Ranitidina: C’era una volta l’ulcera …. e non è una fake news

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di Alberto Aiuto

Una patologia dello stomaco molto frequente era l’ulcera gastrica, che se trascurata poteva perforare la parete, con danni facilmente intuibili.

Fra i fattori scatenanti più comuni, ricordiamo:

  1. l’ipersecrezione acida da parte delle cellule acido-secernenti della mucosa dello stomaco;
  2. l’assunzione prolungata di farmaci gastrolesivi (ad esempio, gli antinfiammatori, steroidei e non, spesso presenti nei farmaci da banco);
  3. le Infezioni sostenute da Helicobacter pylori.
Poi, il miracolo.

Nel 1981 vennero commercializzati la cimetidina e subito dopo la ranitidina, molecole con azione antagonista dei recettori H2 dell’istamina, il cui effetto è di inibire la secrezione acida nello stomaco, necessaria per la digestione.

Di colpo le ulcere sparirono e i chirurghi intervennero sempre meno su questa patologia. L’uso di questa classe di farmaci, originariamente pensata per curare solo l’ulcera, fu esteso per contrastare bruciori di stomaco e reflussi esofagei.

Oggi, una compressina di ranitidina (o simili) non si nega a nessuno:

basta avere il sospetto che un farmaco qualsiasi possa essere poco tollerato a livello dello stomaco (ma a volte è solo un problema di formulazione galenica, che nulla ha a che vedere con la gastrolesività).

Grande il caos e la preoccupazione dei pazienti dopo la recente decisione dell’AIFA (Agenzia It. Del Farmaco) di ritirare dal commercio, in via precauzionale, in attesa di ulteriori controlli, 195 farmaci con ranitidina prodotti dalla ditta indiana Saraca Laboratories, per la presenza di un’impurità potenzialmente cancerogena, la nitrosammina.

Cosa fare?

Consultare L’elenco ufficiale diffuso dall’Aifa che contiene 516 lotti di vari farmaci, disponibile alla pagina: https://www.aifa.gov.it/revisione-ranitidina.

Purtroppo sui social network sono state diffuse liste di farmaci che nulla hanno a che vedere con quelli oggetto dei provvedimenti restrittivi disposti nei giorni scorsi, contribuendo a generare confusione.

Ogni altro elenco difforme da quelli su indicati non è da considerarsi attendibile.

In alternativa alla lista ufficiale, chiedere al medico o al farmacista.

Ma qual è il rischio per chi ha assunto questi farmaci, ovvero la nitrosammina in essi contenuta?

Niente panico. In genere la quantità ingerita non è così elevata o per lo meno non più elevata di quella contenuta in una bistecca cotta (male) alla griglia o in un piatto di insaccati (il famoso antipasto di terra).

In via precauzionale, se il paziente ha un’alternativa all’uso della ranitidina, si può cambiare; se invece è necessario proprio questo farmaco, va valutato il rapporto rischio/beneficio.

E chi meglio del medico o del farmacista può farlo?

Raramente i social sono attendibili.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 1’00”

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