamoci però che non è infrequente che il nostro organismo in momenti di stress particolare, di richiesta maggiore di energie fisiche o psichiche, possa richieste più ormone tiroideo. In quelle fasi noi potremmo trovare un ormone TSH più elevato che è solo espressione di una alterazione funzionale e non in realtà di un problema organico.

Ma è meglio fare un dosaggio di TSH in più, un dosaggio di ormoni tiroideo in più, piuttosto che poi trovarsi in una situazione di ipo o iper tiroidismo conclamato con conseguenze che si sono già concretizzate.

Dott.ssa Barbarulo: Benissimo professore. la ringrazio. Max adesso hai le istruzioni su cosa devi fare!

Ho ancora una bella domanda, ve la giro subito, Mauro che ci chiede:

 – Solitamente sentiamo parlare di ereditarietà da madre a figlio, ma quando è il padre ad essere colpito da tiroidite può esserci una differenza nella trasmissione da genitori e figlio?

Dott. Corona: La cosa che volevo ribadire alla fine di questa bellissima ora, è che la cosa fondamentale mentre la donna è abituata culturalmente, per questo faccio riferimento a questa domanda, e soprattutto gli viene insegnato dalla madre ad andare dal medico, quindi fin dal menarca, dalla comparsa delle prime mestruazioni porta la bambina dalla ginecologa, con altre tappe fondamentali nella vita di una donna, quindi la fertilità, la gravidanza e la menopausa. Il maschio purtroppo non è abituato culturalmente ad andare dal medico. Perlopiù la cancellazione della visita di leva fa sì che molte delle patologie testicolari, che venivano valutate in questo periodo, sono perse. Se un maschio cresce normalmente, dopo i primi anni visto dal pediatra e poi nessuno lo vede più, (tenete presente che la nostra società ha dimostrato come esistono importanti alterazioni a carico degli adolescenti, come rapporti sessuali non protetti, abuso di sostanza, obesità, fumo, alcol etc), tutte queste situazioni se reiterate nel tempo possono portare allo sviluppo di una infertilità, di una alterazione della sessualità che spesso poi sono il preludio di patologie più gravi, come quelle cardiovascolari o lo sviluppo del diabete mellito.

Quindi sicuramente primo messaggio è che ci deve essere una modificazione culturale per cui il maschio, il babbo, deve in maniera culturale e positiva usare lui stesso e poi suggerire al figlio di frequentare lo specialista, l’andrologo che poi deve diventare lo specialista del maschio.

Non esiste una ereditarietà, ma esiste una familiarità. L’ereditarietà è per quelle patologie congenite, che spesso sono patologie che però comportano un problema misconosciuto nel papà e nella mamma, che se messe insieme possono causare il problema. In qual caso c’è una ereditarietà: una alterazione del gene che viene trasmesso al bambino.

Nelle tiroiditi esiste una familiarità, e in tutte le patologie autoimmuni. Cosa significa, che la persona affetta ha un più alto rischio di sviluppare la stessa condizione. E questo è più frequente nel sesso femminile. Ecco perché c’è una maggiore possibilità che le bambine con la mamma che ha un problema alla tiroide, possano essere affette dallo stesso problema.

Questa condizione meno frequente nel sesso maschile, ma non di meno, se è presente in famiglia nel maschio o nella mamma o nel papà, deve essere attentamente valutata, perché noi possiamo avere dei marcatori ematici quando ancora la funzione tiroidea è normale.

Quindi è opportuno se c’è una familiarità stretta, verificare se sono presenti questi marcatori ematici. Se presenti è opportuno seguire la funzione periodicamente, controllare la funzione tiroidea per evitare che sviluppino quelle patologie di cui parlava prima.

Dott.ssa Barbarulo: Benissimo! Siamo giunti al termine. Abbiamo concluso questo nostro primo evento, perché penso che sarà il primo di una serie, visto il tantissimo interesse da parte del pubblico che ci segue in diretta e che ci ha seguito da giorni, mandandoci moltissime domande, quindi è sicuramente un argomento di grande interesse.

Raccolgo a nome di Men’s Life l’invito del dottor Corona a prendere l’abitudine di andare dal medico anche da parte dei nostri partner, degli uomini. Così come andiamo noi donne, per fare “il tagliando” il controllo di rito, perché sicuramente ci aiuterà a prevenire tantissime patologie.

Detto questo vi saluto, ringrazio ancora una volta Merck per il contributo incondizionato, ringrazio il dottor Corona e ringrazio il professor Garolla per essere stati con noi questo pomeriggio.

Grazie a tutti!

Dott. Corona: Se posso dire un’ultima cosa, velocissima…

Dott.ssa Barbarulo: Ci mancherebbe!

Dott. Corona: Proprio per questo la nostra società, la SIAMS, ha un portale dedicato che si chiama Amico andrologo. Per cui invito a chi voglia approfondire questi argomenti, ad andare sul web, digitare amicoandrologo.it può trovare il proprio specialista di riferimento e approfondire tutte queste tematiche che speriamo di approfondire anche in altri eventi, perché concordo, la serata è stata molto positiva.

Dott.ssa Barbarulo: Benissimo, grazie ancora e arrivederci a tutti!

Prof. Garolla: Arrivederci, grazie. Alla prossima!

 

Redazione Men’s Life

 

Take Home Message
L’intera trascrizione dell’evento “Tiroide e problematiche andrologiche” che si è svolta in modalità diretta Facebook il 12 ottobre 2021

Tempo di lettura: 45′

Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2021

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