Coronavirus. A che punto è la ricerca di nuovi farmaci contro il Covid-19?

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di Alberto Aiuto

È inutile negarlo. Pressati dall’attualità, siamo alla ricerca spasmodica di nuovi farmaci e di un vaccino attivo contro il Covid-19.

Purtroppo questi “proiettili magici” non saranno disponibili prima di alcuni mesi, quando la fase acuta dell’infezione sarà molto probabilmente superata.

Per ora le misure di contenimento adottate in tutto il mondo restano più che mai valide.  

Nuovi farmaci contro il Covid-19

Come detto in un precedente articolo è già iniziata la sperimentazione clinica per il remdesevir e il tocilizumab:

I primi risultati sono incoraggianti;

Ora bisognerà attendere i tempi tecnici dell’analisi statistica e dell’approvazione regolatoria, prima di poterli utilizzare “a tappeto”.

In particolare il remdesivir (ormai vicino all’approvazione da parte della FDA) sembra costituire la vera novità in caso di ulteriori significative conferme, specie se usato nelle prime fasi dell’infezione, quando la carica virale è ancora bassa.

Per quanto riguarda il tocilizumab, i risultati di un primo lavoro pubblicato recentemente sono positivi.

I parametri di laboratorio sono migliorati significativamente:

La somministrazione precoce è associata a maggiori possibilità di sopravvivenza.

La mortalità complessiva è stata dell’11%.

Nuovi farmaci contro il Covid-19
Nel frattempo è stato proposto l’uso di un farmaco già usato come antimalarico e antiartritico.

Parliamo del Plaquenil (idrossiclorochina), che, alla dose di 500-600 mg due volte al giorno per 6 giorni, in associazione con l’antibiotico azitromicina, potrebbe abbattere la carica virale (assenza del virus nell’organismo) nel 75% dei pazienti con forme lievi, moderate e gravi di Covid-19.

Prima di promuoverlo, vanno però considerati gli effetti collaterali, alcuni anche importanti:

  • cardiopatia,
  • retinopatia (7,5% dei casi)
  • ipoglicemia.
In questo caso i risultati non sono stati abbastanza incoraggianti.

Nuovi farmaci contro il Covid-19

Ma la vera novità di alcune settimane fa riguarda uno studio preclinico su colture cellulari che ha dimostrato come l’ivermectina (un farmaco antiparassitario/antielmintico) sia in grado di ridurre di ben 5mila volte il SARS-CoV-2 in sole 48 ore.

In pratica, il farmaco impedisce al virus di replicarsi nelle cellule, e dunque lo distrugge. La sua efficacia ora dovrà essere confermata sull’uomo.

Il farmaco fa parte dell’elenco dei cosiddetti “farmaci essenziali” dell’Organizzazione mondiale della sanità;

Quindi figura tra i più sicuri, efficaci ed economici.

Ora dobbiamo capire a quale dosaggio può essere usato nell’uomo e quindi dobbiamo attendere la conclusione degli studi clinici.

Sul fronte dei vaccini, la novità è che i tempi di sviluppo potrebbero essere dimezzati.

Nuovi farmaci contro il Covid-19

Molto promettente sembra quello ideato nella Università di Pittsburgh.

Nei test pre-clinici sui topi, il vaccino è stato somministrato con un cerotto con 400 microaghi (lunghi 0,5 mm) che rilasciando l’antigene nello strato sottocutaneo, hanno scatenato una rilevante produzione di anticorpi.

Infatti, la pelle è uno dei posti migliori per generare una risposta immunitaria rilevante: “è come la muraglia di un castello, e proprio per questo è ben presidiata dal sistema immunitario.

Se si inietta un vaccino nel muscolo, questo si diluisce in tutto il corpo, quindi per generare una risposta forte serve una maggiore quantità di vaccino.

Se la somministrazione avviene sottocute tramite microaghi la reazione è localizzata:

La concentrazione di vaccino è molto più elevata, tutte le cellule immunitarie vanno ad attaccare l’invasore e basta una quantità minore di vaccino per dare l’immunità.

Entro 1-2 mesi, dovrebbe partire la sperimentazione clinica.

Se questa fase si concluderà con successo, il vaccino potrebbe essere pronto per la produzione industriale entro 5-8 mesi.

La macchina della ricerca è inesauribile e, come è avvenuto per la lotta contro l’HIV, consentirà di arricchire il nostro armamentario terapeutico in tempi ragionevoli.

Alberto Aiuto

Tempo di lettura: 1’30”

Foto tratta da: https://www.valdotv.com/2020/04/01/ema-nessun-farmaco-in-sperimentazione-ha-ancora-dimostrato-la-sua-efficacia-per-vaccino-almeno-un-anno/

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