I grandi dilemmi del vaccino anti Covid-19.

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di Alberto Aiuto

I grandi dilemmi del vaccino anti Covid-19.

Quando si parla di Covid-19, il mantra è “solo quando avremo il vaccino, sarà possibile tornare alla normalità”. Facile a dirlo.

Purtroppo la realtà è molto più complessa.

È indispensabile tenere conto dei problemi da superare nelle varie fasi dello sviluppo (ricerca, produzione e distribuzione), tutte ugualmente cruciali.

Ma, parafrasando Polonio, il ciambellano alla corte di Amleto, “c’è una logica in questa (follia) situazione”

Senza un vaccino contro la SARS-CoV-2, l’immunità di gruppo sarebbe raggiunta, a livello planetario, solo attraverso il contagio, con i rischi che ciò comporterebbe per le popolazioni e i servizi sanitari.

Lo sforzo per avere, il più rapidamente possibile, un vaccino efficace, probabilmente più di uno, è dunque enorme.

La ricerca

Ci sono 110 candidati e finora soltanto 8 sono passati alla fase dei test clinici sugli esseri umani.

Si tratta di quattro società situate in Cina, due in Europa e altrettante negli Stati Uniti.

Al momento nessuno sa quale funzionerà, anche se c’è la convinzione che alcuni lo faranno. I costi di sviluppo sono enormi.

Alle Big Parma conviene più produrre medicinali contro malattie croniche o antivirali. Per questo le ricerche sono finanziate, almeno in parte, con soldi pubblici:

il Senato Usa ha stanziato 12,4 miliardi di dollari; la Commissione europea 7,4 miliardi di euro; la Gran Bretagna sta sostenendo l’Astra Zeneca per trovare il più rapidamente possibile l’antidoto al Covid-19.

In ogni caso, la domanda da un milione di dollari è quanto tempo ci vorrà.

Le stime più ottimistiche (le sperimentazioni possono essere accelerate) prevedono che il vaccino arriverà probabilmente all’inizio del prossimo anno.

La produzione

La produzione di vaccini è più impegnativa di quella dei medicinali.

Ci vuole molto tempo. Per avere un vaccino, è necessario eseguire un processo di produzione complesso, con controlli di qualità in ogni fase e un canale di distribuzione che ne garantisca l’efficacia sul campo.

Trascurando la possibilità che il vaccino possa differire per paese e fascia d’età, il vero problema è che l’attuale capacità produttiva è limitata.

Ogni anno, vengono prodotte 5 trilioni di dosi, di cui 1,5 trilioni sono per l’influenza stagionale, con una copertura ancora bassa in molti casi.

Dunque potrebbe esserci una carenza di altri vaccini (es. influenza, morbillo e febbre gialla).

Inoltre, va tenuto conto che le tecnologie di produzione potranno influire sul costo, la sua stabilità e disponibilità.

La distribuzione

La disponibilità della prima dose non coincide con il tempo necessario per avere un numero di dosi sufficienti.

Negli Stati Uniti (e in genere nel mondo occidentale) si ritiene che, dal momento in cui arriverà un vaccino efficace, la sua distribuzione iniziale potrà richiedere tra 6 e 8 mesi (18 mesi in totale da oggi, secondo la Fondazione Gates).

Sarà difficile per un paese povero scendere al di sotto di 3 anni.

È perciò importante non solo come si giungerà ad avere il vaccino, ma anche chi lo otterrà e quando. Il paese o i paesi che avranno il vaccino dovranno affrontare qualcosa di simile al “dilemma del prigioniero”: dare priorità al vantaggio immediato vaccinando la propria popolazione o, seguendo una strategia più corretta, privilegiare la vaccinazione a livello globale in base alla vulnerabilità dei diversi gruppi e ottenere così un maggiore beneficio a medio termine. Per ora sappiamo che l’amministrazione Trump sta lavorando (operazione Warp Speed) perché gli americani abbiano 300 milioni di dosi a gennaio.

La stessa cosa accade con l’India, un paese con una grande capacità produttiva e che ha affermato che la sua priorità è locale. Il governo britannico ha già prenotato 30 milioni di dosi per i suoi cittadini. Insomma, non sembra esserci alcun dilemma.

Per non dipendere da “dilemmi altrui”, l’obiettivo strategico di tutti i paesi è l’autosufficienza a tutti i livelli (tamponi, mascherine, vaccini), frutto della mancanza di solidarietà mondiale: vuoi vedere che la tanto decantata globalizzazione è solo economica?

Parole chiave: SARS-CoV-2; vaccino anti-Covid19; tamponi; mascherine; Warp Speed; dilemma del prigioniero; Fondazione Gates; influenza stagionale; morbillo; febbre gialla;

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 1’50”

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