Che fine faranno i “Cori da stadio”?

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di Simone Buffa

Ce li ricordiamo ancora i cori da stadio?

Pochi minuti al fischio d’inizio. Le curve, ormai piene, si infiammano a festa di colori e striscioni.

Al momento in cui scrivo parrebbe che dal 13 Giugno potrebbe proseguire il Campionato di Calcio in Italia, da dove lo avevamo lasciato.

Con la ripartenza prevista nel Decreto Riaperture del Premier Conte, infatti, gradualmente ci si avvia verso la ripresa delle attività presenti prima che il Coronavirus facesse prepotentemente capolino nelle vite di ognuno di noi.

Molti sono ancora gli interrogativi e pochi sanno cosa ne sarà del mondo che conoscevamo prima del lockdown.

Ma molte società sportive e la stessa Lega Calcio spingono per il ritorno alla normalità anche per la Serie A.

Probabilmente, in un primo momento, non sarà ancora possibile recarsi fisicamente allo stadio.

Il Calcio sarà uno sport da vedere in tv e basta. Almeno all’inizio. Ma farà abbastanza strano guardare le partite con gli spalti vuoti. Spalti vuoti significa anche silenzio.

Un silenzio assordate e irreale.

Niente brusio, niente voci, niente cori.

I cori da stadio.

Le canzoni da stadio, una sorta di rituale apotropaico e gioioso al contempo per le curve di tutto il mondo.

Che origine hanno i cori che vengono eseguiti per incitare i propri undici beniamini?

Curva che vai, coro che trovi.

Eppure, cambiando le parole, più o meno sempre gli stessi sono i motivi musicali presi in prestito e  declinati in cori d’incitamento dalle varie tifoserie. Canzoni divenute così classiche da dissolversi del tutto nella cultura di massa. Difficile cantarle, cercando di ricordarne il testo originale.

Non facciamoci trovare impreparati, quindi. Proviamo a ripassarle un po’ assieme. Le musiche, intendo. Ognuno ha la propria fede sportiva, si sa.

Le parole, allora, mettetecele voi.

Molti dei cori urlati a squarciagola nei nostri stadi derivano da canzoni del repertorio italiano.

  • L’Amico È (Inno Dell’Amicizia)(cantata da Caterina Caselli, ma la cui melodia fu scritta da Dario Baldan Bembo. Ma quasi certamente è a Mike Bongiorno che si deve la sua diffusione, dato che ne fece la sigla finale del quiz Superflash. Correvano gli anni ’80)https://www.youtube.com/watch?v=lFbCwM0L0Sg
  • La partita di pallone
    (Rita Pavone, con un brano che parla proprio di calcio. Erano gli anni ’60. La parte musicale era opera di Edoardo Vianello)
    https://www.youtube.com/watch?v=8YqUHVoIkRQ
  • L’uva fogarina
    (ovvero, come il folk emiliano-romagnolo ha invaso gli spalti del Belpaese; autore ignoto)
    https://www.youtube.com/watch?v=AEhLkY0U_0o
  • Tanto pe cantà
    (di Ettore Petrolini in quei lontani anni ’30. Ma forse alcuni ricordano più la versione di Nino Manfredi)
    https://www.youtube.com/watch?v=dHQ3_-dfNwM
  • Bandiera Gialla
    (di Gianni Pettenati? Ecco, questa canzone forse proprio italiana non è, ma lo èdiventata. I gloriosi gli anni ’60. Forse non tutti sanno che il brano fosse una cover di “The Pied Pier”, del gruppo pop inglese Crispian St. Peters)
    https://www.youtube.com/watch?v=5kBj_SiZIrA
Altri cori, invece, sono i riadattamenti di brani del panorama folk statunitense

Neppure l’opera lirica di Giuseppe Verdi è immune dal fare la muta e tramutarsi in inni da ultrà crudi e puri

Nello spaziare da un genere all’altro, non si risparmiano neppure i cartoni animati

E per finire…

…non dimentichiamoci di quel riff che ha rischiato di diventare il nostro nuovo inno nazionale, quasi 14 anni fa. Ovviamente parlo dei White Stripes con il loro “Seven Nation Army”: https://www.youtube.com/watch?v=0J2QdDbelmY
“Po po poppo po po po…”

Tifo, cuore, passione.

Diciamocelo chiaramente: per molti il calcio è più che una semplice passione.

Come dicevamo, tifoseria che vai, coro che trovi. Le parole cambieranno, ma la costante è la musica. Quella non cambia mai. Dal San Siro al San Nicola, dall’Olimpico al San Paolo.

Poco importa.

Perché se è vero che la fede calcistica per la propria squadra del cuore è amore puro, la musica -come sempre- è il linguaggio universale che rende tutto ancora più magico.

Come dice il poeta: in amore le parole non contano, conta la musica.

Simone Buffa

Tempo di lettura: 1’30”

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